LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Categoria: Diario

Intervista con Nic Horbic

I: Mr Horbic, lei ha scritto un nuovo romanzo, su 5 persone sopra di un
cornicione che si vogliono buttarsi giù, dal titolo “Non buttarti giù”.
Di cosa parla?
N.H:: Prende per il culo o è davvero così? Cosa vuole che parli,
uno sul cornicione ha problemi grossi. Il libro parla di problemi grossi.
Però sono grossi per loro, non proprio che tutti li vedrebbero così.
Così quando si raccontano le magagne a vicenza l’uno risolve
i problemi dei altri,e così via finchè vanno a birrini insieme, alla fine.
I: Come mai nei suoi romanzi c’è sempre gente con problemi?
N.H::Ho capito, ci è proprio… Non conosco nessuno dei miei amici
senza problemi, comunque la gente senza paturnie è noiosa,
non posso scrivere 200 pagine su uno che non fa un cazzo tutto il giorno,
vicino alla piscina o al golf.
E poi sarebbe un po’ irrispettoso, nei confronti di chi tribola,
non crede?
La stragrande maggioranza della gente tribola, soprattutto i giovani;
per quello i miei protagonisti sono giovani e addirittura ragazzini.
Caosa vuole raccontare di un vecchio, che ha la prostata,
o i reumi ai ginocchi, per 200 pagine?
Non mi sono più ripreso dopo aver letto “A spazzo con Desy”.
Ho ancora l’orchite.
Bisogna andarci cauto a tirar fuori le magagne dei pensionati.
I: Bene, ed è già in cantiere il film su questo.
N.H.: Certo, anzi prima c’era il film se vogliamo , perchè da ragazzetto
siamo andati davvero sul cornicione, così, per fare i ribelle.
I: Com’è finita quella volta.
N.H.: beh, mi sono buttato sotto no?

Alcuni componenti della mafia romana.

Er Cicciopompa, Er Regghete Alamanija, Er Ducetto, Er Ducione, Er Mazzachepizza, Er Trepperdue, Er Ebola, Er Polidigamente Gorreddo, Er Oddàsparà, Er Zingarelli (parla troppo), Er Idraulico (ha girato dei film porno), Er Mortaccimia, Er Pasolino, Er Magnabadile, Er Sindaco (quello vero), Er Monopole (stampa banconote false), Er Veltrone (sosia di Veltroni, solo che ha il cervello), Er Mitrajja, Er Chernobyl, Er Cicciopompa (l’ho già detto?).

Limbranauta Leaks: telefonata di minaccia mafiosa

“Aò, te stò a sbuzzicà le trippe se no sganci li sordi… Aò, me stai a sentì? Te strappo le santebarbere… credeme, te lo ggiuro che te reduco le empalcature a ragù, te smangio le cartelagini, me senti? Nun stà affaffurbo, te porto en cemetero sullo scheitbord, te rembalzo en tomba che neacche fai attempo a dì bah… chettecredi, de parlà co ‘na mezza bertuccia? Te faccio piatto, scemo, te mando nella quinta dimenzione, me senti? Aò, sto apparlà cottè, nun me fa scomodà, che sinnò te strappo li mitocondri, te strappo…”

La funzione dell’intellettuale.

La funzione dell’intellettuale è quella di rimanere estraneo. Non invitato e amico di nessuno, l’intellettuale si aggira nella festa come un cane che mangia gli avanzi. Vive sotto alle tavole dove mangiano tutti. Ogni tanto esce di fuori e guarda gli altri ruttare, parlare del più e del meno. Li guarda sputare gli ossi delle olive. L’intellettuale non parla, abbaia. Si capisce quello che dice lo stesso, per come muove la coda. Appena gli metti il guinzaglio, il vero intellettuale muore, cade stecchito. Non riesco a respirare, dice, non riesco a respirare, ma quelli lo tengono stretto. Per questo il vero intellettuale vivente si nasconde in posti strani: sulle panchine dei parchi dove giocano a scacchi, negli autobus che portano alla fine della periferia. Il vero intellettuale latita, è assente. Scrive qualcosa, sempre e solo sulle porte dei bagni dei bar vuoti d’inverno.

