O tempura o mores

di limbranauta

La scomparsa di Venezia fu dovuta a cause essenzialmente endogene. Nel corso dei decenni la città aveva perso via via il suo senso di polis, il suo essere comunità produttiva aveva ceduto ai facili guadagni provenienti dal commercio del proprio corpo di pietre e acqua salsa. La speculazione sul costruito portava alla cessione di ogni bene immobile, e come in un turbine la popolazione di trovò spodestata del suo territorio per sua stessa colpa. I sopravvissuti millantavano il proprio lignaggio ma erano di fatto servi alla mercé dei conquistatori, dei Lanzichenecchi riversati a milioni con ogni mezzo di trasporto, voluti e odiati al contempo, che in breve tempo resero la città quel cumulo di macerie che oggi stiamo visitando viaggiando comodamente sul Bruco-Mela del parco giochi.
Prossima tappa dello studio socio-storico sarà Amsterdam, dove uguali cause esogene stanno producendo identici effetti disfunzionali, con la sola differenza che almeno là i milioni di despozzenti telecomandati dai cellulari sanno dove sono e perché, almeno i primi 28 min. che precedono l’inevitabile putantour derattizzati dalle psillocibe .
Delenda Carthago, Belinda Carlisle.
Con tutti i Filistei.
(D&G)

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