LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: novembre, 2014

frasario bilingue per rimorchiare: francese

Ciao, come ti chiami?
Scia!! com tu tappell tuà?

Posso offrirti qualcosa da bere?
Pois moi te tu offrir chelcechois a boir?

Hei, abbiamo gli stessi gusti! Anche a te piace la wodka benzin! Poi ci facciamo anche un bicchierotto di gasolio.
Nuavum ke meme gout! Icroiable, ma rebalta dans la test un tanik de petrol!

Ci appartiamo? Ci tiriamo fuori i nostri tris? Vieni di là con me, nell’abbattoire!
Vus venis avec moi de là? Je te vais a mostruer mon pupazzett.

Ti piace, vuoi che mi muova più veloce? Vuoi che mi tolga l’archibugio e l’armatura?
Te plaise? Tu vuà che me facc en mudand?

E’ stato bello. E’ piaciuto anche a te? Le francesi sono tutte soccolone, no?
Etait merveillouse! Tout el frances son putain com toi?

Cosa dici? Ti ho fatto ridere con il mio pippetto? Ma va a…
Quois tu dis? Te ho fait rire avec mon pippoit? Ma ve a…

vino

cadi dove devi cadere vino
copri le cose scoperte
prendi in giro i colori
finché non saltano fuori
insegna ai gabbiani
il savoir faire e falli volare
come sanno fare calma
la furia del tempo muovi
la gente dentro a un mare di miele
brucia gli occhi di un povero sciocco
con lo scirocco chiudi gli occhi
di un povero idiota morto di sonno
portalo in alto e poi fallo cadere

Ripostiglio

Insomma, una volta
che hai ripulito gli scaffali
dai cucchiai e dai piatti
che tenevi per gli ospiti
risulta difficile non ripulire
tutta la credenza,
coprire con lenzuola i mobili
delle camere che non vengono usate,
mettere in ripostiglio tutte le sedie
tranne una.
Risulta difficile
non sperimentare quello che comporta
la solitudine, una volta che hai cominciato.

Kay Ryan, “The best of it”, 2010

La lingua di Camilletti: dialetto siciliano

Chiccuttirridi: s.f., chitarra di pastafrolla suonata nei matrimoni tra pucciddi (vedi)
Lucillu Friddi: s.m., gelato di cuticuddi (vedi). Si mangia con un cartoccio di iatevenne (vedi)
Assorata, s.f., e ammammata
Sputichiodi, s.m., linguaggio gergale mafioso, è il fucile con le canne mozze il calcio mozzo e l’uomo che spara senza braccia.
Gurrusu Infamuni, s.m., è quello che bara al Monopoli: si porta i soldi finti da casa.
Camilletti rimbambiddu, s.m., riferito al noto scrittore siciliano che da anni fa finta di scrivere, e invece si infila i calzetti sulla testa perché fa confusione con la coppola.

tra cani

conosciuto il barista di quel posto illuminato dal neon
gli hanno tagliato una gamba a sua madre
curioso come diventi amico della gente
è una cosa da cani il suo sorriso vuoto
e il mio tempo da perdere
si sono sposati in comune
senza testimoni

Educazione sentimentale

T’imporni un po’, dopotutto non sei la principessa sul pisello. Un buon agente sa come fare, tu ti sbrandi ma non troppo, cerca di divaricarti il meno possibile, ecco, non tutte le volte che vedi un divano. Sbavano, di solito, ma non sono cattivi, ti toccano con le mani umide. Ma che t’importa? Fra qualche anno sarai famosa e loro saranno ancora là a toccare con le manine umidicce qualche altra pollastra. Che t’importa? Tutto passa: i registi, i figurinisti, i sberleffiatori. Tu devi puntare in alto, devi puntare dove il sole non batte. Imparerai presto, come ho fatto io. Che vuoi che sia, ti chini alla forza maggiore, per così dire. Ti insegnerò io come fare, ne ho viste di feste scollacciate, lo sai, però non mi sono mai scoraggiata. Le orge, i vecchi che ti presentano i loro nonni perché li sollazzi… ne ho viste di tutti i colori. Però adesso posso dire di essere felice perché ho ottenuto quello che volevo, no?

li stille

alta comun falgo de sera
alta succupole de cchiese
betelgeuse

boccha der cielo
canusacchiuda mai
altair

uttima manija pima dergorgo
occho de cherubbo e de angel
rigel

salutodeddio
damante neccielo nirio
sirio

SPOPZ ROBERTSZ

distillata la grappa
col sistema della secchia
se scoppiata la gavotta
e tutto sè preso fuocca.
mio cuggino marino
ha fatto la fine del cerino,
mio zio aleardo aleardo
e schioppato come il petardo.
pa bersi un biccherino,
un paio oppure tre
offosse pure quatto
cianno lasciato la zampa
come er gatto.

Consigli a un giovane poeta

“Non leggere niente. Buttati di petto dentro al cuore, all’amore. Ubriacati di te stesso a morte, scrivi come quando ti soffi il naso. Non ascoltare nessuno e non guardarti attorno. Attorno non c’è niente. Ci sei solo tu, l’amore, il cuore, qualche ala di gabbiano. Qualche ricordo poco chiaro, le sere davanti alla TV, le telefonate di notte di gente che non conosci. Perdere l’autobus e fermarsi a mangiare fuori, da solo. La borsa dimenticata in treno, parole che potevi fare a meno di dire, o di scrivere. Forse tutte? Togliamo il forse.”

aspettando la cometa

aspettando la cometa della fine
della nostra vita
ci occupiamo del sentiero
dei pianeti minori
della polvere stellare
aspettando la fine della nostra vita
ci occupiamo della cometa
che arriverà di giorno
quando la luce del sole
renderà invisibile il dolore

 

22/12/2008