LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: marzo, 2019

Galline vecchie

ci siamo amati
fino ai più ignoti recessi
fino agli angoli di noi stessi
or che la flatulenza ci spossa
bolliti dalla vita
faremo il brodo
con le nostre ossa

(D)

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Gato

c’è poco da fare
il gatto tollera
inaccessibile nella sua gattezza
riverbera
tutta la tua inadeguatezza
ti senti un contorno
come a scuola il primo giorno
con quella ragazza troppo bella, troppo educata
troppo fuori dalla tua portata
una leggera zampata
e ti guarda perplesso
non capire quel gesto
che ti lascia di sasso
come quel piatto esotico
quelle strane posate
che una volta usate
avresti rubate
per poter ricordare
quella piccola conquista
quella magia nascosta
di un affetto imprevisto

(D)

Mongolfiera

mongolfiera
che dell’umano fardello
hai pieno il cestello
dimmi
dove andresti se di me
ti liberassi
così, in mezzo al viaggio
inseguendo un miraggio,
tu oltre il cielo
io un metro sotto il suolo
tu novello icaro
io modesto picaro
ecco, non rispondi
tu che sogni mondi
non sai chi sei
e nemmeno dove vai
alla fine della storia
con tutta la tua boria
taci, stai zitta
perché sei piena, sì
piena di aria fritta

(D)

fermo restando

fermo restando
adesso che il sale
resta addosso
fermo restando
che ogni prossima stazione
è una piccola prigione
fermo restando
le cento certezze
sono solo insicurezze
fermo restando
tutte le pretese
al chiodo appese
fermo restando
viaggio nel tempo
a bordo di me stesso
fermo restando
restando fermo

(D)

Vertigini

parole a strapiombo
accenti scoscesi
ripide assonanze cadono
nel pozzo asciutto
del tempo che resta
le ascolto in bilico
confuso nei miei limiti
suonare la nebbia
di cui sono fatto
raccogliendo il lamento
di sangue e cemento
precipito immobile
nel vuoto implacabile
di un racconto impossibile

(D)

Capisci

Ad una certa età
Tutti hanno capito qualcosa
E te lo regalano
Anche se non vuoi
La saggezza
Anche quella ha vari gradi
La più bella cosa inutile
È vivere
O forse era così
Un bel vestito
È un bel vestito
Mai farsi vedere senza trucco
Parlare non serve
Il pasticcio massimo 20 minuti a 120

Gabbiani

Inani stridono
La gente sgridano
Appollaiati sui tetti
Facendo il verso
Dei vetri rotti

(D)

Silenzio

fiori di ferro
baionette piantate nel fango
le parole che ho dentro
sono spine senza rosa
dalle crepe del mare salgono
contro gli argini degli occhi
nel sale del silenzio.

(D)

I dadi

i dadi non sanno
quanta fortuna hanno
rotolando danno i numeri
proprio come noi
è così per entrambi
siamo fatti per quello
certo hanno solo sei facce
quasi quante noi
ma nella scomoda scommessa
della nostra roulette russa
noi siamo la pistola
loro, l’ultima parola.

(D)

LimbraSurgery

Ma guardati alo spichio, fai da gomitare! Non vui averra anca ti i chiappa come i ottentoti? I labroni come de na megattera spiaggiata? I muoscoli come de Steve Reve? I saporelli sapori degli adominali?
Vui esare bulizatto parchè fai miseria col fisico de Bartleby lo scriviamo?
Compriti anche te i chiapponi meraviglia a ottanta atmosfere, che stioppano come ritere e finisci sui tetti! Se sei netta no ce problema, vieni in inlambia a una certa, che c’è quelli no cost tre per due che torni a casa con il culo di un’altra, però del colore sbagliato.
No vorai mica a farti le foto del chiappone che sembra Mercurio coi buchi dei steroidi? La palestera? Illusiòn! Frustaziòn! Mai nissuni è riussiti a deventare inculencer solo coi lesercizi! Il chiappone d’ordinanza viene solo dall’intervento culoplasteco, lo sanno anche i vigili urbani, il botulismo te lo devi da iniettà, no basta cinque scatolette del tonno di tre anno fa! Magari che fusse cusí facie! La befanoplastica, questo è il futuro dell’anteriore, e anca del posteriore!