LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Categoria: Ascolti

Limbraopera: Il Fiato Maggico

Gioco a premi di Wolfgang Bang Amalpeo Mozart! (si pronuncia Moser).
Personaggi:
– Panino,campione mondiale di junk food, tenore
– Panina, ha l’influencer
– Papaguano, uomo coso, barilottono
– Papaguana, premio sorpresa 3×2 al Prix
– Regina della notte, trans siberiano isterico, sopragno
– Sarastro, sarai tu, basso sprofondo.
Atto 1: panino mangia panini, panini luridi, allo stomaco di gnù e cipolla , al cane bagnato, allo scnautzer gigante coll’aglio, ai coproliti di sbregosauro, roba potente, ha l’alito radioattivo, una volta ha sciolto il parabrezza e si è fatto un kebab coi moscerini.
Entra Zoroastro… No… Erostrato…lanciastratos… Insomma quello cattivo. O quello buono? Vallo a capire. Uno che urla fisso comunque. Non era neanche il suo momento, esce porchizzando, tanto non se ne accorge nessuno e lui tra l’altro beve molto da fare.
Intanto Panino si dispera perché non riesce mai a cacciarsi in pignatta (copulare) allora temendo sia per l’alito tellurico ne controlla il grado scala Mercalli facendo conchetta con la mano davanti alla faccia e sviene, cadendo indietro-schiena e pestando per fortuna solo la testa.
Al risveglio chiede subito ”ho vinto qualcosa?” all’infremiera, la quale mossa a pietà gli mostra il blog di panina che polemizza sui krapfen alla nitrosugna e lui subito mette 8000 like e si innamora.
Entra Alabastro, no…Disastro… no… beh vabbè tanto non tocca gnancora a lui.
La Regina della Notte (Tamarra Sgrjdulina) madre di Panina, entra abbaiando in groppa ad un attrezzista (per i tagli al fus) e implora Panino di riportarle la figlia finita in comunità. Panino sbadiglia e uccide l’attrezzista che muore gridando ”NON È COntrattualeee!!”.
I sindacati chiudono il sipario, il pubblico applaude i sindacati.
Fine primo atto.
A questo punto il pubblico preoccupato pensa”Eehheee… Ancora longa la regata!”.
Ma la seconda parte è veloce e scorrevole: sciopero di tutte le categorie. Il pubblico sciopera perché non c’è il wii fii, gli ochestrani vogliono l’indennità orchite, Zoroastro perché non tocca mai a lui. Per completezza di informazione informiamo che Panino alla fine apre un chiosco per palati anodizzati con Panina nella comunità hipster di Alabastro,e che Papaguano vince la sua Papaguagna coi punti del Billa.
La trama d’altronde è pregna di significati esoterico-massonici che però non abbiamo capito.
Il direttore salmistrato Toyo YoYo (quello che dirige col pesta carne ), ha dichiarato: non mi è venuto mai un carpaccio così fino. Peccato che erano le mie palle.
(D)

