LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Limbranauta prova a diplomarsi al Conservatorio.

L.: Buongiorno vorrei iscrivermi a ocarina.
Segr. : Sib, quest’anno abbiamo attivato un corso di Oh,carina! muta, quella senza buchi che se la suoni esplodi…Allora, deve iscriversi ai corsi prenatali per 8 anni, frequentando i corsi obbligatori di arpa supplementare, teorie e fumeggio, canto col radio, storia della storia del solfeggio cantando e ridendo, solfeggio parlato da soli, teoria e polleggio, più i corsi facoltativi di rumba, Zumba, yoga musicale, intensificazione musicale, chiacchiere armoniche.
L.: Urc! E ocarina quando lo faccio?
Segr.: Lo strumento di fa all’ultimo quarto d’ora del biennio magistrale, dopo il triennio semestrale nel quale dovrà rifare tutti i corsi del periodo prenatale perché non glieli riconosciamo.
L.: Non…li riconoscete? Ohibó! Deh! Ma io ho già la sua età, mi diplomo a cento anni?
Segr.: Purtroppo questa é il nuovo regolamento, proibire che qualcuno in Italia possa competere col resto del mondo. Vede, noi siamo convenzionati con la Piorrea del nord e l’Inlambia e riconosciamo tutti i corsi seguiti in un altro continente, ma non abbiamo possibilità con gli italiani….(noi ci piace espandersi sui mercati dell’est) ..che d’altronde possono sempre scaricarsi la app conservatoriale di polistrumento accelerato che suoni 15 strumenti in 15 minuti senza bisogno del diploma che ormai fa antiquario.
Ps: la app le darà accesso al ns. Tal dei talent show come controfigura di Michael Jackson Pollock nella baby gang band dei coltivatori diretti di false speranze .
(D&G)

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Limbracronache

“Guarda amore il ponte vecchio” indicando il ponte di Rialto? Ok. “Cara guarda si vede anche la Croazia” guardando Murano? Benissimo. Tutto òk, però c’è una cosa che si pensava tutti sapessero: che a Venezia non ci sono le macchine. Invece eccolo, l’ennesimo squinternato che cerca di montare in vaporetto col suv perché glielo ha detto gugolmap con buona pace dello spiegamento antiterrorismo e della pletora di vigili umani approntata dal zindaco. Sarà lo scemo del villaggio, anzi di tutti direte voi, uno che a scuola diceva Alpi Accidentali o Montagne Mocciose direte, uno che fa venir voglia di introdurre il numero blindato con esame del QI.
Obbietterete: si, forse ai tempi della vergogna e del senso critico si, ora si può tranquillamente parlare di categoria, quella del turismo rabdomante di quelli che girano il mondo bendati abbaiando il loro disappunto se nel deserto del Sinai non gli lasciano fare snowboard.
Un turismo sordo-mona dove l’importante è ciabattare a casaccio senza capire un caccio, chattando con gli alieni come a casa propria.
È il supermonismo Nietzchiano del millennio, il vago ergo sum con cui si cerca di riempire un vuoto interiore che fa impallidire quello interstellare, la cultura onanistica del viaggiare perché bisogna, dello spendere perché la vita è un lampo, della saggezza da illuminati dai led, della cultura da video di Infernet.
Scusate adesso devo andare perché ho legato la barca a vela al pilone del ponte Sublicio.
(D&G)

Antonio Razzi. Un’indagine frenologica.

