LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: agosto, 2019

la ristoostovegapizzeria plastic free

Entri e c’è subito uno che ti incendia i piedi come aperitivo, “é plastic fri!!” – ti urla buttandoti le ciabatte nel caminetto bruciaciabatte, poi ti offrono le straccaganasse (trad.: “stancaganasce”, castagne disidratate dure come meteoriti) di benvenuto che ti costano i denti, o in alternativa gli impianti, da mandare giù col bibitone della casa a base di rape e carrube fermentate in botti di diroko.
Costo del bicchierone di roba nera: 12 euri, il bicchierone di legno intarsiato da solo ne costa 10.
Fin qui è chiaro perché plastic free e perché vegan, ma risto? Lo puoi sapere solo chiedendo al gestore, Evaristo, osto che ti cala la manata confidenziale a tradimento sulla coppa, tipica dei posti alla mano o alla manata. Come in ogni osteria degna di questo titolo vengono serviti piatti unti (solo olio di palma, chè Evaristo è complottista e non crede a una parola sulle palme), ad esempio spezzatino di cinghiale o capriolo di siepe (quelli scolpiti nel bosso) o misto di affettati tutti di rapa. Non manca il buon vino non filtrato non fermentato, praticamente uva.
Per il settore pizzeria devi uscire e a 50 metri ce la pizzakebabberia di Trashuda Nabira Kutugno, suo cugino di Evaristo (nome d’arte, si chiama in realtà Mustafà Kitàh Traphanà).

(D+G)

Scarafaggio

nero legionario
blatta coatta
incubo cosmopolita
titano Metropolitano
bunker a sei zampe
ma questo non basta
le lusinghe non ti fermeranno
ostaggio di uno scarafaggio
non riavrò la mia vita
a suon di chiacchiere
sarà una guerra
un’ecatombe
tu esercito lucido
conquisti la cucina
io Don Quixote isterico
pantofola assassina
insieme coleremo a picco
andremo a fondo
in una danza del cielo
fino alla fine del mondo

(D)