LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Limbranauta 2021 il B&B nello spazio.

Il quesito escatologico fondamentale che ci attanaglia tutti dal primo sbarco sulla luna su come sia cagare a gravità 0 troverà risposta per tutti: sì , tutti quelli che hanno 9 milioni di euri per mollare uno stronzo nello spazio.
La data è certa, nel 2021 verrà finalmente aperto il primo B&B cinese orbitale del plurismerigliato Ciò Hj Din Din, che ospiterà i primi turisti nello spazio. L’esperienza è per ora appannaggio di gente ricolma di dobloni, gente foderata di sterline, gigaunti dal signore insomma, ma presto, come la storia insegna, tutto cambierà: arriveranno finalmente i primi space cargo shuttle low cost stracarichi di despozzenti seriali ansiosi di ciabattare sulla luna con gli infradito interstellari, fieri di bivaccare a gravità ridotta sul bordo dei crateri brontolando per la penuria di cestini cosmici, gente che pretende di surfare i laghi di metano di Ganimede e poi si indispettisce per il clima quando tutti sanno che lì nevica quarzo a -178 tutto l’anno.
Gente che ”guarda amore, guarda la luna” indicando Titano, e poi molla il cartoccio del presiutto quantico sui bastioni di Orione.
Gente che la via lattea si ma parzialmente scremata. Oppure no sono Vegano (dal sistema di Vega).
Per puro interesse scientifico apriamo una raccolta fondi per comprare un biglietto e mandare un’imbranauta sul/nel/di sguincio all’hotel di cui sopra per esperire gli effetti del bitter nello spazio: vogliamo essere i primi a sperimentare una tronca cosmica, la bombarda spaziale insomma, un petardo intergalattico nel vuoto siderale! Che sballo ragazzi!! Naturalmente evitando di gomitarsi nel casco che poi fa confusione e la signora delle pulizie si lamenta. Peraltro dicono che nel biglietto sia incluso un cocktail esagonale di benvenuto ai positroni, coi salatini ai nano formaggi. E con 200mila euro in più prenoti lo spritz bitterstellare nel frigobar degli astroalcolici! Per aspera ad Aperol !!
(+D-G)

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Limbranauta : il Pienitaly.

È l’evento glù, glù glù glù se ti impegni, è il festival dei pieni, è il circo dei cotti dall’uva, il biglietto è comprensivo di TSO se ne esci vivo.
All’interno, oltre all’assaggio dei vini di tutta Italia, si potrà partecipare alle gare di cirrosi a squadre e buttiglioni staffetta 4×200 cl.
All’inizio fai il serio, ti dai un contegno, assaggi il Nebbiolo Delle Valanghe e lo sputi come vorrebbe la prassi, poi te ne fottiti e bevi tutto come tutti, c’è anche il pienologo che ti spiega dei solfìti e contro solfìti ma tu lo sai, lo sai di tappo e già blateri millesimato in tutti i dialetti punici al contrario, che per capirti ci vuole l’esorcista che ti battezza con l’acqua santa e cynar.
Per voi ci siamo fatti il fegato alla veneziana, abbiamo assaggiato l’Italia dal Cavernet Frak al Sassighiaia attraverso il Frugolino (da vera uva frugola) e la malvasia è strana.
Da sottolineare la presenza dello stand del vino biologico non filtrato idrolizzato da agricoltura biofotonico quantistica che sa di lacca ma ti livella il taccuino, sa di tappo ma di sughero biologico. Tutti vini da centellinare rigorosamente con gambe accavallate e pipa a neutrini.
Lo scravasso dei bianchi è cominciato dal nord col Gewürstel Tremine Del Subtirolo, vino aromatico con retrogusto ai frutti di boscolo, per proseguire ad est col Pienot e a ovest col Barbera d’Astice, col Lusco e Lambrusco di Romagna, lo Schianti e il Budello di Pietrelcina dopvgpf, i vini de li castelli che loste cià messo l’acqua, e tutti quei vini del nostro Meridione con gradazione in Kelvin. Insomma ci siamo presi una Cannonau.
Del ritorno di solito non si ha memoria e si cerca di evincerlo dalla mappa degli ematomi che normalmente rivela un presumibile percorso a rotoloni su mine come nei film di stanlio è ovvio, dove alla fine torni a casa sì, ma di un’altro. Dalla cronologia di gogol risulta una spirale a braccia quadre, una greca ridondante, più un nastro di Moebius. Certo è che ti addormenti sul pianerottolo prebarbonizzato sognando cori degli alpieni che intonano Ta Pun, Ta Pun. Ma forse quello è il rumore che fai cadendo dalle scale.
(D&G)

