LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Categoria: Esercizi di Staila

Limbranaughty

Marina Trippa di Moana, contessa di Squirtavalle, ha scritto il secondo libro di memorie, i miei primi 120 anni, un database impressionante di sorrisi ravvicinati del terzo tipo.
Opinion leader delle favelas ha più grespe di uno sharpei.
Membra onoraria della Onlus “Felicità per tutti”, organizzazione no profit che porta anche nei paesi più poveri le baldraccone occidentali annoiate, Marina Arriva La Befana si è sempre profigata per portare il suo sorriso a tutti quelli di St. Moritz. Un sorriso indimenticabile, gonfiabile, utilizzato come mockup per la costruzione di canotti a tenuta estrema dagli scafisti libici.
Con gli zigomi ricolmi di airbags presta la sua opera come manichino da cazz test alla bmv dove ferma le macchine con la bocca.

Come scrivono i grandi scrittori: Mario Puzo

“Picciotto, lo sciogliamo negli acidi il picciriddu? Ce famo bere na buttija de acedo murieteco? Ce sparamo co le canne mozze sull’intesctino tenue? Lo facciamo magnà da le scrofe laureate in iconomia i commeccio? Lo taccamo pa l’urecchi a la tur effèl della minghia? Ha parlato cioppo, el picciotto. Bisogna de destrutturallo, come famo a tollierlo dai zebedeis? Ce sparamo cu il antifiamme? Che damo na tritata ner frulatore de la Zimental? Intanto sparace in un oregghio, che ce lo togliamo dalle zeppe, che ha parlato quando che doveva stà zitto, er furbone, sai che schioppo ne li scervelli? Sparali co er canoncino antiaereo, che magari buttamo giù puro du F104. Sparalo subito, ché sò stanco de discorsi.”

frasario bilingue per rimorchiare: francese

Ciao, come ti chiami?
Scia!! com tu tappell tuà?

Posso offrirti qualcosa da bere?
Pois moi te tu offrir chelcechois a boir?

Hei, abbiamo gli stessi gusti! Anche a te piace la wodka benzin! Poi ci facciamo anche un bicchierotto di gasolio.
Nuavum ke meme gout! Icroiable, ma rebalta dans la test un tanik de petrol!

Ci appartiamo? Ci tiriamo fuori i nostri tris? Vieni di là con me, nell’abbattoire!
Vus venis avec moi de là? Je te vais a mostruer mon pupazzett.

Ti piace, vuoi che mi muova più veloce? Vuoi che mi tolga l’archibugio e l’armatura?
Te plaise? Tu vuà che me facc en mudand?

E’ stato bello. E’ piaciuto anche a te? Le francesi sono tutte soccolone, no?
Etait merveillouse! Tout el frances son putain com toi?

Cosa dici? Ti ho fatto ridere con il mio pippetto? Ma va a…
Quois tu dis? Te ho fait rire avec mon pippoit? Ma ve a…

La lingua di Camilletti: dialetto siciliano

Chiccuttirridi: s.f., chitarra di pastafrolla suonata nei matrimoni tra pucciddi (vedi)
Lucillu Friddi: s.m., gelato di cuticuddi (vedi). Si mangia con un cartoccio di iatevenne (vedi)
Assorata, s.f., e ammammata
Sputichiodi, s.m., linguaggio gergale mafioso, è il fucile con le canne mozze il calcio mozzo e l’uomo che spara senza braccia.
Gurrusu Infamuni, s.m., è quello che bara al Monopoli: si porta i soldi finti da casa.
Camilletti rimbambiddu, s.m., riferito al noto scrittore siciliano che da anni fa finta di scrivere, e invece si infila i calzetti sulla testa perché fa confusione con la coppola.

Contro Venezia scolapista

Noi ripuliamo i passatisti, sfatti dal circo togni, fumammo fino a vederci i sogni.

Rifuliamo i turbisti, calamitamo e snobbamo i passapisti, gli antiquati frubinisti, sfondiamo i divani dei calamiti.

