Sole

di limbranauta

Tu, sole, che mi bullizzi
Tracotante di UVA
Esuberante di particelle
Ultraviolento mi distruggi
Con il chiasso dei tuoi raggi
Il tuo vento solare
Mi spettina i neuroni
Ma ad essere sincero
Non sarai mai un buco nero
Con la luna che ti stressa
Perché ti manca troppa massa
E io qua ohimé tapino,
Sono un uomo al tegamino
Un uomo sodo
Diviso in due
Sono un uomo all’occhio di bue
Non mi dai scampo
Scusa se esisto
Ma più mi scipollo meno resisto
Il freddo è diverso
È più laborioso
Ti rende complice
E ad un tempo industrioso
Sole insolente che tutto costringi
Al tuo mondo rovente
Il tuo alito caliente me rende dificente
Sole cretino che fai un caldo assasino
Stupedo tizone ardente che mi siolli la mente
Bollito il cervello, fritto il sudore
Ti passa la voglia di fare all’amore
Conscio di questo, contrito in eterno
Ora e per sempre
Chiedo scusa
All’inverno.

(D)

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