LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: giugno, 2013

Folk Singer si arrese a bobine

“Io sono Hank Williams Jr., Cagna” il cantante in Paese addebitò con l’assaltando l’albergo di Memphis cameriera il 4 aprile

il Paese cantante Hank Williams Jr. oggi si arrese a bobine su una garanzia che l’addebita con lo strozzando una cameriera di albergo il mese scorso in Memphis.

Williams, 56 sta affrontando un colpo secco di assalto per Holly presumibilmente soffocante Hornbeak durante un marzo 18 confronto nella sbarra di atrio di Albergo di Peabody. Secondo un affidavit di lagnanza,

Hornbeak, 19 bobine dette che Williams (il pieno nome: Randall Hank Williams Jr.) verbalmente l’abusò e fece gli altri commenti impropri durante l’incidente bizzarro. La tirata apparentemente cominciò dopo che un amicone di Williams chiese a Hornbeak se lei sapesse Williams era chi. Quando lei disse di no, Hornbeak richiamò, il cantante rispose, “io sono Hank Williams Jr., cagna.” Dopo Williams inutilmente tentò di baciarla, il rapporto afferma, lui la “afferrò dal collo da parte posteriore, strangolandola.” La star si rivolse in questa mattina allo Shelby l’Ufficio di Sceriffo Provinciale e fu prenotata per assalto per commettere danno fisico. Lui fu rilasciato senza obbligazione e è elencato per un aspetto di corte domani pomeriggio. Williams, dipinse sotto in un colpo di boccale addentò oggi, è il figlio di cantante leggendario Hank Williams e è più conosciuto per cantare il “lunedì sera il Football” tema che “Tutti i Miei Amici Chiassosi stanno Venendo Su stanotte”

Le facce

Studioso di teologia. Come se la cosa avesse il minimo senso. “STUDIOSO DI TEOLOGIA”: come dire alchimista, come dire gladiatore. Faccende passate di moda, nella migliore delle ipotesi. Roba da medioevo. E le facce? Un giornale le riportava in prima pagina, tutte 115 o quante erano. Non un giornale italiano naturalmente. Noi non abbiamo lo stomaco di sopportare tanto tutto in una volta. Le facce, dunque. Lombroso avrebbe fatto un infarto, poveraccio. Nei parlamenti delle democrazie occidentali, come osservava uno sociologo americano, la percentuale di devianza criminaloide dei componenti è del 7%, due punti superiore a quella della popolazione comune. Così credo anche nella riunione dei santissimi e le loro facce, mio dio, le loro facce certificano questa mia supposizione. Guance arrossate da orge solitarie, occhietti vispi da pedofili in vacanza. Ghigni da Bacon, caricature leonardesche di sbagli di natura assurti a controllori delle anime e delle attività sessuali di un miliardo di persone. E fuori l’assembramento salmonare che applaude e canta, decerebrato, decorticato con cura. E fuori i giornalisti che da bravi avvoltoi sbranano un cadavere che questa volta saluta definendosi strumento imperfetto. Mai si è sentito un eufemismo tale, mai bocca umana ho pronunciato una così mostruosa eulogia.

 

20/04/2005

Il principino

harry8_n_1Guai in vista per il principino Harry che è andato a una festa travestito da nazista

E allora Vladislava Coburgo Gotha che è arrivata vestita da Portogallo? E Waldostanio Strabilia-Offset? Suo padre è stato visto che lavava un bicchiere e adesso il circolo nobiliare non gli dice neanche ciao. Lo stesso vecchio strambaccio che durante il party su un 747 (compiva gli anni il pulzello Asphalto III di Weissmuller) si è buttato giù ubriaco ed è atterrato sulla sdraio a bordo piscina? Non è forse lui? Dicono che abbia preso a calci il cameriere che gli aveva portato il cocktail di scampi perché si chiamava Aldo. Tutti mi hanno chiesto cos’era quella croce sul braccio. Non so, ho detto io, si chiama matica, credo… mastica, forse. Che ne so cosa mastica, non sono mica laureato! Mi ha fatto la foto quello che l’altra volta ho massacrato, il paparazzo che mi ha fotografato fuori dalla disco. Non imparano mai, questi servi. Più lavorano e meno capiscono. E poi, tutte quelle storie per un vestito da nazista! Charlie, quel cavallo di mio padre, se lo mette tutte le sere mentre cavalca la vecchia , in salotto. Gli dico sempre di chiudere la porta. Se i servi lo vedono poi parlano e allora sì che sono cazzi.

14/01/2005

I film della settimana (ma del 2005)

Hot shots, con Charlie Sheen e Valeria Golino. Italia !, ore 24,13

Film da sparapacchiassi in poltrona con qualcuno da sgranocchiare. Trebisonde ed elicotteri, pale che girano, avventura a tutto chiasso. Valeria Golino ha la stessa espressione di una ringhiera e nel massimo della recitazione riesce a dire “però!”. Lei è la protagonista come la melanzana è regina in cucina mentre il suo partner è di tasselli di frassino, un Charlie in splendida forma, pettorali ad hoc e la grinta di uno che riesce a rimanere in piedi dopo uno scivolone. Voto: n.c perché non ho capito la trama.

Fermati o mamma spara, con Sylvester Stallone. Canale chiunque, ore 8,00.

Stufo di rambarsi e di dire frasi come: “La legge è mio e me lo gestisco io” Stallone si riposa in compagnia di una rimba, sua mamma, una vecchietta argilla con dentiera a tutto spiano. Poliziotto troppo cotto, Sylvester non fa ridere nemmeno uno che si è appena fatto un puretto e quando racconta le barzellette la gente si butta fuori dalle finestre. E’ meglio che tiri fuori la mussolatura, come direbbe il nostro amico Machieste. Voto: niente perché non l’ho ancora visto.

