LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: marzo, 2014

Quoraggio

Se hai paura

reagisci con coraggio

ascolta il cuore senza mentire

e scappa senza pensare

Annunci

Diadainconsupertrafra-STRUTTURE

Ultimo grido del progetto architettonico:
riavvicinare i cuori e le menti
a quei pezzi di tessuto incancrenito
della città che sono frutto
del nostro male di vivere,
gli svincoli autostradali.i ritagli
dove al massimo si abbandona il cane.
E invece no. Devono essere valorizzati,
e utilizzati come e più del resto
perchè in futuro, questo è il messaggio,
non ci sarà posto neanche per grattarsi.
Siamo tanti, saremo sempre più,
e gli ultimi nati giocheranno a nascondino
tra i piloni del viadotto
tinti a colori sgargianti,
con sopra sotto a fianco
macchine sempre a benzina
con tanto buon monossido
da canalizzare su su su,
lontano dal nasino degli ultimi bimbi
nati e cresciuti in una monade
all included (but the sky).

 

Il pugno finale

Il nodo centrale del problema è il modo in cui viene presentata la morte. Da un lato essa sembra diventare “niente”, un niente inteso come privazione totale di ogni accezione esistenziale. Questo niente aleggia ai bordi della vita di tutti i giorni, occhieggia, invisibile e per questo vergognoso, celato e per questo indicibile. Dall’altro lato la morte diventa il macello, l’orrore assoluto dei bambini, delle donne squartati, bombardati, ridotti a quaderno di anatomia. Sotto questo aspetto la morte diventa “troppo”, un troppo che riempie all’eccesso ogni senso, ogni possibilità di cogitazione. Schiacciata tra questi due estremi giace boccheggiante la sensibilità attuale che collassa, cede. I colpi dovuti a questo iato sono insopportabili, annichilenti e riducono l’io contemporaneo a un pugile suonato, che aspetta il pugno finale per poter finalmente crollare a terra.

Massimo Cacciari. Aut Aut, Editori Riuniti, Milano, maggio-luglio 2002, pag 121

Amore e galesse

Non toccarci

è stato facile

finchè sei stato in carrozzella

ma adesso che sei guarito

mio Dio, come si fa?

sulle tue gambe di legno

mi fai godere

scricchiolando

Il Professionista

Eccolo là

ce n’è sempre uno

che vince il Premio Sbrega

(Gojoni)

 

di vento forte
da tenere la bocca chiusa
di schiuma di onde
e gabbiani controvento
di luce abbagliante
fuori dalle scale scure
l’odore forte del negozio di sotto
correre via dal buio
della sicurezza
della certezza
della pace

La signora Hubble

No Edwin, non ascolto un’altra volta che mi leggi quello che hai scritto sulle galassie;
si capisce che si allontanano, va bene così com’è. E senti, a proposito di
allontanarsi, com’è che quando esci dal bagno non tiri mai giù la tavoletta del water?

Esercizi per casa

– Suonano alla porta!

– Chicchessia?

Rilievo #6

Chi ha detto che le case del comune sono tutte da buttare?
Dovevate vedere quella dell’ultimo piano, una signora casa.
A parte l’ampiezza, la cosa notevole era la presenza di una scaletta a chiocciola
che oltrepassa il sottotetto come entro un tubo per sbucare,
sulla copertura, su di un terrazzino in cemento armato, un riquadro
smangiato dalle intemperie che data l’altezza permette una visuale
ad angolo giro, quella volta un panorama di fine inverno,
in una mattina limpida e ancora fredda.
Ecco, mi vennero alla mente idee informi ma confortanti,
niente di traducibile, ma cose paniche per dire.
E’ un’equazione stupida da farsi, ma è evidente che posti elevati
inducono pensieri elevati; il pensiero si innalza, non è un modo di dire.
E’ come quando ti dici: caspita, oggi mi sento proprio bene,
ed è perchè il tuo equilibrio chimico è perfetto per una volta,
così semplicemente stare in alto ti innalza, come avrebbe forse detto
anche Martin Heidegger. Stare in basso deprime, e impiegare la propria vita
per fare cose stupide rende stolti alla lunga.

cosa intende fare una volta eletta Miss Italia?

Sandrocchia Patafieno: Vorrei gestire la fashion digeribility in una grande factory, pref. off line, e mostrare la mia capacità minestronale. In altre parole, smettere di tirare fuori le chiappe ogni due secondi.

Siùra Esiùri: Cheffarò? Finiscio al tersa elimettare, no? No ci ho riusito per via dell’alpobeto, li letteri, no? Sottroppi, me ne smentico sempre. Poi, una vota ssctudiato, me dedico a li razzi, pa andare nelle galazzie, no?

Tipitì Bellibelli: Vorrei entrare nel mondo del cinema. Per adesso ho girato soltanto delle piccole parti: quella che pulisce i vetri, la venditrice di fosforo e magnesio, la donna tramezzino, ma spero che questo titolo mi permetta di diventare protagonista di qualche serial killer.

Azzurra Scuffiata: Una volta eletta Miss Patagonia non voglio fare proprio niente. Fra venti, venticinque anni, voglio fare un reality show, quando sarò crollata, intendo e tutti diranno: ti ricordi che popò di pezzo che era? E guarda adesso, sembra un tubolare senza elastico! Come ti rovina il tempo, no? E pensare che…