Le 12 fatiche di Ecchime

Se c’è un poblemo che poblemo c’è? Basta chiamare Ecchime, lui arrivdice ecchime e risolve tuti i poblemi : Zeus ex macchinina. Ad esempio di recente che è stato chiamato dalla protezione civile per sconfiggere la Raccapricciarelli e i suoi vocalizzi sismici. Lui ha detto ecchime ma è stato travolto da un sol peggiore ed è svenuto.
Poi ha cercato di correggere la congiuntivite (allergia ai congiuntivi) dell’ex menisctro Fedeli ma quando è tornato ha detto “o stato batuto, se sarei mangiato migliore forse vinciebbi” poi è svenuto per non perdere l’abitudine.
Di recente è stato invocato da Mattarella colpito da grappoli di emicranie a grappoli nel tentativo di formare il governo a grappoli. Ecchime è direttamente svenuto , ha lasciato detto che ragionare con un cerbero leso è al di là del bere e del mare, è per chi è suonato come na campagna, è per il giovane Goldon.
Non per Ecchime di certo. Quindi svenne.
La quarta fatica, nota come “La troppa fatica di Ecchime”, vede l’eroe narcolettico cimentarsi nell’impossibile tentativo di conciliare con la realtà un discorso di Razzi, il parlamentare che non sa parlamentare. “Eh no, il troppo troppa!” ha confessato sbasito , “È roba aliena… roba aliena! Ho provato anche con la macchinina Enigma ma è svenuta, e gnanche io non è che mi sienta bbuono ”.
Dopodiché, “Le altre fatiche – ha detto – le faccio un’altra volta perché è troppo fatiche e adesso ho svenuto parecchio da fare”.
(+D ke G)

L’barile

Curvo in un barile di assenzio sto.
Con le spalle a schegge
Tra il lusco e il lambrusco
Il tempo evapora in silenzio.
Fuori il mondo pettegolo
Dentro si vive nel cuore
La pace disumana di sconfinati spazi
Tirami via come l’acqua sporca
Dalle vetrine della tua memoria
Poi chiedimi ancora dove trovo
Il coraggio di ridere.

Limbranario

Limbranario : la governante di Hitler.

All’alba della seconda guerra mondiale, Hulka Dobermann ha 28 anni, è un fiore, ma alla fine della guerra dopo un lustro a sevizio in casa hitler ne ha 78.
Nel suo diario riporta quanto segue : ”Kuel maledetto despozzente flatulone kon zuo kulo a reazione , è peggio di kontraerea russa, oggi io svenuta, zbattuto kontro muro di puzza, perzo tutti kapelli! Ho paura khe un giorno mi uzzide kon zuo bùco di puzza.”
Hulka, benché dobermann di cognome e di fatto, descrive le notti di ”Herr flatulone” come ”apokalittike” e anche ”di zpafento mortale’, a causa del continuo susseguirsi di boati e urla del tapino Adolfo terrorizzato nel sonno dai suoi stessi peti omicidi .
Sempre a causa del meteorismo letale, Flatulone dorme con 8 cappotti, porte e finestre spalancate per non soffocare, quindi dopo una notte di bufera e spaventi a meno 25 sotto 0 si sveglia col solito SBUUUM e conseguente UÀÀÀÀRGH e comincia a sviluppare una personalità bipolare artica.
“Fastidiosamente invadente” : Hulka ne descrive così i mutamenti comportamentali : ”Herr flat è zempre più invadente , oggi invaso kuzina Kon grosse panzer e mi minacciato Kon baionetta di fuchile per zua kolazione, poi lanciato 2 granate dentro latrina e invaso ancke gabinetto urland “HEIL KAÀGODOSSOO ATTÀÀÀÀK ‘ATTAAAAK!!’ ”
Poi con la scusa che andava a trovare gli amici fu la volta della Cecoslovacchia, poi la Polonia e via così.
Per capire quanto le lotte intestinali condizionano la vita politica del vecchio Adolfo ci si può riferire al famoso episodio del comizio in birreria dove ne mollò una talmente potente che lo arrestarono per tentata strage, così, carcerato e meditabondo, poté dedicarsi alla stesura del suo trattato sull’aerofagia il ‘Mein Kampf”.
Hulka fu quindi la reale e più diretta testimone del progressivo sfacelo psico fisico che rese il povero “Fuffi” un esperimento farmacologico deambulante con la capacità logico strategica del cappellaio matto.
La spirale farmacologica che tanta parte ebbe nel destino del conflitto è così descritta nei diari di Hulka: “Ore 8 Herr Flatulone mangia karbone per zua skorreggione, poi pastiglione per kakare karbone, alle 10 ora di coktail azzazzino Kokapervitin per stare sbellio kui zegue frappè anziolitiko antideprezzifo per fare kalma di Fuffi ke piange e ride kome matto, poi doktor Koktheil prepara zuo famozo spritz al bhitler per lucidezza mentale , Herr Flat ormai abbaia, komandato a Herr Goering di invadere piccionaia kon zua Lutwaffer al cacao”.
Ecco , alla luce di quanto esposto e di quanto poco il tutto si sposi col mito teutoniko della pura razza Adriana, ci sentiamo di consigliare una rilettura storico gassosa del conflitto globale attraverso i “diari di hulka dobermann” e del zuo pekuliare punto di vizta.

