LIMBRANAUTA

Il Funerale della Letteratura!

Mese: Mag, 2019

Volpe

Minga mona, lè furba lè,
El mona sei te
Ti guata nel buio
Coi occhi de fame.
Te tu te stacchi na coscia
Della tu gamba
pe’ lla pietà.
Ma lei la snusa schifata
E la lascia llà
E te butta cinque eure
Dint’u cappelle.

(D+DVD)

A quanto pare

bisogna sdoganare
la vergogna, i capricci
i falsi bisticci
abbiamo tutti ragione
seduti sullo scranno
dell’altrui opinione
troppo facile da cambiare,
svestire indossare
da tenere a memento
a seconda del vento
brancoliamo negl’inferi
convinti d’essere liberi
l’importante è brancolare,
così è a quanto pare.

(D)

ho paura

la mia mente svanisce…dave… v.o..taaa..salvi…nii. vooooo….taaaaaahh. shhhh

a R. L. Stevenson

qui giace, dove voleva restare

il marinaio tornato dal mare

qui aperta la strada

a colpi di spada

è giunto il cacciatore

la cima del monte

gli doni riposo

l’orizzonte

gli regali il silenzio

ridda

arrivedoorci Venezia
siamo finiti
gatti ciechi
miagoliamo nel buio
in pieno giorno
comparse scomparse
ostaggi invisibili
assistiamo impassibili
alla corrida ignobile
dell`ignobile ridda
i picadores pagliacci
che uccidono il toro
e poi se ne vanno
prima di sera
per non vederlo morire.

(D)

addio

la città
sogno medievale realizzato
non ha piu scampo
il cuore ipertrofico
non viene irrorarato
e l’attacco batterico
del low cost
non trova vaccino
addio Venexia vera
ti piango dum bibendum
addio terra
pulsanda tellus
arrivano tutti insieme
a schiacciarti

oppure:

la città
sogno senza scampo
cuore ipertrofico
non irrorato
madre sterile
corpo estraneo a sé
dove il batterio low cost
non trova vaccino
addio venexia vera
passato violentato
da un presente senza futuro
te pianzo dum bibendum
addio terra
pulsanda tellus
arrivano tutti insieme
a schiacciarti
città di dite
in infradite

(D+G)

l’ultima carta

si muore due volte
dicono
una come si deve
l’altra appassendo
sulla bocca di qualcuno
nominati un’ultima volta
così gioco la mia carta
scrivendo il dolore
la gioia, l’amore
ma non c’è nulla da fare
potessi almeno dimenticare
offrire il collo al boia
e al cappio della noia
sparire, come le scritte sui muri
lavato dalla pioggia

(D)

capire nula

nuvla
mi pare
o nulla
sì così ha deto
no capisco nula
che neso
ci piovo ma nente
note fondant
cosa fanno i uomi?
si muovono in giro
questo lo vedo
come gati di polvare
urlano o ridono
o piangono e urlano
ma girano girano
io sto a casa mia
fuori nonè permè
come se fusse sempre inverno
un film incastrato
che riparte riparte riparte
finchè non si sa più
dove comiccia
dove finisse
cosa ce da capire

(D+G)

Houston..we have a problem

il semaforo

uno e trino,
decisionismo divino
tetragono di certezza
non ammette debolezza
tu sì, tu no, tu se voglio
con tre colori
ti cancella l’orgoglio
motore immobile perfetto
esige rispetto
al semaforo nessuno obbietta
non puoi dirgli
vado di fretta
ha un sacco da fare
tutto il giorno
a strafficare
e l’amico estintore
costretto a guardare
da anni represso
in se stesso compresso
un’esistenza futile
aspettando il momento
di essere utile
a noi comuni mortali
che di fronte al semaforo
siamo tutti uguali.

(D)