LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Categoria: Manifesto Imbranauta

Secondo manifesto

L’imbranauta deve sempre indossare un giubbotto di salvataggio, una pistola di gomma, un paio di occhiali per vedere le donne nude. Deve altresì parlare silbo, camilbo. L’ilbo sarebbe meglio di sì ma non è strettamente necessario. Ecco alcune semplici regole da rispettare:

1. Sparare sempre più avanti perché il bersaglio è in movimento. In mancanza di bersaglio, spararsi sui piedi.

2. Trovare una scusa qualsiasi prima che succeda qualsiasi cosa.

3. Perdonarsi ogni offesa, porgersi l’altra guancia in continuazione.

4. Abbaiare quanto ti parlano, guaiolare. Ululare, ma solo quando è necessario.

5. Dopotutto, homo homini lupus. Mai farsi trovare senza museruola, soprattutto nelle serate di gala.

6. Soprattutto, niente frasi sensate. Hai visto com’è invecchiato Puccio, si è comperato una villa in rovina, ha le scarpe di coccodrillo perché si sta estinguendo: queste frasi sono di rigore, come l’abito scuro.

7. Volete scrivere? Dimenticate tutto ciò. Usate droghe meno costose.

8. Mai scoraggiarsi. L’astronave degli imbranauti arriverà a destinazione fra migliaia di anni. Nel frattempo si possono sempre mangiare pistacchi e tagliarsi le unghie dei piedi.

9. E’ un peccato non poter vedere tutto il tempo sprecato dagli imbranauti. Come quegli arcobaleni in capo al mondo, che li vedono soltanto le foche e i pinguini.

15/09/2004

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Le Radical Strap-on

(Non so, ci sono ‘ste artistone che sonoquà http://www.leragazzedelporno.org/manifesto/ che abbiamo tentato di tradurre visto che gli intellettuali siamo noiquà)

1 – Articolo primo : tutte le donne dai diciotto agli ottantacinque anni hanno il sacrosanto diritto di mangiarmi il tonno.

2 – Sii Arrapata a modo tuo. Vai in bici senza sellino.

3 – Combatti il vero nemico : il pippi mollo.

4 – Sii Queer. Alta, bianca, con la corona e a novanta.

5 – Squirtare è un dovere morale come lo sfrigolio delle gonadi sommamente induce all’espansione territoriale e al pluralismo tantrico. (eh?)

6 – Fai da Te. Ecco, meglio. Fai da te.

7 – Usa sempre le protezioni. Un bel sacchetto in testa e passa la paura.

8 – “I’m not saying go out an’ do it, but if you do, strap it up before you smack it up” [eh?! a te gò dito ca vui pinciareeeeeee!!]

9 – Stay queer. Stay hungry. Magnimeo.

10 – Imboscarsi i coni stradali negli orifizi come nuova forma di protesta contro il dominio fallocratico [per poi usarli come megafono dell’insoddisfazione a 90°  uccelsius.]

11 – Fai l’amore con chi ti pare. Basta che poi pulisci. Questa casa non è un albergo.

12 – Godi, decidi o lascia perdere. Curva a sinistra, metti la freccia. Parcheggia. Ecco, sì. Lascia perdere.

13 – Sconce quanto ci pare: avete anche voi a casa dei corpetti con le ascelle gialle?

14 – Patriarcale, capitalista…ma; com’è che finiva Thelma & Louise?

Siccome non sappiamo scrivere adesso ci facciamo i videi chè poi ièpperquello che il manifesto attacca. Appiccica; ecco, sì.

Nostre prossime produzioni :

#buttamelo nel profondorosso

#tisbuccio la carruba per lottare contro il patriarca

#tidispiace se manifesto con la gola?

#ilcero sopra al belino

#nabuso busoni. Sonata di viola da gamba

#donne in preda a una voglia di nervo

#simon boccapiena

#lalaida

#per una pugnetta due dollari

 

Contro Venezia scolapista

Noi ripuliamo i passatisti, sfatti dal circo togni, fumammo fino a vederci i sogni.

