LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Categoria: Salviette

il ventre

ti chiedi sgomento il senso
di avere un ventre e una vita
dentro e il partorire e la magia
del nascere, dell’apparire

anche tu che sei maschio
puoi capire il concepire
nel tuo ventre per sempre
anche tu sei parte del gioco

nel tuo piccolo, nel tuo poco,
anche tu covi la tua morte
anche tu cancelli l’eccesso
e partorisci l’epigrafe di te stesso

Lepoesie

Lepoesiedelpoeta
cadonoinautunno
elalberorestacalvo.
Malalberoèilpoeta.
Edèridottoatrerstecchi.
Adessohafinitolepoesie,
e ilpoetaèinmutande.
Hafinitoipuntiesclamativi,
labenzinalafelicitàquellavera,
eharottopurepure
lospaziodellatastiera

vada via

vada via signore
con quel sigaro
lo fumava anche mio padre
e lei non è mio padre
si allontani signore
voglio restare solo
al tavolino di questo bar
e poi mio padre
ha bisogno di riposare

GNGNGNGNGNG

Sinore e ginori, siete state intilleggetti a veni’ SE TRATTA DER PUGGANDE PETTACOLO DEL MIONDO!!! iO MIGRAGNOSO nTONIO sarò el pimo omo che se SCHIOPPA LA TESTA CO LE SU’ MANO!!!!

mA PLIMA rigrazzio le antenne telebusive mundial che firmano l’ebento: Radio sATELLI Maccato CHE TASMETE SOLO PUNTINI, telebrontolo SAS, Radio Anticappati Londa e tutti gli alti impottanti entitò tasmettitorie.

Singori lo zprettacolo VE SPIEGO COME HO LI MUSCLACCI SUI SPALLI? pERHè HO Lenato solo i spalli , i deltoighi a tutto SBURZO e me ho rieppito de medichine muslcari PA OTTNE’ LA FOZZ PA SCHIACCIAMME LA TESCTA CON LE MIE MANO!!!

eCCO CHE VADO a scuminchià… gnggnnn GNGNNNNN!!! maappa se èddura sto carapacce… GNNGNNGNGNNNN…

ti vengono in mente anche a te?

ti vengono in mente anche a te
cose di cui faresti volentieri a meno?
di colpo, come uno sparo in fronte,
ho pensato che qualche anno fa
tiravo fuori dalla credenza
un piatto e una zuppiera in più.
mi sono trovato là, con i piatti in mano
come se dovessi di nuovo
imparare a parlare

A Stevenson

Tu che hai scritto quell’orrbile storiia
dell’uomo che si rompe in due
e diventa un diavolo, e rimane un angelo.
Tu hai detto a tua moglie morendo di ictus:
“Questa non è la mia faccia, non è la mia
faccia!”. Eri in cucina, e tua moglie
tagliava le uova. E d’altra parte,
chi ha la sua faccia? Tu? Oppure tu?
Sconosciuti a noi stessi
nello specchio ci guardiamo.

le scarpe del padrone

eccolo, il mio ergastolo personale
come un gatto di casa
che non ha mai messo il naso
fuori dalla porta:
tutto quello che conosce del mondo
lo annusa sulle suole sporche
delle scarpe del padrone

vino

cadi dove devi cadere vino
copri le cose scoperte
prendi in giro i colori
finché non saltano fuori
insegna ai gabbiani
il savoir faire e falli volare
come sanno fare calma
la furia del tempo muovi
la gente dentro a un mare di miele
brucia gli occhi di un povero sciocco
con lo scirocco chiudi gli occhi
di un povero idiota morto di sonno
portalo in alto e poi fallo cadere

Ripostiglio

Insomma, una volta
che hai ripulito gli scaffali
dai cucchiai e dai piatti
che tenevi per gli ospiti
risulta difficile non ripulire
tutta la credenza,
coprire con lenzuola i mobili
delle camere che non vengono usate,
mettere in ripostiglio tutte le sedie
tranne una.
Risulta difficile
non sperimentare quello che comporta
la solitudine, una volta che hai cominciato.

Kay Ryan, “The best of it”, 2010

tra cani

conosciuto il barista di quel posto illuminato dal neon
gli hanno tagliato una gamba a sua madre
curioso come diventi amico della gente
è una cosa da cani il suo sorriso vuoto
e il mio tempo da perdere
si sono sposati in comune
senza testimoni