La prima domanda che un ricercatore serio deve porsi è “cosa sto cercando?”. Perché la domanda, se è buona, come tutti sanno, è già una parte della risposta.
Quindi cosa significa un’indagine frenologica su Razzi? Ci aspettiamo forse di trovare un cervello che si possa definire umano? O cerchiamo piuttosto una rudimentale centralina con qualche contatto incerto e un paio di interruttori?
In attesa di nuovi e più esaustivi chiarimenti riguardo il mistero e proprietà dei parlamentari saprofiti, esamineremo questo ben noto esemplare sotto il profilo frenologico nel tentativo di capirci qualcosa. Antonio Razzi: il soggetto presenta innanzitutto un’attaccatura dei capelli tricologicamente sospetta e pericolosamente aggettante sul monociglio, probabilmente con funzione barbacane per la pioggia, che curiosamente ricorda quella dei primi parlamentari di Neanderthal, suoi cugini più prossimi.
Tale peculiarità rivela un’insospettabile attitudine all’autoanalisi introspettiva che lo porta suo malgrado a porsi domande esistenziali come ”ma io cosa sono?” o ”Cazz ci facc io quà? ”e anche ”ù? ”.
La vacuità bovina dell’espressione negli occhi leggermente protrusi e distanziati invece riflette una spiccata propensione all’autoumiliazione che gli rende tutto più sopportabile, soprattutto quando i colleghi saprofiti lo scherzano mandandolo a caccia dell’olio di gomito pugliese ( il migliore) prodotto che lui poi difende in senato dalla concorrenza sleale di quelli prodotti a basso costo con gomiti di origine sconosciuta.
Infine la conformazione osteo- mandibolare e il pelo sugli zigomi ci parlano chiaramente di personalità pieghevole, licantropia e cannibalismo, peculiarità queste che lo portano a errabondare al plenilunio in che stati a caccia di sussidiari da sbranare.
Una tomografia assiale al cervello ha rivelato presenza di materia oscura al 98%, il resto è Terracattù.
(D&G)

Eppure lo sappiamo

Come ciottoli sparsi
Su greti arsi
Brulichiamo,
Come eco stonate,
Come lattine vuote
Rotoliamo,
questo lo sappiamo
Eppure la clessidra
Si riempie ancora
Della sabbia
Dei nostri ricordi
Senza mai fermarsi
La neve cade sui pioppi
La bellezza sussurra
Ma noi siamo sordi

Il grande fisico Alber Einsiste espone la sua teoria cosmologica.

Come spesso accade all’origine delle grandi invenzioni c’è un errore di sbaglio.
Cosi, come per la famosa tarte tatin o il gorgonzola, l’universo è nato da un increscione incidente di cucina: circa 14 miliardi di anni or sono , il primo cuoco siderale Ben Kotto (Big Beng per gli amici) nel tentativo di creare il primo fagiano ripieno di fagiani ripieni di fagiani in crosta di quark, ha esagerato con la polvere di antimateria devastando la cucina dando così nell’esplosione origine all’universo. Esplosione che da allora porta anche oggi il suo nome.
Prime furono le 5 Stelle Michelen della via lattea parzialmente scremata, poi fu la volta del brodo primordiale cui Beng si dedicò a fuoco lento perché si sentiva solo e voleva che qualcuno gli dicesse che cucina da dio.
Finalmente quindi creò l’uomo alla coque, che però non gli viene ancora bene per via dei tempi di cottura.
Attualmente gli scienziati si interrogano sul mistero del formaggio coi buchi neri supermassicci: condivido la nota teoria del panegirico col formaggico, che afferma che la materia è molto inferiore in quantità all’antimateria dei buchi. Del formaggio, ovvio,
e la relativa spaghettificazione della realtà al buco nero di seppia.
Comunque a Ben Kotto dobbiamo rendere galassie per tutto questo ben di Dio. Lo spirito scientifico e la fede sono due facce dello stesso medaglione ben rosolato, dio non gioca coi dadi knorr.
(D&G)

