LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!
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Lo so, piatto vuotoHai un uovo per meMa l’offerta è  deboleDevi fare di meglioPerché il momento lo richiedeMi aspettavo di piùNon ti sentire offesoMa ti rimpiangeròUovo solo nel piattoUn giorno capiteràAvete ragione sìSono contento anche così.

(Musichetta: sbuncia sbuncia sbuncia)

Laureato in matematica? Porta queste pizze!!

GLOVO!

Dottorato in fisica? Svelto col sushimi!!

GLOVO!

La materia oscura? Dai che si raffredda!!

GLOVO!

Alba che sei la mia donna
abbi pietà,
scagliami oltre l’indecenza
di questa sofferenza
lontano dal linciaggio del tempo,
che grande è il bisogno.
Alba che sei la mia donna
l’ombra morente dei monti
annuncia le tue forme.
Caduto in ginocchio
riempio la bocca di neve,
alba che sei la mia donna
la neve si scioglie
come io vorrei sciogliermi, in te.
Alba se sei la mia donna
portami via
abbi pietà di me.

(D)

L’acqua lambisce i miei occhiali.
Bella parola, “lambisce”.
Lambisce i miei occhiali da sole,
l’acqua quella del canale.
Salata e bassa, tocco coi piedi.
I gradini eccoli là
Sono scivolato accidenti
mi pare anche di aver vomitato.
Sì, devo aver vomitato.
Sono rossi campari.
Gli scalini.
Le onde ondeggiano
Sul mio viso
In modo molto heideggeriano.
Ho vomitato.
Ciao amici!

G

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Come goccia si spaccadalla pioggia imparo a caderee divento fiume,dal vento nei tuoi occhil’arte di piegarsie sono campi d’erba,dal dolore a bruciaree sono fumo e lapilli:ci leggerai il futuroe l’anno nuovo.Per illudermi ancorapiegherò verso est. (D)

Che stupido sbaglio la morte.
Tanta fatica per niente.
È troppo comodo morire
troppo stupido.
Tutto si crea e tutto si distrugge,
ogni giorno supero i miei limiti
tentando di provare il contrario
nella sfida già persa.
Brancolando nel buio
del destino vigliacco
faccio sogni senza scampo.
Altre faccende mi chiamano,
altre speranze da deludere
altre cartucce da sparare
in faccia alle illusioni.
E i cani della pioggia
non bagneranno la mia tomba,
non mi avranno le cariatidi
immobili, nessuno è finito
niente deve finire
tutto deve ancora cominciare
Post fata resurgo
mattino dentro mattino
tinto d’assurdo.

(D)

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Dolce e Gabbana lancia… lanciano…. lancizzano la linea per la casa ispirata alla natura e alla Sicilia a Venezia. In Sicilia lanceranno le posate per mangiare il saòr (“sapore”), occhio di sotto! Domenimeo Dolce e Stefano Gabbana ideonano il leopardo, la zebra, il blu mediterraneo e il carretto. E – al centro di tutto – […]

Non c’è niente di eroico
vivere è sopravvivere
te ne accorgi quando
non fa più male,
quando una mosca sulla faccia
ti fa compagnia
come il profumo dei fiori secchi
è una comoda agonia
niente più eroi
oggi salverò il mondo
con una poesia.

(D)

In viaggio sulla cresta del mondo
sono polvere di lillà
in cerca di un istante di splendore
di felicità
di crepuscolo in crepuscolo
alba che sei la mia donna
abbi pietà
scagliami oltre l’indecenza
di questa sofferenza
che grande è il bisogno.
Alba che sei la mia donna
l’ombra dei monti
annuncia le tue forme.
Caduto in ginocchio
riempio la bocca di neve
alba che sei la mia donna
la neve si scioglie
come io vorrei sciogliermi, in te.
Alba che sei la mia donna
abbi pietà di me.

(D)

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Anche le peggio erbe mattehanno un nome.Anche le peggio alghe sporche. Dei pazzi maniaci le hanno messe in riga.Gente che non aveva nient’altro da fareche denominare. Gloria a loro, e tutto il coro cantiquesta fatica inutile, di dare un nomeal futile, a quello che calpesti e non conosci. ©