LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: agosto, 2013

Il verso sciolto

Quella strana sensazione che hai
che se smetti di scrivere sono guai,
che se deponi la penna per sempre
tutto potrebbe andare in rovina
dalla sera alla mattina,
che se decidi di scrivere l’ultimo verso
tutto potrebbe venire sommerso.
Pecchi di presunzione, come sempre.
L’unico a soffrire, a finire nel niente,
saresti tu, il poeta demente,
il cretino che rifiuta il salvagente
di cemento del poetare colto,
del verso sciolto.

Tv private

…uno Schivato vero a 15 euro? Eh? Andiamo, eh? Chi non vorrebbe averlo attacato al sofitto, eh? 15 euro… cosa volete ancora, che vi ofriamo la pizza? tup… 54 ritardaio su ruota dei chiceti, giochiamo l’ambata e la triblata, spedicici gli euro che ti mandiamo tup… E’ FANTASTICO il nostro sped machine a movimento rotatoio vi coinvolge i lombali, ed è DIVERTENTE! siete obesi e vi stufate? SPED MACHINE ecco la soluzione tup… coltello che taglia anche il cemento, con manico amico che bilancia mentre che tu zac (il venditore si taglia via un dito) avete visto che lama? non ho sentito niente e adesso guardate come sbuccia la mela, in tre secondi zac (il venditore si taglia n’altro dito) tup… potete mangiare quello che volete, basta che poi fschhhh (il venditore butta la polverina nel bicchiere) ti bevi il scialaqquone che ti lava via il grasso e ti puoi mangiare anche quello che vuoi. Scialazzuone ti pernette di fare dieta mangiando, basta che te lo bevi gorggorg (il venditore beve il liquido) Vedi? Vedi come va via la pancia?tup… così il futturo te lo vedo nero, sai? baciami tutti a Balermo… grazie a te. Altra telefonata, vediamo… siiii? Le sta cadendo un pianoforte sulla testa? Adesso vediamo… vediamo… te lo vedo nero, sai? Il futuro non sorride quest’oggi, sai?

Vovitom e L’Uomo Luppolo

Vovitom: “io non capisco miomm ciomp (suono di tramezzo tonnouovi) ero li vestito come un’ara Aldo ragionando su Massimo Sistemi bofonchiando sull’essere un buco nero super ma Ciccio?

Che qualcosa di superillumino mi imblerbla la sinderesi iuoaaa sigo di paura che doboto soffico poi capisco che è solo lo specchio, allora precipito al bar di sotto come una stringa dimentico che non fanno più tramezzini tonno cipolline da dieci anni quasi ovunque. Penso; è la fine”.

Il silenzio sconvolto dallo strambettio di un qualcosa di superumano divora d’improvviso la mia disperazione. “Ma chi è? Farfuglia di essere uno spaghetto e di venire da un’altra attimosfera. Ma non sarà? Ma allora..sei tu amico l’Uomo Luppolo. La tua mezzaminerale la avrei riconoshiuta tra mille.”

“UAAAUUUUUUUU!!!! Sono IOOOO L’UOMO LUPPOLO… AARGHH GLUGLUGLUGLU (hai visto come ho fatto fuori la bottiglia di Amaro Averna? Per me è un giochetto, UN GIOCHETTOOOOO GONGGONGGG E’ L’ORA DELL’APERITIVO MIO CARO!!!! Qua si parla di bottiglioni di VETRIIIIILLLLLLLL!!!! Mi sgargarozzo il liquido STURALAVANDINIIIIIIIII!!!! Mi espando gravitazionalmente pensando a un nuovo cocktail… CI SONO CI SONO!!! Gasp GASP!!! SONO UN GENIO CREATIVOOOO!!!! ECCO IL “CODADIPAVONE GENIALE”!!! Ingredienti: spruzzata di aria liquida, schiaffone di ufologo, corsa incartato nel nylon, testata sui genitali e ultimo ma non meno importante papiro pieno di muffa.”

La classifica degli amici pelosi.

1. Bracco di Papillon. Cane buonissimo, mastica con cura tutte le scarpe della casa. Sveglio e attivo, capisce tutto quello che dite, però al contrario.
2. Botolone da Bidoni. Simpatico ma trasandato, questo labradato alpinato, tende a bere. Vi fuma tutto, comprese le tende. Ha una tosse canina che di notte vi tiene svegli.
3. Jack Lo Squartatore. Morsica con facilità le mani e i polpacci, senza avvertimento. Per questo è benvoluto dai proprietari e soprattutto dai bambini piccoli e grandi.
4. Ursoni Bastardato. Chiamato anche “cane lecchino”, è da appartamento, sul Canal Grande. E’ amico di tutti e di sinistra. Tasca sinistra, per la precisione. Con la zampetta domanda la carità e raccoglie un sacco di soldini, con la scusa della politica.

