LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Categoria: NecroArchitettura

Zaha Hadid alle prese con l’esecutivo

Hadid (al suo team di progetto): questo coso lo voglio molto più invarigolato,
capite, deve assomigliare a un qualcosa… avete presente, tutto così (disegna uno spegazzo)
Coll. 1: deve rappresentare l’involuzione dello spazio nella quarta dimensione
rappresentata bidimensionalmente ed estrinsecata tridimensionalmente?
Hadid: ma che bravo! proprio quello che avevo in mente…poi magari me la spieghi meglio eh…
in quanto al materiale, avrei in mente di chiedere la realizzazione di un nuovo materiale
in cobalto-tungsteno alla ditta quella col nome come la canzone di Nat King Kong….non mi viene mai…  ah sì, la PerElisa..
Coll. 2: Un materiale capace di rendere plasticamente la complessità spaziale trasponendola
sulla superficie dell’involucro esterno insomma.
Hadid: Eeesattooo… bravo anche tu, comunque fatemi il modello coi vostri computer, una cosa tipo  questo (mostra tutta fiera il solito schizzo che sembra una matassa di lana dopo che ci ha giocato il gatto).
Coll. 3: Sì architetto, lo sappiamo com’è…magari mentre costruiamo il modello ci diamo anche
una regolata noi, alla sua idea (si guarda ammiccando con gli altri del team, soffocano un sorrisetto).
Hadid: già, senza perdere il senso dell’impronta spaziale mi raccomando
Coll. 2: come no architetto, si fidi; a proposito, dov’è che costruiamo, e soprattutto, che cosa costruiamo?
Hadid: mah… dev’essere una specie di.. un .. ma che importanza ha? E’ un’opera d’arte
nello spazio… non so dove, so com’è fatta, non ti basta?

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Rencio Piaggio e la Sostenibilità

Il quartiere Le Albere didietro e Le foglie per terra.

Bell’intervento sostenibile di Rancho Pancho in Trentino a pochi metri dal fume Adige: il genius loci stavolta gli ha suggerito all’orecchio, essendo in presenza di una falda acquifera a livello suolo, di scavare per due piani , in un’area di circa quindicimila metri quadrati, per fare due piani di un gigantesco parcheggio interrato sotto il nuovo insediamento molto sostenibile quanto speculabile di recupero di un’area dismessa da ricucire, solito, al lembo esterno della città. Il lembo interno, come tutti i centri storici mezzo disabitato, non gli dice niente a nessuno. Questo scavo ha tenuto in funzione un sistema inconcepibile di pompe e condotte che sparavano nell’Adige la melma sorbita per tenere tutta l’area in asciutto per più di un anno; le pompe erano alimentate dall’energia prodotta dalla masticazione delle ciunghe degli operai. Per fare in modo che la ciclopica vasca di cemento non venisse eiettata su Marte dalla pressione di falda, il Santo E Sostenibile Renzo ha fatto gettare una platea spessa da un metro a un metro e mezzo, per un totale, a spanne, di circa 20.000 metri cubi di sostenibile cemento armato additivato con impermeabilizzanti, più altrettanti o più per i piani in elevazione. Però ha messo sui tetti un sacco di pannelli solari al cilicio, tempo di deperimento inferiore a 20 anni, sistema di smaltimento? Boh. Vai Renzo, il pianetone è con te. E con il tuo workshop.

 

27/05/2012

la casa come si deve

Andrè Bisazza, art seller

Come vedete ho invecchiato artificialmente il palazzotto: ho buttato giù qualche muro con la palla di ferro. In salotto, drapeau noir e juke-box a cassa da morto. Poche decorazioni e quadri, qualche secchio per terra dove inciampare. Cucina Biedermeier profilata meccano con tralci di gomma che arredano sul serio. Bagno con manichetta a pressione e foto di carotaggi. Libreria piena di libri inutili o falsi. Questa qui che è uguale alla Kahlo è mia moglie, per fare arte anche a letto. Sulle scale, sapone.

Zaha Hadid in cantiere

Z.H.: Allora le travi qua girano per su e poi vanno di là per un po’ poi girano in tondo per….. anzi, le travi qua girano per di là poi vanno su dritte per un po’ poi girano indietro tutte storte per di qua…

Capocantiere (in ucraino): ma non si capisse mica tanto dai diseni…è tutta roba molla, cos’è un gelato siolto sta roba?