La setta sa da tanica

Eh sì. Esisteva anche il gurus dell’alimentazione macrobiotica. Il vecchio ebete era riuscito a intortare un bel po’ di gente, e questo ci sconforta molto al riguardo dei nostri simili. Ma come? Gli avete permesso di “fondare” un “impero” a questo despozzente? Siamo del tutto sconsolati e disarmati di fronte a ciò. Ma come si fa, un idiota vi ha maltrattato, derubato, manipolato, pedicurato, lesioniato e pilotato? E non era nemmeno un alieno?! Una «psico-setta»?? Dai! Non scherziamo su queste cose, siamo nel 2020 quasi, 3020 con l’ora legale!
Se poi dovete per forza fare la dieta sadomaso con gli acari della moquette attaccati alla presa del tostapane, tranquilli, domandate a noi, che con 3 euri in più vi offendiamo l’albero ginecologico a tempo indeterminato. Senza bisogno di scomodare i guru delle sterline in brodo.
La limentazione microbiotica consiste all’inizio di quella unicellulare a banda larga che mangi i mitocondri e ribosomi col l’olio di palmo. Il secondo step è il caciucco di RNA messaggero con bruschette al megalocitovirus.
Per i vegani questo è sostituito da muffa d’angolo.
(D&G)

Limbratrippa dvisor.

All’osteria ”Mangia come parlo” svolano scappellotti in brodo, il cameriere ti tira i Coppini sulla nuca mentre mangi perché aiuta la deglutizione, poi gli chiedi mezzo litro di rosso e lui ti risponde ‘se voglio ‘e ti porta una Ceres ai 4 formaggi. Il menù alla carta moschicida è impraticabile , l’unto nuota nell’unto a prezzi inspiegabili, mentre lo chef del cartongesso Kikko Bitume ti rettifica il duodeno con la sua cucina bicomponente in betoniera a microunghie . Voto 7 ai sopravvissuti.
Alla Vecchia Spora, locale aperto nella ridente isola ex Lazzaretto per malati di TBC. Si pranza in allegria, con un po’ di fortuna potrebbe capitarvi il tavolone in marmo oblungo delle autopsie, specialità la pizza “Reverteris” cotta nei forni crematori del sanatorio. Vino locale, autoprodotto, di facile beva anche se leggermente salino, da uve cresciute sulla fertile cenere biologica dell’isola. Tutte le pietanze sono condite con l’olio Santo dai centenari ulivi locali e dalla verve del personale che raccoglie le ordinazioni al mattino dopo i prelievi.
Da CiccioTrip, piatti fantasmagorici serviti a tappeto, cucina a svista, personale in guanti di pjoppo.
Cocktail di bensvenuto alle psillocibe giganti per iniziare,
Cocktail di psicofarmaci, antipasto tagliata di unghie al nero, tris di bolli, faccine e buste, piatti di carne o pesce? Mah, chi ci capisce più niente. Il cuoco Roy Pnol, diplomatto al Sert in TSO obbligatorio, vi cucinerà la zuppa autocombustibile e l’uovo in camicia di forza, micropunte di diamante della cucina Pervitin.
All’Osteria da Lele Ukulele abbiamo provato la cucina aborigena del cuoco cannibale Mubutu Cjkatilov che ci ha stupiti con gli s-piedini di trillice all’occhio di pernice, un pò duroni a dire il vero. Servizio splatter adeguato, la tarattarátare di inuit te la preparano direttamente in tavola con la motosega, un póh rumoroso ma efficace.
Ai prezzi pittoreschi è corrisposto un conto apoplettico, ci abbiamo lasciato giù un polmone ma il doggy bag di scalpi in saor ci ha fatto piacere. Voto? il voto sarà determinato dopo lo scrutinio dell’ulna elettorale nei collegi pluriruminali.
(D&G)

Limbranario orientato.

