LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: giugno, 2018

Limbranauta megacargo ship

Ecco, era ora!: finalmente ultimata la giganavona che non passa da nessuna parte, anche lo stretto di Gibilterra è troppo stretto di Gibilterra, quindi la destinazione è già dentro così non occorre neanche che smonti.
La prima della serie è quella che non va a Venezia perché Venezia l’hanno messa sul ponte Q col Lido e Brugnaro inclusi.
Dicono che ci sia tutto, da piazza S. Marco coi piccioni con l’ebola e la torre dell’orologio cinese alla Fenice coi sindacati a cottimo e gli orchestrani da parete, dicono che per maggior realismo abbiano affittato veri veneziani cingalesi che fanno finta di andare a lavorare bofonchiando animosamente per la calca.
Non è invece chiara la funzione di Brugnato che vuole essere sindaco del ponte Q ma alcuni lo vedono bene anche come bagnino narcolettico che prende sonno correndo, nell’esercizio delle sue funzioni e giù tutti che ride.
È in discussione l’inclusione di grandi navi nella grandissima nave stracariche di ciabattisti bermudanti per lo studio del turismo frattale /matrioska, NO grandi navi nelle grandissime navi permettendo.
(D)

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Milano moda, l’abito fa il mona

A Milano c’è la sfilata di pippi uomo: quest’anno al centro il tema del bagari, focalizzato attraverso l’utilizzo di budandoni a sbrindoli.
L’uomo è graficizzato e chi la fa da padrino è l’optical, con la giacca che fa casino in testa e la braga alla zuava stroboscopica, l’io al centro centralizzato e messo prepotentemente in primo piano dai vorticosi e destrutturanti contrasti delle fantasie neo-suprematiste.
Lui è imbronciato e capolineo, menefreghita e qualunquato, bello e impassibile. Tutto quello che non c’è dentro è stampato per fuori, sul doppiopetto brisée a dodecaedri iperbolici.
Il stilita giappo Fumito Gangia presenta le sue giacche con l’uomo già dentro e quelle dove le maniche sono altre giacche con le maniche che sono altre giacche.
Dolce & Gubana affermano che il trend sarà il cristallo liquido nella collezione disturbing con il completo pixellato stile disturbo del segnale satellitare, per capire cosa indossare risintonizzare il guardaroba col digitale terrestre.
Per gli accessori vogliamo stigmatizzare il rilancio degli occhiali di LancioStory che vedi le donne nude anni 70, le nonne nude insomma. con le ascelle di moquette e la marmotta ìnguinale, ma siccome che adesso le modelle sono già mezze nude gli occhiali te le fanno vedere in paltó di cammello.
(DeG)

Credo

Credo
Agli dei norreni, agli alieni,
Alle sacre muse
E a tutte le tue scuse,
Ma io sto qui, tra cavi ,
Madonne , disastri del signore
E tu non rispondi
Neanche se ti imploro,
Allora credo, si ,
Credo che TaSboro.

La Nasa ha trovato qualcosa su Marte. Telefonare al 555.4729279144

La NASA ha trovato qualcosa su Marte! Facendo i buchi per terra il braccio del Mars Rover ha trovato delle chiavi, portachiavi dell’Inter.
Il Trovarover poi scavando più a fondo ha scoperto tracce di un B&B cinese abusivo antecedente alla formazione della terra.
A corroborare l’ipotesi della presenza di vita quasi intelligente, il ritrovamento di geroglifici, tra i quali uno sembrerebbe dire ”siemo chi lege ”e l’altro ”Antonio Razzi libero”, il che spiegherebbe molte cose, almeno rispetto alla definizione di “vita intelligente”.
Sulla querelle poi su costi e opportunità di un vero sbarco su Marte, ha così sentenziato il fisico degli amari Amario Taverna :”Ma stare a casa no? Eh? È come spendere il miliardo per chiudersi in cantina ma sotto acqua ”. E riguardo la ricerca di vita intelligente? A: “Prima bisogna trovarla qua”
(D&G)

Riabilitazione

l’Italia è il fratello tossico d’Europa

Limbraopera: Il Fiato Maggico

Gioco a premi di Wolfgang Bang Amalpeo Mozart! (si pronuncia Moser).
Personaggi:
– Panino,campione mondiale di junk food, tenore
– Panina, ha l’influencer
– Papaguano, uomo coso, barilottono
– Papaguana, premio sorpresa 3×2 al Prix
– Regina della notte, trans siberiano isterico, sopragno
– Sarastro, sarai tu, basso sprofondo.
Atto 1: panino mangia panini, panini luridi, allo stomaco di gnù e cipolla , al cane bagnato, allo scnautzer gigante coll’aglio, ai coproliti di sbregosauro, roba potente, ha l’alito radioattivo, una volta ha sciolto il parabrezza e si è fatto un kebab coi moscerini.
Entra Zoroastro… No… Erostrato…lanciastratos… Insomma quello cattivo. O quello buono? Vallo a capire. Uno che urla fisso comunque. Non era neanche il suo momento, esce porchizzando, tanto non se ne accorge nessuno e lui tra l’altro beve molto da fare.
Intanto Panino si dispera perché non riesce mai a cacciarsi in pignatta (copulare) allora temendo sia per l’alito tellurico ne controlla il grado scala Mercalli facendo conchetta con la mano davanti alla faccia e sviene, cadendo indietro-schiena e pestando per fortuna solo la testa.
Al risveglio chiede subito ”ho vinto qualcosa?” all’infremiera, la quale mossa a pietà gli mostra il blog di panina che polemizza sui krapfen alla nitrosugna e lui subito mette 8000 like e si innamora.
Entra Alabastro, no…Disastro… no… beh vabbè tanto non tocca gnancora a lui.
La Regina della Notte (Tamarra Sgrjdulina) madre di Panina, entra abbaiando in groppa ad un attrezzista (per i tagli al fus) e implora Panino di riportarle la figlia finita in comunità. Panino sbadiglia e uccide l’attrezzista che muore gridando ”NON È COntrattualeee!!”.
I sindacati chiudono il sipario, il pubblico applaude i sindacati.
Fine primo atto.
A questo punto il pubblico preoccupato pensa”Eehheee… Ancora longa la regata!”.
Ma la seconda parte è veloce e scorrevole: sciopero di tutte le categorie. Il pubblico sciopera perché non c’è il wii fii, gli ochestrani vogliono l’indennità orchite, Zoroastro perché non tocca mai a lui. Per completezza di informazione informiamo che Panino alla fine apre un chiosco per palati anodizzati con Panina nella comunità hipster di Alabastro,e che Papaguano vince la sua Papaguagna coi punti del Billa.
La trama d’altronde è pregna di significati esoterico-massonici che però non abbiamo capito.
Il direttore salmistrato Toyo YoYo (quello che dirige col pesta carne ), ha dichiarato: non mi è venuto mai un carpaccio così fino. Peccato che erano le mie palle.
(D)