Profumo di donna, con Al Pacino. Rap 2, ore 9,12.

Al Pachito non ci vede niente per tutto il film e gigioneggia con il bastone assieme a uno alto con la faccia da scemo che ha appena preso uno schiaffo. Memolabile la corsa in Ferrari alla cieca con Al Fascismo che guida con i piedi mentre canta chitara alla romana. Si rivela però che si vuole ammazzare ma il giovane allocco gli racconta le fiabe così Al Boccino dorme tra due piantane.

Il vino della settimana. Malcrucchio Svlatolavio di Ibanez.

Tannini fitti, di beva facile, li Malcrucchio è da paranza. Fragra e profumizza sottile, mineraleggia verdolino tra i gourmet e tortellini, cotogna la melanzanità. Naso intrigante con lievi note simaggiori al salto.

Il piatto della settimana. Tortellini alla Rommel

“Spiaccicate trenta chili di pomodori nella strada di sotto, poi chiamate la donna delle pulizie e datele una bella sculacciata. Datteri, Baci Perugina, zuppa imperiale? Certo, tutto in lavandino e via una bella sciacquata! Tirate fuori gli avanzi dal frigo e la zia morta dallo stipetto, condite con la pompa antincendio e rotolate il tutto giù per le scale mobili. Buon appetito!”

Considerazioni di Ashenden, uomo solitario se mai ce ne fu quattro

E’ come essere uno straniero, essere soli. La gente intorno parla una lingua che non capisci. Esci di casa e ti sembrano tutti uguali, la stessa testa, la stessa giacca. Ti parlano e forse ti chiedono qualcosa, non sai se sorridere o rimanere serio. Cosa stanno dicendo? Cosa vogliono da te? Così un po’ alla volta li eviti, rimani sempre più spesso in casa, a pensare a chissà cosa. Loro là fuori parlano, si sorridono. Tu hai un intero universo di soffitti da studiare.

L’eroe di cartone, ovvero le avventure di Spaclavelli #3

Spaclavelli incontra il mago del cavo, Vlado, che si inventa ad ogni secondo una palla sul perché non ti ha portato i soldi che ti doveva.

Vlado ti racconta di tutto: che la montagna sopra casa gli è crollata sul bidè, che suo nipote è andato nella legione straniera a fare il cavaturaccioli, che ha dovuto comprarsi un chilo di uranio impoverito per la sua malattia rarissima, e tutto questo pur di non renderti i soldi. Spaclavio, che ha capito da un pezzo tutto questo, quando lo incontra per strada gli tira direttamente una pedata sullo stomaco e lo schiaccia per terra finché l’altro non grida basta pietà. Non che Spaclavio sia cattivo, questo no, il fatto è che Spaclavio non sopporta la gente. Tutta questa gente, dice Spaclavio, è quella che ha la colpa del fatto che non riesco più a trovare il panino con lo stracchino che ho lasciato sopra la televisione nel 1987. Insomma, una volta incontrato Vlado, Spacla gli tira il solito pedatone ma questa volta lo prende tra naso e bocca, nella cosiddetta sala da ballo dei baffi. Tutto insanguinato Vlado ringrazia perché è una persona educata nella scuola di Londra degli snob, la stessa scuola dove si mangia per colazione quattro biscotti e un chiodo. Poi Spacla, per evitare del tutto i problemi, trascina Vlado in mezzo alla strada e aspetta che arrivi il bus della linea 42, quello che non si ferma mai, e spinge lì sotto Vlado che felice si fa trascinare dalle ruotone per qualche centinaio di metri.

Vostro Sbrodeguard®

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Da accurate indagini, mi risulta che i supervisori dei barbacani abbiano sempre meno risorse ittiche. Adesso basta, ovunque basta, cometi chiami…basta. Gli schivanisti di abusivismo indoor e salto del plakka plakka sono una manica di impotenti di fronte al moto ondoso di Belluno.     
Qua non c’è più tempo per le 4 stagioni. Ormai neanche in mezzo all’incrocio di shibuya ti lasciano sbrodiguardare la gente in pace, tanto che ormai mi urlano “Ahjj, tetzuta di kazooo, minkjiafai, ,gorudone kavity!”. Ma io non parlo il dialetto quando proteggo le auto in corsa.
Prendo ancora paura benissimo ma ormai non c’è più nulla per gli artisti del caschè dalla tromba delle scale come me. Vi scongiuro assume temi una volta settimana ore pasti no infradito.
Vs.Sb.

Allarme siga elettrica: elettricaaaaa!

Nel mondo ormai è drama; scoperta la sigaretta che fä bene.

Philippo Morris si è eiettato dal balcone b del primo piano, poi sconsolato ha fumato un chiodo.

Sua madre dal poggiolo in wu Street: “daiii filii torna sù che xe pronti i cordonblè”.

Il governo dichiara guerra al glicole e derivati, tassando la nebbia. Proteste in val padana; “questo è razzismo”, tossicchia il sindacato inalatori di smog.

Mamma Pmorris è ora ricoverata per gravi ustioni da lacca dopo i festeggiamenti per la fausta notizia: “ho fumato lo scatolone di micette per sbaglio”,dichiara l’abbrustolita.”Per sbaglioo??” chiede la nebbia. Per sballio sbuffa lei rigettando i baffi. Le milfone hanno sempre ragione e il governo per rispetto non si oppone.

Propone invece la tassazione delle idee a tutto spiano, come il microtissuto che fa i gradi che vuoi e inculoalgas.

Mamma mortis gioisce: vai.