In Cina , terra dei sinonimi contrari, è tempo di futuro passato, il processo di evoluzione involutiva è completo, la nemesi sistemica è culminata nell’ossimoro sociale creando la figura dell’imperatore comunista. Dopo essersi democraticamente auto eletto presidente a vita, Gin Gin Pin ha dichiarato che dio non esiste e che a camminare sull’acqua e cynar è buono solo lui.
Alla cerimonia autocelebrativa dell’auto insediamento Gin Gin si fa gli autocomplimenti stringendosi le mani e dandosi le autopacche sulle spalle. Il parlamento applaude spontaneamente a comando e in sincrono tranne uno che sbaglia e viene liberamente deportato in Gonorrea del Nord dal suo amico King Kong Uuhu (dittatore salmistrato) come Parente Di Scorta (quelli veri li ha quasi finiti sacrificandoli all’altare della sua ben nota battaglia per il rispetto dei delitti umani ).
In occasione dell’evento Pechino è stata gentilmente evaquata come misura preventiva di eventuali eccessi di entusiasmo.
Dopo la ”rivoluzione degli ombrelli” di Hong Kong, provocata dai maleducati che pretendevano libere elezioni, Gin Gin Fizz in nome del progresso e della libertà ha detto che farà le elezioni a nubifragio universale dove tutti potranno liberamente votare durante tifoni e uragani forza 5 in bermuda e tacchi a spillo.
Il negazionismo di stato verrà festeggiato con l’annuale carcerazione preventiva delle fastidiose madri di piazza tienanmen all’approssimarsi della ricorrenza prima che protestino per qualcosa che non è mai successo.
L’analista di stato Cho Hunp Loblemin ci spiega che il comunismo turbo capitalista è bello, e che la Cina è il paese dei balocchi…, no scusa , dei tarocchi , mmm no dei balocchi tarocchi ecco, stanno tutti bene grazie alla felicità di stato che ti consente di spazzare le autostrade contro vento fino a 80 anni. Ma va bene così l’importante è il risultato, 1-0 a tavolino.

Le briciole

Non parlarmi d’amore,
L’amore non va parlato,
Non blaterare sull’infinito,
L’infinito non esiste,
Non dire anima, non è onesto
Taci il silenzio e l’io imprescindibile
Raccontami le briciole piuttosto
Poi sbattimi fuori con la tovaglia
Quando hai finito

Limbranauta post elecscion

Perdiamo con la sconfitta del menesctro fedeli un pezzo importante, una mussa ispiratrice, il cazzo sui maccheroni.
Preoccupati le abbiamo chiesto: mi scusa minestro , cosa fai adesso? Torni a fando i bigodini col culo?
Finisci le medie? O fai alternanza scola lavoro bevendo zabov in parlamento?
Lei: desso che o sconfita, penso che mi dedico a caccia dei gonghiuntivi e sterminio dei apostrofi a tempo debito e forse che do ripetisjoñi di t9.
Registriamo con falsa mestizia anche il ritiro di topo gigio (renzy) preso a smatafloni sui denti dai 5 sberle confidando che verrà sostituito con qualcosa di altrettanto ispirativo.
Tipo un boiler o una tanica per l’olio esausto.
Con afflizione (sua, nostra un po’ meno ) annotiamo altresì la fuoriuscita di un’altra ricarica dello stato da 5 euri, il lo la i gli ministro sboldrini, gli SboldRina è stato vista errabondare bofonchiando con se stessa sullo status qui quo qua delle cose dandosi torto.
Berlusconi non pervenuto.
Ps: l’esogenesi indesiderata (effetto contrario) della legge elettorale, ci lascia ben sperare in una brodaglia parlamentare carica di nuovi sbigottiti d.o.c.g per il nostro svago letterario, a Mattarello l’ardua sentenza.
(D&G)