Limbragoogle

Tu: ellò gugol
G: elĺo come vuoi procedere?
Tu: che ora è in Uzbekistan?
G: pling – hai appena scaricato la roulette russa online al costo di 12000 euri al Min.
Premi ok per l’abbonamento suicidio o il tuo cell esploderà in 7,6,5,4,3,..
Tu: no no porcaputt…ma no cazz.. cancellaaa, stòoopp cancellaaahh tomortiiiii !!
G: la modalità ‘origlione ‘è ora attiva, spia i tuoi amici a costo di andare in rovina! Fatti i cazzi altrui random una buona volta, scolta le genti nei intimi, scolta che fa sesso origami, quello che non sai più da che parte sei voltato, scolta che perde l’autobu e porcona, scolta che ti mandano affancuneo, scolta e poi deventi giga fratello anche tu, stiaccia ok per habbonamento vip che origli la Fedeli che tenta di parlare italiano con risultati commoventi.
Tu:sì sì ochei gugol ma io avevo chiesto che ora…
G: – pling – hai detto Paolo Nespoli, Stazione Orbitale Internazionale -ping – chiamata in corso…Attento, sei in roming con gli alieni in tariffa sbalorditiva! Ah, e in Cicciordania comunque sono le tre. Ti interessa un’osteria nei paraggi?

Limbradietology Gluteo Free.

Il grande dramma dei nostri pasti è il pane: esso è colpevole di gran parte dei nostri chili assieme alle sue cuginette, la pasta e la sciutta. Quindi questo breve ricamo calorico tratterà soprattutto di come liberarsi dalla schiavitù del cereale. Esso è un retaggio di tempi nei quali l’uomo lavorava. Oggi l’uomo si grata le pale, attività che richiede circa 30 kcal/h. La donna invece consuma di più, perché inoltre parla.
La salvezza come è noto è nel cartone: ricco di fibre, bassissimo contenuto calorico, ricco di colla.
Per renderlo più appetibile daremo alcune ricette col cartone.
Pan pepato al cartone: impastate mezzo chilo di farina con 1 kg di burro, aggiungete panna e latte e lasciate riposare. Buttate via e infornate del cartone tagliato nelle forme che preferite, non dimenticate lo zenzero!
In alternativa potete dedicarvi alla supertrendy dieta paleolitica (o delle caverne), a basso contenuto di carboidranti ma ricca di proteine vive. Molto semplice, si mangia tutto crudo e possibilmente vivo come centomila anni fa, solo che lo stegosauro fuori stagione è raro e prendere a morsi i maiali in corsa è un po’ un problema. Si può in alternativa ripiegare sui toast coi moscerini ma a lungo andare annoiano. Si suggerisce un supporto psicologico alla dieta perché un mio amico dopo un mese di tramezzini di insetto stecco è impazzito e lo hanno arrestato perché cercava di catturare gli autobus a bastonate scambiandoli per triceratopi.
Ultimamente sta prendendo piede anche la dieta sadomaso, quella che ti piace tanto farti prendere a padellate sulla nuca mentre provi a sorbire il brodino di alce, che poi se sbrodoli ti arriva un dueeventi che ti staccano dal tavolo a legnate.
Oppure ti svegli e fai il mutuo catastrofico dal guru della dieta portapazienza dott. Lemme Lemme che ti dà un cucchiaio bucato (come nella seconda guerra mondiale) col quale mangi pane e lacrime che quando hai finito sei un reperto archeologico senza pensione e ti archiviano sotto la A di Astronzoo.

Limbranauta e l’ogio funebre.

