LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: gennaio, 2015

frasario bilingue per rimorchiare: inglese

Ehi, ciao amica! Vedo che siete già alticci! Posso bere qualcosa anch’io?
Hallo! yo alredy completament trunk, me pos drink me too?

Grazie, amica, cos’è che mi ha portato?
Qwath do uo brik me?

It’s a poblem drek, yo tunr yello it’s fun.
E’ na bomba tomica, la bevi e diventi blu.

Mommotty, ma fa strabigliare. Cosa c’era dentro?
Fenic acid and petards, my dear. Di you lik it?

Ehi, sai che ha delle belle bocce? Posso appofittare?
SCHIAF no du not tuch it. Pay anote drenk e po we can thenk abut tat.

Way not, let dink another blu tube. I see pantoms evriwuere? Are tei relli there? Yu now, yo habe bitifill bocce.. inzumma, posso io…

SCHIAFFF!!!

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il ventre

ti chiedi sgomento il senso
di avere un ventre e una vita
dentro e il partorire e la magia
del nascere, dell’apparire

anche tu che sei maschio
puoi capire il concepire
nel tuo ventre per sempre
anche tu sei parte del gioco

nel tuo piccolo, nel tuo poco,
anche tu covi la tua morte
anche tu cancelli l’eccesso
e partorisci l’epigrafe di te stesso

Lepoesie

Lepoesiedelpoeta
cadonoinautunno
elalberorestacalvo.
Malalberoèilpoeta.
Edèridottoatrerstecchi.
Adessohafinitolepoesie,
e ilpoetaèinmutande.
Hafinitoipuntiesclamativi,
labenzinalafelicitàquellavera,
eharottopurepure
lospaziodellatastiera

Come scrivono i grandi scrittori: Mario Puzo

“Picciotto, lo sciogliamo negli acidi il picciriddu? Ce famo bere na buttija de acedo murieteco? Ce sparamo co le canne mozze sull’intesctino tenue? Lo facciamo magnà da le scrofe laureate in iconomia i commeccio? Lo taccamo pa l’urecchi a la tur effèl della minghia? Ha parlato cioppo, el picciotto. Bisogna de destrutturallo, come famo a tollierlo dai zebedeis? Ce sparamo cu il antifiamme? Che damo na tritata ner frulatore de la Zimental? Intanto sparace in un oregghio, che ce lo togliamo dalle zeppe, che ha parlato quando che doveva stà zitto, er furbone, sai che schioppo ne li scervelli? Sparali co er canoncino antiaereo, che magari buttamo giù puro du F104. Sparalo subito, ché sò stanco de discorsi.”

Intervista con Nic Horbic

I: Mr Horbic, lei ha scritto un nuovo romanzo, su 5 persone sopra di un
cornicione che si vogliono buttarsi giù, dal titolo “Non buttarti giù”.
Di cosa parla?
N.H:: Prende per il culo o è davvero così? Cosa vuole che parli,
uno sul cornicione ha problemi grossi. Il libro parla di problemi grossi.
Però sono grossi per loro, non proprio che tutti li vedrebbero così.
Così quando si raccontano le magagne a vicenza l’uno risolve
i problemi dei altri,e così via finchè vanno a birrini insieme, alla fine.
I: Come mai nei suoi romanzi c’è sempre gente con problemi?
N.H::Ho capito, ci è proprio… Non conosco nessuno dei miei amici
senza problemi, comunque la gente senza paturnie è noiosa,
non posso scrivere 200 pagine su uno che non fa un cazzo tutto il giorno,
vicino alla piscina o al golf.
E poi sarebbe un po’ irrispettoso, nei confronti di chi tribola,
non crede?
La stragrande maggioranza della gente tribola, soprattutto i giovani;
per quello i miei protagonisti sono giovani e addirittura ragazzini.
Caosa vuole raccontare di un vecchio, che ha la prostata,
o i reumi ai ginocchi, per 200 pagine?
Non mi sono più ripreso dopo aver letto “A spazzo con Desy”.
Ho ancora l’orchite.
Bisogna andarci cauto a tirar fuori le magagne dei pensionati.
I: Bene, ed è già in cantiere il film su questo.
N.H.: Certo, anzi prima c’era il film se vogliamo , perchè da ragazzetto
siamo andati davvero sul cornicione, così, per fare i ribelle.
I: Com’è finita quella volta.
N.H.: beh, mi sono buttato sotto no?

vada via

vada via signore
con quel sigaro
lo fumava anche mio padre
e lei non è mio padre
si allontani signore
voglio restare solo
al tavolino di questo bar
e poi mio padre
ha bisogno di riposare

Il piccolo Galilei

microscopio

o telescopio?

preferisco guardarmelo

col telescopio

novelle cuisine di ugo foscolo

Du fetti de suppressi co du prugni,
confetture de piante, se ponno avè
du fette de pan duro? Ova sode,
na palla de tera cotta du secondi…