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Limbranauta : la patty

La patty pravda, la piatty strambelli , la patty chiari mio dio è un atro muscoso, un foro cadente, è la prova quasi vivente dell’esistenza degli universi paralleli almeno dell’intonazione .
Qualcuno dovrebbe avvisarla che è morta, che è roba da umorismo pirandelliano, e che adesso basta di provare a cantare che tanto non ci è mai riuscita e c’è sempre mio zio che dorme.
All’ultimo concerto per fidelizzati audiolesi (da lei) si è presentata con un usbergo a maglia piatta e un sobrio cappellino ”Bird Cage ”per tecnopasseri che fanno chip chip (microchip chip se molto piccoli), la faccia tirata come una fionda le dona un profilo idrodinamico allampanato tipico dei ciprinidi rivelando la parentela con la carpa a specchi. Durante l’esibizione viene pilotata da un marionettista ubriaco pilotato a sua volta dagli alieni, mentre al pubblico in prima fila si rompono le acque colpito da una crisi di latte alle orecchie.
Ma la patty si sa è unica , sí, è l’unica che stona anche quando parla, tanto che l’orchestra ha chiesto asilo politico in Siria e la protezione civile dopo aver evaqquato il circondario la ha denunciata per vilipendio al sistema ben temperato o equabile. Comunque la sua città, Gardaland, va fiera dei suoi cavalli di bottiglia, titoli come “Me li fai girar”, “la bombola, ” Pensiero stuppedo”, “Ragazzo Trieste”, “Dimmi che non vuoi più bere” e tante altre che nessuno ricorda.
Purtroppo anche i passeri nel cappello hanno subito gravi traumi da ascolto e sono stati sostituiti da passeri bolscevichi più resistenti che fanno ccccip.
Tutto questo mentre Joan (miga ) Baez che ancora se la cava , annuncia il suo ritiro dai palcoscenici perché dice sentire difficoltà nella gestione delle corde vocali. Altro che 200 euri per la sbigottita in aceto balsamico.
(+DcheG)

Limbranauta: il gerontofestivalaltro.

È una notte al museo? no. Allora è il ritorno dei morti viventi? Si, è Sanremo, ma quest’anno una datazione al carbonio 14 dice che l’età media supera quella dei meteoriti. Presentano il carosello delle vacuità una impiallacciatissima Michelle Parapaunzi unzi unziker , Claudio Sbaglioni trattato e uno che fa vino, un Pierfranchising in fase di pre-barbonaggio, uno che dorme sugli autobus poi tira fuori una braciola dal paltò e fa colazione.
Ma veniamo al parco vip: dai Puh alla Iva Vanoni, manca solo Tenco e ci siamo tutti giovani! La mancanza di voce e d’intonazione sono il blasone obbligato degli arrivati al capolinea della celebritá, monumenti nazionali con piccioni e tutto.
I Puah! si presentano spacchettati per mimetizzarsi e non farsi riconoscere. Ornellaia Venoni, sostenuta da una tensostruttura in lamé zincato, canta roba in inlambese: non si capisce nulla, sembra biascicare masticando un mazzo di chiavi, sembra Demostene con la bocca piena di sassolini per vincere la balbuzie.
La carrellata di cariatidi prosegue (manca solo Billa Prix, quella che cantava “Grazie dei fori”, inno di ringraziamento ai montatori di cucine) con l’immarcescibile Gianni Mutante, quello con la sindrome di Peter Man che ti fa venire le mani come pale da neve.
Gli Elio e le Storie Tenchiu si separano sul palco con un bel Arrivedorci che sembra di monito a quelli che continuano a steccare imperterriti arrochiti nel loro Last Man Stand.
Ma ecco! Parapapunziker finalmente presenta un ex giovane , finalmente il pubblico (preso a forza da una sala d’attesa in stazione dei bus), reagisce, sparuti gridolini di pochi prezzolati accolgono un certo Cáccame , uno che canta (termine fortemente inappropriato) qualcosa che non ce la fa a farcela, anche se l’ha scritta lui, e poi si lottizzano le canzoni in seconda serata: Enzo Avvitabile con l’altro sbalordito degli Avion Travelcheque che ucciderebbero anche un morto, Nina Zylly alias Maria Damea Fiaschetta barrisce in fa le molle migliori (e dopo è giudice nei talensciò, sta sbudorova), Aroy Pacis che gigioneggia nel sottofondo di un Dionato da Patronato e soprattutto…i 3 Terroricchi componibili del Volo (sed non Possum) dell’ikea, requiescant in Pacific.
Nulla ha potuto chi scrive per resistere allo sbrinamento di Pippah Bhaudah, guru master avatar della tivù con la Vù maiusca: al primo accenno di amarcord innescato dal mummione i vostri fidati reporter hanno ceduto alle insidie di Morfeo per svegliarsi solo dopo 15 ore con in bocca gusto da tappo della Dreher e un terribile senso di vuoto.
(D&G)

Limbraopera :il VaremengotiTannhauser.