Il grande decano degli chef Guantiero Marchesi è morto, ha chiesto di essere glassato nella camera aldente.
Riportiamo in sua memoria alcune delle creazioni più celebri.
Per la cucina povera ma costosa , ricordiamo il suo risotto Svaroski, quello coi vetri rotti ma su foglia d’oro che sa da pollo ma costa un occhio.
Per la cucina molecolare è famoso il suo tonno accelerato, quello cotto al Cern coi fasci di protonni alla velocità di espansione dell’universo così torna pretonno e lo mangi prima della nascita.
Sua è anche la famosa cucina sensoriale, o cucina al buio, quella che i cuochi cucinano bendati al buio grattuggiandosi i polpastrelli con le mani impanate e fritte nell’antigelo. Quella dove all’ingresso ti danno un bastone per i ciechi e arrivi …(se ci arrivi) al tavolo lacero confuso, ti mangi il consommè di mignoli e ti portano via col carrello dei dessert.
Lo sief plurisbiellato Karl Krukko lo ricorda cosi: “Kuantiero inzegnato tutti che kuoko essere artista, scultore, pittore, cantante, musicista, ballerina di can can, parcheggiatore abusivo, spacciatore… A 380 gradi, der compito di kuoko non solo essere cucinare cibo ma uberalles di accelerare in pignatta ‘tomica i elementi in modo di creare nuovi mondi da impiattare, nuove galassie di gusto, nuove nebulose di materia kotta! Kome zua granatina al lampione o zuo gulasc di anacondor cromato! O kome coktal di scampoli con salsa Barbara, kome Venere di Miglio con famosa marmellata di tonno, tonnellata di zuo periodo cremisi lardellato”
Guantiero ci lascia una grande quantità di piatti, tutti da lavare, e la cucina guarda che cos’è.

Limbranauta il patrigno 1.2.3

Meeeeenghia pe fottuna che me ho amegratto a merica ca ero picciriddu, mano male ccà sennò me facevano menesctro puro a mia, magaro chessò ai trasporchi pubichi o me daveno l’espettorato ala cottura, miiincha che me faciveno sedietario allo sviluppolo ecognomico, inveche quà a merica me sugno comprato la Vegas e puro o broccolyno co le buone maniere e un pò de teste de cavallo may frend.
Miii ce lo lasciata a quella segnora che mmeffaceva lo pulizio della scala mobbele, la rogna della menistrazione della suola, da scooll come sse chiamm’accà, quella non ciaveva mmanco l’eibisì capisc’ammè, ma lò piazzata llá attrimenti merrischiavo nimpegmo che bisiniss te ssaluto!
Però meiby cà tonno all’italy ccà co sto bbisiniss de li barcuni sà fann nu sacc ‘e money e a mmia me fann’ puro odorevole patriarca de Noè e mynesctro ai safari esteri che a mia nun ma ne fotte na nticchia ma sugno sindeco, tengo puro dei doveri…

Il tato è draddo

Alea iacta est: nell’epoca dei cervelli in fuga, il primo è quello del minsitro allo sfacelo culturale Fedeli. Grazie al cranio decapottabile il cervello della minestra è fuggito in piorrea del nord dove ha chiesto asìno politico a Bing Bong Guh, il dittatone lardellato famoso per il rispetto dei delitti umani.
Col cervello è emigrato anche l’unico neurone preposto al controllo della vergogna e del ritegno, liberandola così da ogni obbligo sintattico che le impediva di rompere gli argini della decenza. (Badate bene che questo non è accanimento, è lei che è una miniera).
Anzi l’accanimento beduino col quale si avventa sui congiuntivi è disumano, ne ha sbranati ormai dozzine, ma non sazia ha deciso che non si fanno prigionieri e nell’ultimo exploit ha umiliato perfino Fracchia con queste testuali parole: “Perché offrono percorsi di assistenza sempre più migliori”.
È vuallà! Voi direte, ma c’è Razzi, c’è Ilona Stalker, c’è topo gigio (Renzi); è vero, ma la Fedeli sta all’istruzione come Pacciani stava alla salute pubblica, anche se lui almeno conosceva l’argomento.
Ultimamente la menistra è stata vista con i soliti cannelloni burocratici sulla testa vestita da incidente diplomatico deambulare costernata dai poblemi chiedendo in giro -”scusa Sig.na Guardia sono ando bene pe montecitterio?”. Oppure – ”me sciusa è quì rinale ?”, ma i più la scambiano per la controfigura di E. T. e si fanno un selfie.