Siegoli (cefali)

di limbranauta

A me i siegoli non mi dicevano niente
mi guardavano e basta
in tralice
col sospetto di un occhio solo
giudicando il mio mondo rovescio
fatto di aria e ombre
per poi tornare a faccende più serie
come respirare l’acqua
guizzando nel marcio dei canali
tra eliche e memorie
di ciò che non siamo mai stati,
capaci di esistere

(D)