Noi vogliamo i cretini veneziani che dondoleno, ripuliamo i lettighi dei semicupo, i diamantini dei cretini, vogliamo che dondoli i militari, stracarichi di fumo, e la gondola carica di macerie che riempia le locomotive di fumo, i sempicupi pieni di oppio, e tutti i strafumati ingollati commercioni, che svendono i dolboni, li pennacchiano di ififici, venga il regno della sedia elettrica nella camera ammobilata, sediamoci là come sempicupi e fumeniamoci li antequari.

Boccione, Paraisà, Rostolo, Cretinetti

Come scrivono i grandi scrittorti : Cuore #1

ah, le arancine al muratorino moribondo… Franti si accapiglia con l’amichetto storpio, come ridono i due! Ecco che tossisce, il povero bambino, macchia di sangue il fazzoletto. Sua madre piange e gli dice: “Adesso arriva Franti con i cioccolatini, non morire!” Il padre disperato urla dalla finestra che ha finito le uova! Mio dio, dice Franti, quant’era buono il muratorino! La cassa da morto del bambino se la contendono Franti e Bottini, tutti vogliono portarla in spalla e lo perdono per terra!

Come scrivono i grandi scrittori. Banana Yoshimoto

“Dove hai messo il pollo? Nel forno a microonde. Ma era vivo… Cosa vuoi, che stia là a guardare il pelo nell’uovo. Ah. Ho visto Hishoto Kashiguro. Ma non era morto? Aveva un’accetta piantata su una spalla, ma stava bevendo una birra. Che strano tipo. Ti ricordi quella volta che ha fatto una rapina vestito da Pippi Calzelunghe?. Certo che ricordo. L’hanno riconosciuto perchè si era dimenticato le lentiggini. Ha fatto il corso da fabbro al manicomio criminale. Adesso gli dai una forchetta e ti scassina un bancomat.”

Come scrivono i grandi scrittori: Bukowski

“Ho bevuto un pacco da sei e sono caduto sui vasi Ming dell’antiquario. Lui si è messo a piangere e io ho tirato fuori “Fuoco Fatuo”, un cocktail che preparo io: acido solfidrico e… boh, robe che trovo in giro. L’ho fatto bere all’antiquario e gli è venuto fuori il fumo dalle orecchie. Poi siamo andati al cine e io ho arrotolato il giornale e ho cominciato a fumare. E’ arrivata la maschera e ci ho tirato un diretto sulla bocca dello stomaco che adesso lui è ancora piegato, poi ci ho tirato na ginocchiata in bocca. L’antiquario ha finito lui di fumare il giornale poi si è messo a piangere di nuovo. L’ho portato in un bar dove abbiamo vuotato il primo e il secondo scaffale dietro al barista. Alla fine l’antiquario mi ha regalato un quadro di uno che si chiama… Leonardo, o Leopardo, ha detto che costa un sacco. Adesso lo vendo e mi compro na camionata di Heineken.”

Come scrivono i grandi scrittori: D’Annunzio

“Il Lago Di Garda stileggiava dilinquo, e Mathulda Bosforo Principessa Essa Stessa era vicina. “Adunque – le dissi mellifluo – Vuoi che andiamo a correggere gli elastichi delle mutande?” Essa guardommi inbibita e soffusa di rossume fumoso. “No – rispose ella a mantice – No. Stiamo ancora acquitrinati, mio divo. La tua poesia mi influgge, mi deliquia. Essa è la quintessenza del broflubio dolcimero del suono pifferato dell’anima!”

Come scrivono i grandi scrittori: Hemingway

“Eravamo io e Toro Seduto alla Corrida Granda, sono sceso in mutande nell’arena bevendo un Pink Martini e Brutto e Cattivo, il toro da sei tonnellate, mi ha incornato l’esofago. Ho tirato fuori il mio cagapallini da tre metri e gli ho sparato un Bullett Crepasubito. Poi ho ordinato al mio amico Harry’s Il Coboldo un litro di vodka calda. Ho sparato anche a Harry’s: ci ha messo due ore a fare i cazzo di cocktail. Ho pescato un barracuda-commercialista con un tubolare come esca, l’ho tirato in barca e gli ho dato una martellata che ha sfondato la barca. Adesso sono qua con gli squali, che gioco a Mangiami No.”