Opara in 3 atti di Ricky Wagner (si legge Uogner) strapiena di personaggi tra cui uno che si chiama Spryzzalbitterolf … figuriamoci.
Trama : Tannhauser ( largo gulasc tenore trovarobe ), nel bel mezzo di un’orgia nucleare con Venere (Qulla Sbudorova Emmammata) soprano o mezzosoprano transgender o baritono (a seconda dell’orientamento sessuale del regista ), sul monte di Venere e Zioba, finisce improvvisamente il viagra al cardamomo.
Finito il bonus pasticche, dissimula la Caporetto pelvica con piagnistei inaccettabili invocando il trattato di Maastricht. Venere giustamente si offende di tutto e gli dice ”Ma come, varemengotitannhauser ” da cui il titolo dell’opera. Opera che in origine doveva chiamarsi “Ma come e io adesso allora ci ammazzo le mosche co sto elastico?”, ma poi Uogner, al decimo spriz col bitter seduto al Lavena ha avuto un ripensamento.
Poi esso incontra i amichi e fanno una gara di urli e sighi potenti ma Titta esagera, dice porcate come sempre quando beve e finisce in boita per sghignazzi notturni. Poi chiede scusi al papa, siccome suole, e muore gettandosi sul soprano morto perché bisogna, siccome suole.
Ps:a metà dell’opera gli ochestrani pretendono l’indennità orchite, il direttone va in panchina coi polsi slogati, il pubblico tira fuori la tenuta da alta nanna.
Prossima sinossi ‘ ‘ l’amico Spriz ‘ ‘ di Piero Mascagna.

Limbranauta. La frontiera della lirica : i gli “il volo”.

La nuova frontiera della lirica è la balera, quella in pompamagna e giarrettiere, quella che si vende al trancio. I tre in tre non ne fanno uno, è l’era del tenore matrioska. I tre tenoricchi (in realtà chierichetti pop con velleità tenorili )sono componibili, li trovi all’Ikea e te li monti a casa. Manca sempre qualche vite, oltre a tutto.
Come ha annotato l’acclamato critico Copy “Beh, si può sempre dire che se si montano sulle spalle uno con l’altro e poi li copri con un lenzuolo diventano alti come brunetta…Poi li affitti come microfantasma. Sembra che vadano a ruba.”
E ha ragione dato che tutti vanno in sollucchero ad ogni festival delle adenoidi, il delirio é assicurato, anche se hanno mezza corda vocale in tre e se gli togli il microfono non li capti neanche coi sonar. Neanche col padellone di Aracibo.
Si lottizzano un’aria in tre, sti despozzenti, roba da lacrime alle orecchie, roba da far sanguinare la Madonnina con l’acqua di Lurd sul comodino. Uno è andato a scuola da topo Gigio, gli altri 2 hanno preso lezioni dal primo. Per registrarli in sala devono usare lo stetoscopio, quello fatto a cornucopia del capitano Nemo.
Ci provassero loro a cantare chessò, la Tramvata o il Gianni Schitti da soli, ci provassero sti inaccettaboli despozzenti fratto 3.

