LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: agosto, 2014

era glaciale, adesso meno

fantastica evoluzione

la corteccia del sapiens mi serve

per la depressione

e per capire

quando chiedere un mutuo

senza tanta fatica bastava

il cervelletto ereditato

dall’ittiostega

o te Bolane

cerebri felicem

Formiula

Stiamo testando la validità di una formula
cui siamo pervenuti dopo mesi di studio.
Si tratta di una formula che potrebbe rivelarsi
rivoluzionaria, in quanto applicabile
per risolvere la questione sull’esistenza
o meno di un motore fisiologico che spinga
un soggetto ad immischiarsi nella politica.
La formula depurata è la seguente

Vc > Mc = P

cioè se il volume della capoccia supera
la massa critica, stabilita sperimentalmente,
si ha l’entrata del soggetto in politica.

Alcuni ricercatori tendono a porre un coefficiente
correttivo alla precedente espressione, considerando
determinante il fattore di forma:
quanto più la forma del testone è assimilabile
ad un cilindro, tanto più il coefficiente di forma
(Cf) si avvicina al valore 1

La formula in questo caso sarebbe la seguente:

Vc x Cf > Mc = P

In attesa di riscontri sperimentali ulteriori
si gradiscono suggerimenti per il miglioramento
di quanto esposto.

Prof. L. Aggio Caputo

Discorso di Napolipano alla Mostra del Minima di Venezia

“Cameratti!!! Spesseremo le reni a Venessia!!! Trer strati de turisti in mudande e navone piene de desfài!!! Tutti in bici che core in Campo San Luca e i vigili co le culatte de fuora!!!! Che bala el sambo!!! Sò, toneate de scoasse!!! De butiliete, de fettone de pissa mastegae!!! Camerati!!! Italiati!!! Volete buro o canoni? Vegnarà bon el buro, venessiani!!!! Visto el piegamento a novanta!!!”

Pornografia architettonica

Sfogliare una qualsiasi rivista di architettura mi lascia sempre più depresso, e anche Casabella, ultimo fortino dei discorsi sensati, ha ceduto con le nuove leve di redattori alla voga delle parolette in libertà che se fanno tendenza tendono però al nonsense del gioco verbale, al  mosaico di luoghi comuni; fosse solo colpa dell’inadeguatezza di questi giornalisti inventati, passerebbe; c’è pur sempre alle spalle la guida di Checco dal Cocco, che mica è l’ultimo dei mohicani; no, è proprio ciascuna fotografia che si passa in rassegna, dalla profusione di schede pubblicitarie al corpus della rivista vero e proprio (ridotto, a dire la verità, a poco più di un album di stampine) ad insinuare a poco a poco la sensazione di guardare immagini pornografiche, nel senso letterale di immagini oscene; oscene perchè proibite, proibite per il costo inaccettabile di quanto viene proposto, per lo sfregio arrecato il più delle volte alle città e al paesaggio nel nome del denaro e della sua ostentazione, per l’irrisione implicita dei gravissimi problemi che affliggono più della metà della popolazione mondiale. Oscene per il commento insulso che le correda, che presenta come razionale l’operato di chi, come l’architetto al servizio della ricchezza, ha molto da spartire con il mestiere più antico,  e appetibile un mondo tanto pusillanime e fasullo, quello dell’architettura contemporanea,  da non meritare neanche di venir menzionato.

Incubi 3D sul Rollercoaster della Coscienza

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I vantaggi di essere morto

“Beh, intanto ti abbronzi sfregandoti la terra ricca di humus e vitamine naturali. Poi affitto praticamente azzerato, riscaldamento a fermentazione di funghi. Vicini? Praticamente muti. Niente bambini che urlano, TV con il volume al massimo. Approcci con single facilitati dal loculo, fuoco fatuo che riscalda le orbite. Serate briccone con ossa che schioccano, approcci freddi e facilità di caduta membra. Ricomposizione della salma? Gratuita!!! Non vogliamo zombie disagiati nel nostro cimitero!!! Salme in forma, salme fit!!! Questo troverete nel nostro resuscitort a cinque lumini!!!!”