Consigli a un giovane poeta

“Non leggere niente. Buttati di petto dentro al cuore, all’amore. Ubriacati di te stesso a morte, scrivi come quando ti soffi il naso. Non ascoltare nessuno e non guardarti attorno. Attorno non c’è niente. Ci sei solo tu, l’amore, il cuore, qualche ala di gabbiano. Qualche ricordo poco chiaro, le sere davanti alla TV, le telefonate di notte di gente che non conosci. Perdere l’autobus e fermarsi a mangiare fuori, da solo. La borsa dimenticata in treno, parole che potevi fare a meno di dire, o di scrivere. Forse tutte? Togliamo il forse.”

Draghi parla chiaro a Bruxelles

“Il “Cut-Legs”, come lo chiamiamo noi, cioè il doppio svanziche bancomat, porterà al “Mushroom-Filetto”, come lo chiamiamo noi, cioè al default 04 politically obsolete. La BCE (Bel Cesso Esagonale) intende investire in “Slash Candy Saga BOT”, come li chiamiamo noi, cioè Obbligazioni A Mostrare L’Elastico Delle Mutande in situazioni di default. In altre parole, la BCE (Bel Cesso Esatonale) coprirà con “Poor Boys Eating Cardboard Pieces”, come li chiamiamo noi, cioè prestiti a strozzo che ti riducono sul lastrico, come dicono loro.”

autosalone

da sabato pomeriggio con tutta la famiglia ultimo modello Deutshe Gramopon con IBS APS freno a pedale tutto in formica provatela rimarrete colpiti dalla ragazze pospos a dotazione intergrale gonfiate a gas maneggevoli superbocce e ragazzotti pettinati che guardano con bocca aperta e finestrini automatici specchieti affogati turbo velocità garantita provatela nel suo stand e partite contro i tramezzi schiacciando i bei ragazzotti abbronzati che guardano sempre e telefonano ultimo modello Togliatti cromato oro air conditionet interni in procione guida sicura cambio automatico adatta a moncherino dotati flash spettacolo di ballo stanga con contorsionist paracul gommaflex interamente accessoriato e intervento del direttore accessoriale della Prestito Abbronzatissimo che vi illustrerà come lo strozzinaggio aggiustaggio gratuito del vostro catorcio da parte della ditta MecFurbon che fa finta di sostituirti marmitta catalitica e invece aggiusta i buchi con la gomma pane

Quasi finito

Papa: Allora Migheragnolo finito di pingere ‘sta Sistina onnò?

Buonarroti: Deh, la porti pazienza, mi mancha l’uttima mano.

Brueghel, la caduta di Icaro

Il disastro, l’irreparabile, è sempre marginale. E’ lontano, piccolo. La fine, la chiusura, è sempre minima, irrisoria. E’ il contrario dell’utile, grottescamente inservibile. Il disastro, l’irreparabile, è il niente. Il fuoco della vicenda è sempre da un’altra parte. Il disastro è sempre fuori scena, secondario. L’enorme peso del mondo è sempre spostato dall’altra parte della bilancia e la disastrosa solitudine del disastro è illuminata in pieno dalla luce più forte. La caduta e tutta la storia che la precede, tutta la disobbedienza di Icaro e l’amore di suo padre, tutte le raccomandazioni, finiscono per diventare microscopiche. La storia del disastro è ininfluente è il disastro è tale proprio perché totalmente inutile.

E. Gombrich, Ombre, Einaudi 1999

Conquista di Marte low cost

“Mars One (le famose barrette di cioccolata sponsorizzano la missione), ecco il nome della navetta fatta interamente di barattoli di pelati che affronterà la sfida. I due uomini e le due donne all’inizio del viaggio verranno addormentati con una martellata, per evitargli la noia. A bordo anche “Machete”, cane di pelouche che quando gli schiacci un occhio fa “bau”. I partecipanti hanno fatto il test per il Q.I. con risultati strabilianti: gli orangutan sono più svegli di loro! Infatti uno ha macchiato il foglietto dei test con una pizza unta. Una volta sul pianeta rosso i quattro tireranno fuori l’armamentario per costruire un camioncino che vende i panini con i wurstel. Poi scaveranno un buco e sistemeranno le videocamere finte.”