Le grandi domande di Wuminkia al Cynar

Arrivano certe zampate di caldo. Che sia colpa del buco dell’orzoro?
Mi dicono che batto la fiaccola ma io sono scremato dalla fatica. Sarò un po’ duro di comprensorio ma di sicuro non voglio fare da capro respiratorio.
Non posso vivere con la spada di Adamocle sulla testa perché minacciato di essere licenziato completamente tronco, anche perché non posso fare tutto. Non ho il dono dell’obliquita’.
Forse la mia stanchezza è dovuta alle vene vorticose?
Forse bevo troppo latte stremato?
Forse dovrei fare un po’ di bidi bolding?
Oppure devo solo riposarmi e darmi una rifucilata.

La colazione dell’ipocondriaco

“Tortino di sulfamidici all’aglio per la pressione, poi bicchierone di Amaro Giuliani con due o tre antidepressivi dentro. Tre scatolette di Aspirina per evitare gli infarti e si mangia con il misuratore della pressione pompato a tutta forza finché il braccio diventa blu. Intanto che si buttano giù pastiglie di ormoni si fa il controllo della vista: A… T… W… e nello stesso tempo ci si contano i battiti cardiaci sotto sforzo sul tapis roulant della morte. Bevanda per i sali luminescente e sanissima maglietta di lana che previene gli infarti. Ah, no, quello era l’aglio.”

Love Cargo Boat #17 (E quando)

Vecchio: E quando anche l’ultimo vecchio sarà morto l’equipaggio farà una festa senza fine. Si ubriacheranno a morte, quei maiali. Saranno felici perché il lavoro sarà finito una volta per tutte. Festeggeranno per anni, finché la grappa non sarà finita, finché non avranno le gole bruciate. Perderanno il controllo e litigheranno per cose da niente, si taglieranno la gola. Così finiscono le cose quando uno non ha niente da fare. Quando tutti i vecchi saranno finiti in mare la nave continuerà a girare in tondo nel mare, per anni. I marinai spareranno nel cielo i razzi di segnalazione e rideranno fino a vomitare. Mangeranno fino a scoppiare, si tireranno l’un l’altro manate di caviale, si sputeranno addosso formaggio francese. Apriranno i grandi frigoriferi pieni di carne e la faranno marcire, giocheranno a pallone con i tacchini ripieni. Perché così finiscono le cose quando uno non ha niente da fare. Uno si rovina, ecco cosa fa. Li vedo, questi cialtroni. Penseranno di essere i padroni dell’universo e invece avranno in mano un pugno di mosche, mentre la nave gira e gira nel mare. Ognuno di loro vorrà diventare il capitano. Questo succede agli idioti quando nessuno li comanda. Ognuno di loro vorrà diventare capitano e per questo si scanneranno. La nave diventerà terreno di caccia, ogni cabina, ogni corridoio nasconderà un agguato. Vincerà il più primitivo, un vero animale. Mi sembra di vederlo mentre si arrampica più in alto possibile, questa brutta scimmia. Mi sembra di vederlo mentre guarda tutte quelle onde, mentre le guarda e non capisce niente.

Sic Transit

Il sic transit del barbone,
o quello che era, è cominciato dal ginocchio.
Una leggera zoppìa (per piccina che lei sia)
lo ha costretto a usare un bastone.
Poi una stampella, e poi due.
What a nice escalation!
My congratulations!
Lo si vedeva arrancare
verso la mensa popolare.
Non che di gloria mundi
ne avesse vista tanta, poveraccio,
sempre per strada
con le borse sotto braccio.
Poi un pomeriggio
te lo vedo di nuovo sgambettare veloce,
come se fosse passato il peggio.
L’ho raggiunto per vedere con i miei occhi
che non sempre si cade a tocchi,
che qualche volta succede
che ritorna veloce il piede.
Ma era un altro, perbacco,
uno che mi ha guardato
come se fossi matto.

Volesse il cielo

Volesse il cielo che non fossi io
a lavare il mio corpo come uno straccio.
Volesse il cielo che non sentissi
le ossa e la carne ammucchiati nel mucchio.

Tutti i nodi del corpo, quel che resta coperto,
tutto il grasso ed il magro,
tutto il sacro e il profano,
tutto quello che un giorno

un becchino qualunque
laverà molto esperto, senza fretta ma svelto,
com’è svelta la falce, com’è svelto il coltello,
com’è corto il respiro, che del vento è fratello.

Dal diario di Leonardo

Inventommi isto submergibilis in medio minuto. Costrutio fuit diffichillima: senza motore a pistone, senza teleschopo lenticulare, cui potest terminari illa impresa sine far ridere anche i toporani? Inligai meo servus Occupus ad internum de submergibile e primum experimentum fallitus est: infacti subermgibilis co fa petra de piombo affondotti in la mare. Bullas extraverunt a mare: ultimo respiro de Occupus de chipolla exudabat. Non disparai postea hoc fallimentum: error erat sicuramente in costrutio sumbergibilis. Post triginta minutos Occupus rapparet super undas: te possinus! exclamavit meus servus cun oculos fuora de cranio. Paulo mox e strangulatos ero! dixit servus meus. Proximama voltam inligat in submergibile tu nonno aut sorore! dixit Occupus et postea vomitavit polipum et quadriginta caballi marini. Postea meus cerebrus concentrossi in costrutio aparechio cum elica quadrica et parva elicola posteriore quid volo conclamare “elicoptero”.