Z.H.: Che ha detto?

Interprete: dice che gli servono i dettagli costruttivi..

Z.H.: ma che dettagli, questo è quello che serve, si vede benissimo come gira tutto l’affare, così basta, che ci metta anche un po’ del suo eh, devo dirgli tutto io?

Capocant.: mi ha dato un modellino di venti centimatri che pare una ciuinga attaccata sotto alla suola delle scarpe. cosa ci faccio io?

Z.H.: Cos’ha detto? Non ce l’avevamo uno che parla inglese?

Interprete: dice che è un progetto difficile.

Z.H.: Certo che è difficile, è bello per quello, tutto piani che gira e rigira, intorcolamenti, scusa, non sono mica Rencio Piatto che il nome dice già tutto… insomma basta che ci assomigli a questa roba che ho fatto, chi vuoi che si accorga dove viene diversa?

Capocant.: insomma fa i modellini coi bachettini in cinque menuti e poi mi devo inventare tutto io?

Interprete: dice che gli servirebbe qualche sezione in più..

Z.H.:Sezioni? ma ha presente che tipo di casino abbiamo combinato qua? che me le disegni lui se è capace, le sezioni…

Pornografia architettonica

Sfogliare una qualsiasi rivista di architettura mi lascia sempre più depresso, e anche Casabella, ultimo fortino dei discorsi sensati, ha ceduto con le nuove leve di redattori alla voga delle parolette in libertà che se fanno tendenza tendono però al nonsense del gioco verbale, al  mosaico di luoghi comuni; fosse solo colpa dell’inadeguatezza di questi giornalisti inventati, passerebbe; c’è pur sempre alle spalle la guida di Checco dal Cocco, che mica è l’ultimo dei mohicani; no, è proprio ciascuna fotografia che si passa in rassegna, dalla profusione di schede pubblicitarie al corpus della rivista vero e proprio (ridotto, a dire la verità, a poco più di un album di stampine) ad insinuare a poco a poco la sensazione di guardare immagini pornografiche, nel senso letterale di immagini oscene; oscene perchè proibite, proibite per il costo inaccettabile di quanto viene proposto, per lo sfregio arrecato il più delle volte alle città e al paesaggio nel nome del denaro e della sua ostentazione, per l’irrisione implicita dei gravissimi problemi che affliggono più della metà della popolazione mondiale. Oscene per il commento insulso che le correda, che presenta come razionale l’operato di chi, come l’architetto al servizio della ricchezza, ha molto da spartire con il mestiere più antico,  e appetibile un mondo tanto pusillanime e fasullo, quello dell’architettura contemporanea,  da non meritare neanche di venir menzionato.

Being Renzo Piano

domande irreali al padre pio degli architetti.

d.: è arrivato all’apice del successo per un architetto, come si sente?
R.P.: faccio quello che voglio. disegno un affare e me lo costruiscono. sono perfino stufo.
d.: a cosa deve secondo lei la sua carriera e il suo successo?
R.P.: so cosa vuole la gente, come lo vuole e dove lo vuole, un po’ come nei film porno.
d.: scusi l’indiscrezione, ma si è accorto che somiglia sempre più a Padre Pio?
R.P.: la massima elevazione dello spirito si manifesta in una facies archetipica,
cioè essere smunti col barbone.
d.: la sua ultima opera sembra la casa dei Teletubbies…
R.P.: è un miracolo come l’ispirazione venga da diverse direzioni, pensi che una volta ad un esame
ho presentato un progetto che in pianta era sputato un trenino della Lego…
d.: riconosce i loro meriti ai suoi collaboratori?
R.P.: certo come no, tutti i progetti sono firmati Renzo Piano Workshop.
Tutti fanno parte della nostra grande famiglia.
d: Lo sa che su Facebook c’è un suo clone? Lo ha autorizzato?
R.P.: No, non è un mio clone, sono io che mi diverto a scrivere cazzate;
sa, a volte è molto noioso essere Renzo Piano.