Limbranauta : gli ex-grandi ex-cantanti: Rakkia Raccapricciarelli

Qualcuno dovrebbe dirle di smetterla che spaventa i bambini, che ormai è da commedia dell’arte, che è una macchietta da umorismo pirandelliano, ma soprattutto che c’è mio zio che dorme, Ziobel, invece lei urla, non si capisce cosa è perché “canti” ma emette queste sonorità incontrollate. Le balene, quelle cantano, ma lei, pur cetaceo, non ce l’ha nel DNA, come dicono anche i più despozzenti. Non si capisce dove trovi il coraggio anche se in nord korea la usano spesso come arma di spavento di massa o come tortura Sonica per i dissidenti che dopo confessano anche di essere Charly Chaplin. La chiamano Katana Raccapricciarelli Alle Mandorle. Il direttore quella volta è stato ricoverato in psichiatria, e a tutt’oggi non dà segni di miglioramento: ha composto una suite tutta di si bemolli sulla quarta corda, ha detto che non dorme più e che la sirena dell’acqua alta era più intonata. Lei evidentemente canta per pagarsi gli amari, che in realtà le offrono purché smetta. La recente performance a Scravassago di Sopra ha traumatizzato tutti, sono scappati anche i cani guaendo più intonati di lei, al primo passaggio di registro ha fatto deragliare un treno. È intervenuta la protezione civile, che le ha intentato causa per tentata strage. La ex milfona col complesso Peter Pan and the Wailers si è presentata tutta infiocchettata che pareva un boiler di natale con velleità sopranili, il pubblico ha subito manifestato il suo apprezzamento intonando un “aridamm’a li sordi” che ha ottenuto il plauso dei giurati. Il direttore si è dato alla macchia, il primo violino si è dato ai cent’erbe, il resto dell’orchestra si è dato co un legno per non sentire più niente. Attenzione! Il suo vibrato di 2 ottave provoca vertigini e reflusso gastrico con danni permanenti al buongusto.

Limbraoperà presenta: la Trans-Viada, opera in 3 Atti di Bepi Virdis

Limbraoperá presenta: La trans-viada.
Musica di Bepi Virdis, libretto di Francesco Bevaria el Piave.

Personacci: Violenta Valeri'(Bottana industriale ), Appretto (allocco seriale), Gorgo Sermon (alleva allocchi ). Altri.
Svolgimeno : come in uso all’epoca nisuni che avora, nisuni che fa rigorosamente un casso.
1atto : festino bueo da Violenta, tutti rotti, tutti drogatti ciucchi che sigano a caso (aria: “Libiamo a sbregapallone”). Appretto scanocia Violenta e ci viene i pippi duro, Violenta scanocia Appretto e ci viene il Pippi duro.
Arie : “un dì feliceeee isteeericaaa” (lui)
“è parecchio strano”, “le fòllie sul divano” (lei).
Il 2 Atto è lungo, il direttone (Mich Ciah) dirige coi raudi a velocità smodata, in orchestra sembra il redentore, al 1 flauto saltano 3 diti, al trombone va a fuoco il tupè, nessuno protesta che alle 9 c’è la finale di boccette a ostacoli. Sul palco, oggi le comiche.
Arie: Appretto “chi paga le bollette, i spiriti?”, Sermon, invidioso del pene di Violenta canta “o tempura o mores” e “pura si come un Albatros”.
Finale tragedia, soprano in coma reparto grandi sfasciati dopo che Alfreddo geloso del conte Marrazzo ci spacca un trolley carico di dobloni sulla cabina.
Atto 3: l’orchestra ha già finito, tutti già a casa che guarda le boccette, Pubblico anche, tanto lo sanno tutti, la mucca muore di tisi. In caso chiamare il numero verdi , risponderà una voce registrata in albanese, ‘ĺà müccha è mortæ dji tjsi’.
Fine. Regia non pervenuta, tuti fa quelo che vuole , finalmente una regia seria.
Il grande critico Tramessinis accompagnato dal fido badante Alighieri, estatico ha sentenziato : fhhsss fiuhhhhh hhjsss.

