LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: novembre, 2017

Limbrafake

Eruzione vulcanica nelle isole Fakeland. Potente eruzione del vulcane Chow Chow nelle Fakeland: da fonti rinnovabili (me lo ha detto mio cugino che lo ha sentito da suo nipote che lo ha letto su cioè) parrebbe che la Raccapricciarelli, in tournée da quelle parti, abbia tentato di prendere un acuto, cosa del tutto fuori dalle sue possibilità, provocando così smottamenti e lo slittamento di 3°12′ della crosta terrestre.
L’artista si difende dichiarando “Ciò no go colpa mi ciò, gavevo un garusolo in gola, go a latringite ostia”.
Nel far web di infernet circolerebbe a quanto pare un video hard scabrosissimo della minestra Fedeli e Pippo Baudo in posizioni inaccettabili: lei vestita da dragone cinese da Festa del Drago (quella dove si mangiano gli zongzi cotti a vapore, giuro!) lui da Pokémon Tupè, tentano l’accoppiamento a potenti testate con esiti incerti.
La visione del video ha provocato istinti suicidi nel 78% del decapitato pubblico, il resto sentendosi discriminato ha denunciato il fatto alla protezione animali.
Nuova scoperta allarga le frontiere della genetica: isolato il gene del ragù. Puzzi come uno yak anche se sei appena uscito dalla doccia? Potrebbe essere colpa di un gene, il cosiddetto gene del ragù appunto.
I possessori di questo particolare gene emanano refoli raguttati anche a riposo, mentre sotto sforzo virano più sulla trippa customizzata al nitro-sugna.
La fonte scientifica è inoppugnabile, anche se ogni 11 righe l’articolo cerca di venderti un Turbodildo Stroboscopico A Neutrini o in alternativa le mutandine di Brunetta da piccolo, quelle che usa anche adesso, con dedica.
Maxi sequestro di psillocisbe (cagoloni allucinogeni): il sito tirasúitaly riporta che una soffiata ha portato al sequestro di un tir di cagologeni provenienti dal sudest asiatico, il guidatore, Boscolo Jungpo Ivato diceva solo “ara dio Cambogia”. La paturnia crobatica dei cagolabinieri ha riconosciuto subito la natura del carico, infatti ha fatto appena in tempo a chiamare la centrale per rinforzi prima di cominciare con i soliti discorsi dei cotti: “si mama, si doman me trovo un lavoro… No, no me piaxe ea minestrina…” E “ohu cadavare dame indrio i schei che vanso”.

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Limbranauta. La bianale di Venezia.

Il padiglione inglippino propone l’artista gratinato Mjom Mjom che con la sua arte concettual-cagolistica tenta di esplorare i confini della pazienza provando a uccidere un toro a colpi di cachi molto maturi.
A fine performance il toro ha due palle di toro e ormai caramellato tenta di succi. .no, suduici. .no, sudiciarsi… boh, quello dai.. strangolandosi con la coda, mentre Mjom Mjom finisce in psicanalisi con la pazienza slogata.
I critici enfatici, che hanno visto bene solo il buffet, commentano a bocca piena facendo il verso dell’artista :”Mjom mjom, caz.. questa è arte!, mjomm! ” ma parlano dei tramezzini.
Al Maniglione Italy c’è la fotografica dedicata ai mostri sacri del cinema come Macello Mastrogianni, Virna Leasing, Laurence Olive, Cago Merdone, Bud Spencer Tracy e Terence e il, Serena Grandinavi , Sandra Bulldog… Le foto sono delle gigantomanie di 15 metri x 2 centimetri in chiaro riferimento alla spaghettificazione dell’arte contempuragna, ovviamente vista di sguincio alla teoria delle stringhe.
Nel Padellone turcomanno invece l’artista turcomannaro Lupo el Kan affronta senza tema il tema del policentrismo acentrico: l’artista è il centro non c’entro, non sono stato io sono innocentro. Nell’ happening l’artista seduto al centro della sala vuota fissa il pubblico, ma anche il privato, per giorni in totale silenzio assenzio senza mai chiudere gli occhi.
Del tutto sbigottito dalle psillocibe sembra voler dire “mmà? Cazzo ci faccio io qua?” Questo scatena tra gli assenti le reazioni più disparate, alcuni scoppiano in lacrime (vero), altri gli buttano lì 2 euri dicendo “e va’ a laurà barbún”, altri ancora lo scambiano per un fermaporte e tentano di portarselo via come souvenir.
Il Direttore della mostra afferma soddisfatto : “Abbiamo sfruttato il senso di dissipazione e nullificazione del zenzo che pervade questo nostro mondo guttebboranio per estirpare la grana dalle tasche di questo meraviglioso pubblico che si mangerebbe anche una deiezione ricca di scorie azotate se lo si persuade che è così che si fa. Perché questa è arte, lo capirebbe anca un siemo.”