Immobiliare

Come vedete il soggiorno al piano terra è a loft con angolo cottura
e sgabelli luminoso con affaccio su luminosa
corte interna, vista corde biancheria, per questa ripida
ma comoda scala si accede al secondo livello del blocchetto
terracielo, sono 15 gradini pendenza media 90% si può fare anche a mani nude,
di sopra ci sono due stanze singole con una terza ricavabile a incastro
nel sottoscala, doppi servizi dotati di tazza e basta, termo utonomo,
con caldaia in stanza da letto e tubo tutto fuori norma;
il terzo piano non abitabile contiene la matrimoniale sottotetto
altezza media m 1cinquanta, massima 1ottanta, senza finestre
possibilità altana accesso da canna fumaria.Trattative riservate.

Sugamàn original

E’ bellissimo vedere come i furbetti cercano di mischiare le carte in tavola.

Per presentare il suo gelato al limòn da 80 piani, il gelato di lamiere che ha disegnato con le sue  manine sante per la ridente Marghera, Pierre “L’Evaso”Cardin ha manovrato in modo da far apparire la vernice, o pittura  come diciamo qui, della mostra-dei modellini-del progetto che incarnano il Cardin-pensiero in  architettura, come “evento collaterale” (già “evento” mi fa lacrimare la statuina di Le Corbusier con  dentro acqua di Falling Water benedetta da Padre Renzo Piano che ho sul comodino; “collaterale” mi  fa andare in aceto il merlot in magazzino) della Biennale di Architettura di prossima apertura; la quale però ha come tema la rispondenza dei progetti, in primis ma anche no, al LUOGO dove devono  essere edificati, con questo intendendo la necessità di una indispensabile revisione totale del modo in  cui gli “archistar” (ecco rovinati anche i bottiglioni di prosecco) affrontano il progettare in modo del  tutto indifferente a tutto in funzione della “zampata”, del gesto magistrale, alla fin fine ma anche no della bravata da guitti. Tenendo conto che Cardin come massimo ha progettato il fulàr che ha al collo  mia zia, e oltre a quello forse la cuccia del suo cane, che immagino a forma di fungo (il cane), chi  glielo dice che è meglio gettare il telo spugna e dedicarsi a tempo pieno agli asciugamani floreali?

Diadainconsupertrafra-STRUTTURE

Ultimo grido del progetto architettonico:
riavvicinare i cuori e le menti
a quei pezzi di tessuto incancrenito
della città che sono frutto
del nostro male di vivere,
gli svincoli autostradali.i ritagli
dove al massimo si abbandona il cane.
E invece no. Devono essere valorizzati,
e utilizzati come e più del resto
perchè in futuro, questo è il messaggio,
non ci sarà posto neanche per grattarsi.
Siamo tanti, saremo sempre più,
e gli ultimi nati giocheranno a nascondino
tra i piloni del viadotto
tinti a colori sgargianti,
con sopra sotto a fianco
macchine sempre a benzina
con tanto buon monossido
da canalizzare su su su,
lontano dal nasino degli ultimi bimbi
nati e cresciuti in una monade
all included (but the sky).

 

Rilievo #6

Chi ha detto che le case del comune sono tutte da buttare?
Dovevate vedere quella dell’ultimo piano, una signora casa.
A parte l’ampiezza, la cosa notevole era la presenza di una scaletta a chiocciola
che oltrepassa il sottotetto come entro un tubo per sbucare,
sulla copertura, su di un terrazzino in cemento armato, un riquadro
smangiato dalle intemperie che data l’altezza permette una visuale
ad angolo giro, quella volta un panorama di fine inverno,
in una mattina limpida e ancora fredda.
Ecco, mi vennero alla mente idee informi ma confortanti,
niente di traducibile, ma cose paniche per dire.
E’ un’equazione stupida da farsi, ma è evidente che posti elevati
inducono pensieri elevati; il pensiero si innalza, non è un modo di dire.
E’ come quando ti dici: caspita, oggi mi sento proprio bene,
ed è perchè il tuo equilibrio chimico è perfetto per una volta,
così semplicemente stare in alto ti innalza, come avrebbe forse detto
anche Martin Heidegger. Stare in basso deprime, e impiegare la propria vita
per fare cose stupide rende stolti alla lunga.