L’uomo veloce

Il sig.Tiddiai è un tizio che spacca il minuto. Presumibilmente questo è l’unico problema che si pone. Spaccare il maledetto minuto. Tanto per cominciare, il sig.Tiddiai, si sveglia presto alla mattina in apnea. Naturale. Fa una frugale colazione in piedi al buio e parte a lavorare in ufficio. Fin troppo ovvio. In questo istante, se è inverno, soffre la prima noiosa difficoltà. Far riscaldare il motore dell’auto nuova. Due balle, chiaro. Non sa cosa fare. Non sa cosa pensare. Fa fatica a trovare il ritmo del respiro. Non trova l’aria. Non riesce a dilatare i polmoni.

Non ostante si prenda ogni mattina in largo anticipo, il sig.Tiddiai ingaggia una furibonda lotta contro il tempo e gli ostacoli. Il nemico si apposta dappertutto e va eluso con ogni mezzo. Il tizio, qua, non ci ha un bel cazzo per la testa, però per i sorpassi a destra, le finte, le sgommate a semaforo rosso possiede una creatività rara che mi viene da piangere a pensare se la potesse sfruttare per il bene dell’umanità eccetera. Del lavoro non mi va nemmeno di starne a blaterare, anche perché qualcuno comincerà a contestare l’oggettività di ‘sto narrare. È un problema vostro. Si da il caso che io sia l’orologio del tizio e ho fondati motivi, oltrechè diverse prospettive. Com’è e come non è, Tiddiai mi tiene costantemente sotto controllo attraverso quelle sanguinolente retine impazzite. È evidente che non legge l’ora; è il movimento del minuto che lo tortura. È una famelica ansia di riempire il vuoto assordante del suo cranio. Non ha niente da dire. Non ha niente da pensare. Ha il fottuto terrore di fermarsi con sé stesso.

Vogliamo parlare delle sue manine? Di quei simpatici Paguri d’acqua dolce che devono afferrare continuamente qualcosa? Dal Lunedì al Venerdì, principalmente: ventiquattrore, tazze di caffè, volante,cambio, tastiera, telefonino, penna per scarabocchiare, stipite della porta, angolo della scrivania, tasti del fax, tasti, bottoni, interruttori, pulsanti e chiavi della macchina. Dal Sabato alla Domenica: volante, cambio, borse della spesa, carrello delle spese, passeggino, telefonino, telecomando della tivvù, telecomando del dvd, telecomando del decoder, telecomando dell’aria condizionata, bottiglia di Birra, bottiglia di Vino, bottiglia di Stravecchio e bottiglia della varechina (òps!).

Me ne sto così… Al suo sudato polso sinistro, a sbirciare di sottecchi la sua mascella guizzare troppo in fuori come assetato di pioggia. Ad…ad aspettare terrorizzato lo scatto furioso che mi rivolgerà… per spaccarmi tutto quanto il minuto per minuto….puer miunutou…ma…si dimuenticua…..di caricarmiu….lui…lui…cuorre….e iou. Mi fermoui.

Being Renzo Piano

domande irreali al padre pio degli architetti.

d.: è arrivato all’apice del successo per un architetto, come si sente?
R.P.: faccio quello che voglio. disegno un affare e me lo costruiscono. sono perfino stufo.
d.: a cosa deve secondo lei la sua carriera e il suo successo?
R.P.: so cosa vuole la gente, come lo vuole e dove lo vuole, un po’ come nei film porno.
d.: scusi l’indiscrezione, ma si è accorto che somiglia sempre più a Padre Pio?
R.P.: la massima elevazione dello spirito si manifesta in una facies archetipica,
cioè essere smunti col barbone.
d.: la sua ultima opera sembra la casa dei Teletubbies…
R.P.: è un miracolo come l’ispirazione venga da diverse direzioni, pensi che una volta ad un esame
ho presentato un progetto che in pianta era sputato un trenino della Lego…
d.: riconosce i loro meriti ai suoi collaboratori?
R.P.: certo come no, tutti i progetti sono firmati Renzo Piano Workshop.
Tutti fanno parte della nostra grande famiglia.
d: Lo sa che su Facebook c’è un suo clone? Lo ha autorizzato?
R.P.: No, non è un mio clone, sono io che mi diverto a scrivere cazzate;
sa, a volte è molto noioso essere Renzo Piano.

le scarpe del padrone

eccolo, il mio ergastolo personale
come un gatto di casa
che non ha mai messo il naso
fuori dalla porta:
tutto quello che conosce del mondo
lo annusa sulle suole sporche
delle scarpe del padrone