LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Categoria: Salviette

I baci veri

I baci veri

rivoglio le nozze
dei tuoi baci a canne mozze
quando mi lasciavi stordito
nel rimpianto di un bacio infinito
baci veri non baci di serra
come quelli ai soldati
scampati alla guerra
baci a crepapelle assurdi e rovesci
baci allo specchio
improvvisi e sghimbesci
smettiamola adesso coi baci in sequenza
tiepidi abissi di ordinaria frequenza
non baciamoci più
non facciamoci male
aspettiamoci in fondo, alla fine del sole
finché troveremo il coraggio di averci
e ancora baciarci qualcosa da dirci.

(D)

Non serve

I nostri baci
noi due li sappiamo a memoria
adesso ci vogliono quelli veri
Che non dicono ti amo
Nè le altre solite cose
Me ne basta uno
deve dire che non abbiamo paura
mandamelo stringendomi la mano

(D+G)

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Punto su tela

stanotte guarda in alto
quel puntino bianco sono io
anche se non esisto, non c’entro
con tutto quel nero che è il resto
Il nero muove e vince
respirando tutta l`aria
con il pretesto del buio
è il mondo che sdegna il sole
e ti restano da capire
cose microscopiche, piccole parole vuote
che quasi esistono
impronunciabili come anima
irrinunciabili come i tasti neri della notte

(D+G)

Io

e io me ne fotto
delle tue cannonate col tappo del prosecco
dei tuoi fantasmi rosè
io tiro dritto per le quasi e mezza
io tetrarca da cantine io millesimatto
ti sfratto
e me ne sbatto
pensaci poi tu alle bollicine e all’etichetta
a me questa vita va stretta
offro il collo all’accetta
imbottiglio il tempo invecchiato
in botti del Capodanno passato
apprezza l’inchino ingessato,
perdona la fretta:
Il niente mi aspetta

(D&G)

Il destino e Margherita

quando nasci non sai, quando nasci bonsai
o margherita, cui giocando strappan la vita
se già vecchio non arrivi allo specchio
o appena nato ti han già potato
t`ama non t`ama il destino roulette
mentre lo aspetti nella bouvette
oppure lo ignori nel vaso da fiori
tra il lusco e il brusco dei tuoi malumori
che t’ami o no , unico stelo sopra il comò
lo vedrai mietere
il sole, l’etere
e ciò che resta di te

(D)

Belle parole

ho finito le parole
le ultime le ho perse per terra
erano le più belle
erano per te
ho pianto di tutto
poi ho capito
che tanto non servono

(D)

Credo

Credo
Agli dei norreni, agli alieni,
Alle sacre muse
E a tutte le tue scuse,
Ma io sto qui, tra cavi ,
Madonne , disastri del signore
E tu non rispondi
Neanche se ti imploro,
Allora credo, si ,
Credo che TaSboro.

Ecco perché

Ti aspetto da cinquemila  anni
Ti ricordi il vento sulla ziggurat?
Beh , non è cambiato niente,
Siamo sempre uguali
Con dio e tutto il resto
abbiamo ancora paura del buio.
(D)

Un’altra cosa

Non parlo perché non ne ho voglia
E perché tutti capiscono
Un’altra cosa
Leggendo dietro e di sguincio alle parole direi
Forti dei loro pregiudizi
Ma come biasimarli
Nessuno te la racconta giusta
Non ti puoi fidare
E le parole non sono la realtà
Neanche la realtà è la realtà
Dopotutto
Come l’eco della caverna che muore
Abbandonando ogni senso
Lasciarsi attraversare trattenendo il necessario per sopravvivere
Aspettando che la poesia ti cada sulla testa.

Ohne titel

Non ho tempo
Di piangere , di guardarmi addosso
Non ho tempo
Di avere ragione , di tessere la nebbia , fallo tu ,
Io non ho più tempo ,
Pensare è un lusso che non mi posso permettere.

(D)

La bella poesia

Le diecimile parole
è troppe parole
basta le tre
Che è più fonde
Emerble turble mirble.

D