LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: aprile, 2019

Pioggia

è pazzesco
quando piove tutto si allinea
un manrovescio temporalesco
sembra dio che sposta i mobili
tra un selfie e l’altro
col paradiso in restauro
tutto si calma
perfino la guerra
si adegua
mentre bussa violenta
l’orda selvaggia della pioggia

(D)

Annunci

Niente lacrime

niente lacrime
non piangere
non c’è più tempo
le lacrime sono un lusso
per gente che ne ha
raccogli i tuoi stracci
fatti di pazienza
vieni con me
fin dove puoi
dopo il temporale
ci troveremo chissà
nei racconti di altri
fatti di aria e leggenda

(D)

Sole

Tu, sole, che mi bullizzi
Tracotante di UVA
Esuberante di particelle
Ultraviolento mi distruggi
Con il chiasso dei tuoi raggi
Il tuo vento solare
Mi spettina i neuroni
Ma ad essere sincero
Non sarai mai un buco nero
Con la luna che ti stressa
Perché ti manca troppa massa
E io qua ohimé tapino,
Sono un uomo al tegamino
Un uomo sodo
Diviso in due
Sono un uomo all’occhio di bue
Non mi dai scampo
Scusa se esisto
Ma più mi scipollo meno resisto
Il freddo è diverso
È più laborioso
Ti rende complice
E ad un tempo industrioso
Sole insolente che tutto costringi
Al tuo mondo rovente
Il tuo alito caliente me rende dificente
Sole cretino che fai un caldo assasino
Stupedo tizone ardente che mi siolli la mente
Bollito il cervello, fritto il sudore
Ti passa la voglia di fare all’amore
Conscio di questo, contrito in eterno
Ora e per sempre
Chiedo scusa
All’inverno.

(D)

Inganni

il mondo è una burla
uno stupido inganno
perché la barista
c’ha le gambe di panno

(D)

Strike

come vecchio birillo
che rifiuta lo stallo
aspetto seduto
il momento perfetto
d’essere abbattuto
saltando per aria
rotolando nel vuoto
come un urlo muto
infinitamente ripetuto
alla fine della festa
quello stupido gesto
è ciò che mi resta
forse è questa la vita
lucida ossessione
per un’unica passione
sentimento insano
per un gesto quotidiano
quieta emozione
in piccola perfezione
in nome di questo
io brindo alla noia
bevendo anche oggi
un bicchiere di ghiaia

(D)

Doxa

il mondo è l’inganno
della vecchia parvati
una stupida palla
coi minuti contati
una ridda infernale
un derviscio rotante
un complotto astrale
neanche tanto riuscito
alla fine ho capito
che cos’è tutto questo
è il solido oggetto
del divino pretesto
per lo sciocco trastullo
di un eterno bambino
che guarda sole e luna
giocare a nascondino.

(D)

Il vaporetto dei matti

ti ricordi il vaporetto dei matti?
ne perdevo tre apposta
per prendere quello giusto
per vedere quella festa
a cui non ero invitato
qualcuno nella mente
aveva greche ridondanti
altri nelle mani
avevano gabbiani
noi sani, non capivamo niente
guardavamo lontani
quel mondo divertente
mentre loro tra “matti”
ridendo per niente
senza neanche guardarsi
si capivano perfettamente

(D)

Lo scopo della vita

lo scopo della vita
qualunque esso sia
basta uscire dal cesso
con una poesia

(D)

O(r)ca

felice un’oca starnazza
in una pozzanghera sguazza
le basta poco
nuotando come un orca
trova il paradiso
in due dita d’acqua sporca
a volte è proprio vero
se la felicità è poca
l’intelligenza non serve
basta essere un’oca.

(D)

Ode a Venezia

Venezia sei da urlo
un editto de re Artù peggiove
Te te urli fuora fiera
Si nu zuperman de piera
si fosse femmena mica sarria deverso
Sarebbi de secula a miss universo
odio i turisti ma un po’ li capisco
mica tutti solo i più inetti
quelli che se butta dai ponti
sui vaporetti
de sta città ancora me stupisco
Venezia te mena e un po’ inebetisce
come n’antica chimera
troppobbella pe esse vera
e la bellezza te va un poco stretta
tanto che per alcuni chiama vendetta
ogni pietra è un monogolo o commesseddice
der divino intelletto ppe’cchi me capisce
racconta l’epigolo..pilogolo..quello ‘nsomma
de n’antico progetto
una cosa rara
Che tutti je abusa
ca nisciuno capisce
più come sse usa
veneziano c’è chi lo nasce
io lo fummo per scelta
perché amo tutto de sta città
pure ‘a puzza ca infetta
che oltre se stessa è stata civiltà
me dicheno tutti
non voresti mai esse d’altrove
Un paradiso in mutande
Nu cesso divino
unito al mondo da un ponte cretino
Che come disse un poeta
dell’italica penisola
senza quel ponte
l’Europa sarebbe un’isola.

(D+G)