Turismo a km 0

Dopo il cibo a km 0 e la gultura a km0 (quella che ti fai su gurgle, che sei njorant come la burda ma fai bene le parole crociate, come la menestra Fedeli), ecco il turismo a km zero: è come in Total Recall (Arma Letame) quello con Arnolf Spazzanegher, praticamente stai a casa col casco gibernetico, ti fai le tempie alla coque e vai dove ti porta il culo.
È sempre stato così, è nella logica delle cose, questo spodesta quello causando quelli che i Sociologi chiamano “grossi casini”: la fotografia ha messo in crisi la pittura, la tv il cinema, il computer la tv, Le Ore e Caballero cancellati da you porn e via così, da sempre quello scodella quell’altro, anche se le seghe restano un punto fisso.
Quindi turisti a km 0 dicevo, come soluzione definitiva per i milioni di despozzenti che vagabondano in trance con la faccia nel cellulare, che se andavano all’iperSimply sotto casa era uguale. Anzi era meglio.
Sti erotomani del pollice valgo che pagano 80 neuri per chattare in prima fila allo spettacolo delle 15.
Allora wiwa il turismo a km zero, come un ritorno al futubo Venezia libera da infraditi e Navone cariche di Budandopoli obnubilati dalla paccotiglia a km0.
In ogni caso: Burano paradiso off Shore!

Giudizi

Baccalá mal tacato

È una rapina

Làsciatelo dire,
Un penny del tuo tempo sprecato
È una rapina
La gioia negata, la felicità preclusa,
È una rapina
Làsciatelo dire, ho fatto una rapina
Mi sono comprato una prigione.

Limbranauta reinvented teaknology.

Il motore a porchi: grazie a un saturimetro rilevatore di bestemmie, questo speciale motore ausiliario si aziona dopo 4 porchi e 6 madonne recuperando l’energia accumulata tra i diodi e i porcodi provocata dal malfunzionamento del motore principale. Buono anche per la cura dei nervetti.
L’acquario per la pasta: è un acquario a microonde che butti la pasta coi pesci dentro, lo attacchi e in due menuti ti fai i spaghetti ai pescetti tropicali che ti costa i occhi ma mangi a cm 0.
L’inventore lappopolacco Bruto Tesla da Pålo ha reinventato il giradischi che ora suona gli Lp di larice. Vero, giuro, non è colpa mia. Si è anche impegnato casso, suona i dischi di legno casso, da vero eh casso, quando la puntina incontra un nodo provoca dei cluster tellurici da emorragia interna. Il critico sordo Tim Eodanaos è sopravvissuto all’ascolto strappandosi una gamba a morsi. L’inventore ha ricevuto il disco di platano e promette di inventare anche il grassofono per lard disc e soppressa a 45 giri.
Altro must imperdibile è il fucile a trombone; somiglia ad un vecchio archibugio ma spara sol bemolli. Metà fucile metà trombone del giudizio, viene usato spesso nella caccia ai tupè. Le vittime di solito perdono la memoria dallo spavento deambulando a casaccio col parrucchino sulla nuca. L’ultimo ha fatto in tempo a mormorare ‘archibugiodelculo’ poi è stato arrestato per vagabondage non autorizzato.
Last batnot list, la gigatrappola per topi: uguale a quella classica ma enorme. Utilizzo interpretabile, alcuni ci spaccano le ingurie mettendole al posto del formaggio, altri la usano come trappola per tonni (con scarsi risultati, perché non galleggia), i più come antifurto per il SUV. Ma quando scatta, aiutimi!, lo trancia in due panda 3×2, e una se la frega il ladro.

Limbranauta mastersief

I giudici: Karl krukko, salsicciaio teutoniko plurisbiellato inventore dei krauti esplosivi e della cucina con le bombe a mano, proporrà le orecchiette in trincea (quelle col filo spinato).
Antonone Canovaccio cuoco cannibale, quello che se sbagli ti mangia un braccio, quello che ha mangiato Bud Spencer e olio senza st’allio, quello grosso come un boiler condominiale, proporrà la sua famosa zuppa di ulne cinerarie.
Tofu Futo, sief nippoatesino fautore della cucina virtuale, quella che ti siedi a tavola col tablet davanti, lui ti manda le foto dalla cucina e tu lecchi lo schermo, proporrà i gamberoni instagramsci ai mega pixel. Photoschioppati.
I concorrenti: alle eliminatorie i concorrenti dovranno tagliare 6 kg di cipolle in 30 secondi. La metà è tornata a casa senza dita, altri senza occhi, i superstiti vanno direttamente in finale a Medjugorje.
Il primo dei 3 finalisti stupisce Karl Krukko con un megacanederlo da bowling coi buchi per le dita in salsa molotov.
Karl: “Prafo kakkio, mellio ti mio famozo gulasc lakrimogeno , prafo ti azzumo in mia cuzina bunker!”
Il secondo, l’italiano Paolo Paolonespoli, propone neutrini in brodo con polpette spaghettificate al nero di secchio, con garnì di DNA sardo e caramelle caramellate.
Lo sief plurispellato Antonone si complimenta con manate sulla schiena, Paolo Paolonespoli perde i denti per terra e sviene. Antonone : “Bbravo guagliò, hai fatto bbuono. E lo chiude in frigo a frollare.”
L’ultimo concorrente, per sbalordire lo scef virtuale Futo, si fa un selfie con un piattone di spaghetti al buco nero di seppia sulla testa con sfondo di anelli di Saturno fritti in olio di aracnidi. Futo non apprezza e gli toglie l’amicizia su feissbum. Tofu: “No gai capisci un cazo ti scanzelo la memory de lard disc, ti esplullo dal grupo, Te desfo i megaprixel @.# njorant. #tyoppoi. E gli rovina il profilo con un pugno di mosche.
Vince questa edizione il mega knodel killer col peso specifico del nucleo di Giove, i giudici commentano “se lo ha merittatto, questo ci ha una mela marcia in più”