L’barile

di limbranauta

Curvo in un barile di assenzio sto.
Con le spalle a schegge
Tra il lusco e il lambrusco
Il tempo evapora in silenzio.
Fuori il mondo pettegolo
Dentro si vive nel cuore
La pace disumana di sconfinati spazi
Tirami via come l’acqua sporca
Dalle vetrine della tua memoria
Poi chiedimi ancora dove trovo
Il coraggio di ridere.

Limbranario

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