Rifuliamo i turbisti, calamitamo e snobbamo i passapisti, gli antiquati frubinisti, sfondiamo i divani dei calamiti.

Noi vogliamo i cretini veneziani che dondoleno, ripuliamo i lettighi dei semicupo, i diamantini dei cretini, vogliamo che dondoli i militari, stracarichi di fumo, e la gondola carica di macerie che riempia le locomotive di fumo, i sempicupi pieni di oppio, e tutti i strafumati ingollati commercioni, che svendono i dolboni, li pennacchiano di ififici, venga il regno della sedia elettrica nella camera ammobilata, sediamoci là come sempicupi e fumeniamoci li antequari.

Boccione, Paraisà, Rostolo, Cretinetti

MANIFESTO IMBRANAUTA #UNO DEI

art. 1 – non è giusto che tutti hanno il programmino
e noi no

art. 2 – il programma risulterà inevitabilmente :
a: pretenzioso
b: falso
c: incompleto
d: fasullo
e: e anche tutto il resto
art. 4 – l’art. 3 non mi piaceva
art. 5 – dato che sembra ormai accettato che tutto è politica
si può dire col vecchio adagio “tutto è niente”.
Politica: parolona o parolina fraintesa e mistificata,
abusata e corrotta, distorta e incompresa,
inutile e comoda.
art. 6 – ai sensi dell’art. 5 l’imbranauta, chiunque questo significhi,
rifugge la politica come oggi è intesa;
l’esercizio della facoltà mentale, qualunque cosa produca,
è l’interesse unico dell’Imbranatuta.
questo è l’unico impegno assunto,
assieme alla volontà di esaltare il comico e
l’assurdo, di pensare l’impensato.
art. 7 – Nessuna “soluzione politica” quindi, dal momento
che nessuno sa bene cosa significhi né cosa aspettarsi
da chi pronuncia queste parole; nessuna soluzione e basta.
art. 8 – USARE LA MENTE: niente politica, ma pensiero e logica,
meglio una logica assurda che una politica coerente.
Più persone useranno la testa meno bisogno ci sarà di politica.
art. 9 – Il funerale della letteratura si celebra così
in onore dei cervelli anonimi in tutto il mondo,
alla faccia degli artisti di tutti i campi.
Artista e politico, che penoso narcisismo.
art. 10 – Affanculo i furbi e i chiacchieroni.

 

11/09/2004

QUARTO MANIFESTO

1.indove che cè poblemi cè limbranauta
2.limbranauta guarda i poblemi
con occhio bimbo
capisce quello che vuole capire
dice cose che non capisce
vede che i poblemi sono uno
sempre quello
3. non chiedete quale,
la luce si accende
solo se uno trova il pulsante;
il pulsante è dentro di te.
No, quello è dello stereo.
4. qulcosa ve lo voglio dire:
e che è quella faccia?
è quella faccia lì
che fa il pobema.
la faccia che non ride,
quello che non casca mai partera,
quello che spiega le cose,
quello che dice
il poblema è i altri.
5. No, il probema sei te.
guarda dentro di te,
vedi che non c’è nessuno,
torna un’altra volta.
finchè non c’è nessuno
nessuno apre la porticina.
6. I discorsi chiavano la vita.
la tua e l’altrua.
I discorsi si fanno solo
quando non ci sarebbe niente da dire.
Senò le cose si fanno e basta.
7. parla per dire cose umane:
gli animali fanno provviste per l’inverno,
l’uomo è una cicala che deve cantare,
la stagione è corta.
Quando alzi la schiena
il sole sta tramontando,
i bambini hanno già giocato,
si va a nanna.
8. Gioca coi putelli,
facce ride pure tu.
Non leggere la pagina dell’economia.

 

15 settembre 2004