La Boccheme

La Boccheme, opera in 4 gatti di Giacob Pulcini, libretto di Giec e Illice.
Personacci: Rosgolfo(poeta un pò eta un pò e un pò )Marcello (perchè sniffa trielina ), Colino (filosofo della mutua), Foulard (musicista a ostacoli ), Mimi (rapp .aspiralavita beghelli), Musetta colcren.
Direttone ciò hun do.
Regista minus habens.
Mimi: Mimmichiavanomimmì!! Ma mio nonno è della CIA!!
Rosg.: Che fetida piadina!! Se la lasci riscaldare!
Sa un po’ di piovra..un hamburger non si trova?
Ma per fortuna c’è una fetta di tuna,
E qui del tuna ci abbiamo in piscina
Affetti signorina! Le darò un bel Barolo… Che sooonnn… Che soooonnnoo… E cosa bevo? Pivo!?Maaaa…dal mio portiereee, ruban tutti i gioielli, due ladri di Occhiobeelloooo.
Ma il furto non m’accoraaaaa, poiché , poiché nella mia stanzaaaa, c’era soloooo spieeeenzaa.
Versione abbreviata
L’atto si svolge dentro di un bunker antiatomico per esigenze registiche, i cantanti è tutti che siga a crepapelle ma non si sente un casso.mimi (Ulla Strjdolina ) si sloga una vena per lo sforzo inutile. Fine 1 atto
Atto 2: tutti in bar dal ‘mostro’ inventore di cocktail mortali, scena rutilante, tutti tronchi tutti alcuisatti , anche i bambini. Gente che salta dentro i cerchi di fuoco e finisce in una vasca piena di girini assassini per esigenze registiche. Il direttone entusiasta lancia le mutande piene di tritolo sulla prima fila, Pippo Raudo esplode felice.
Atto 3
Aprono la scena droganieri e lattivendole .droga:uuu, latti:u.
Fa freddo, troppo freddo, i ochestrani sciopera, il basso tubo tuba sui tromboni a tiro di tromboni, i cantanti fa baruffa per esigenze registiche.
I cantanti si sfassano le careghe sulla testa per esigenze registiche.
Atto4:
Rosg, Marc.Col.Fou.fanno i stuppedi, allora Mimì, come usava all’epoca, muore di tisi come niente fosse. Colino vende il cappotto pisciottato al monte dei pugni come arma chimica e canta la famosa aria viziata. Anche Musetta Colcren vende i recchini di tonno così gli pagano medico e manicotto ma lei, furba, se ne fotte e muore uguale.

Lato Oscuro

Il lato oscuro, il mister Hide, il fratello idiota del canto perfetto delle dita di Gould è il suono della sua voce. Compare e scompare, in modo del tutto imprevedibile, è un brivido questo partecipare del buio mostruoso alla felicità lunare e Gould si dimena come un troll e quello che esce dalla gola non è altro che la voce di un troll. Il basso profondo della gola di Gould cerca di catturare la voce meravigliosa delle dita, è un gorgo che ingoierebbe il mondo intero.

Piero Scaruffia, Logos n. 34, 1988

Teach Your Children – trad.

Tu che stai per strada
e devi avere delle regole per vivere
adesso diventa te stesso
perchè il passato è solo un addio

Insegna cosa è giusto ai tuoi bambini,
l’inferno dei padri lentamente è passato,
nutrili dei tuoi sogni
quello che hanno scelto sarà quello che te li farà conoscere.

Non chiedere loro mai un perchè, se ti dicessero la verità piangeresti,
Accontentati di guardarli sospirando, sappi che ti amano.

E tu, piccolo,
tu non conosci le paure che hanno vissuto i tuoi vecchi crescendo,
perciò aiutali con la tua gioventù,
Cercano solo la verità prima di poter morire.

Insegna il giusto ai tuoi genitori
l’inferno dei figli lentamente passerà,
E nutrili con i tuoi sogni
quello che hanno scelto sarà quello che te li farà conoscere.

Non chiedere loro mai un perchè, se ti dicessero la verità piangeresti,
Accontentati di guardarli sospirando, sappi che ti amano.

Crosby Stills Nash & Young

solo dopo tanti hanni ho ascoltato le parole