Limbranauta interviste parlamentari.

di limbranauta

Bene, oggi spariamo sulla croce rossa: spariamo Antonio Razzi, ovvero il manifesto umano dell’indipendenza dall’intelletto, la nemesi darwiniana intesa come contro evoluzione, la prova vivente che dio non esiste.
Oppure che ha un complicato senso dell’umorismo. Oppure che esiste ma non è tanto bravo.
A scuola lo chiamavano il killer della sfera semantica o anche loboTony parquet per via del cervello impiallacciato .
Dicono che una volta, nel tentativo di formulare una frase di senso compiuto, abbia lasciato tutti senza parole: ad alcuni sono spariti i congiuntivi, ad altri l’intera analisi logica, la maestra non sapeva più cosa stava andando, dove era facendo, quando andando a fando.
La frenulogia uficiale lo colloca tra la tartaruga alligatore e il gò da sasso, senza offesa per i gò da sasso, mentre il CERN parla di cervello ad antimateria, senza offesa per l’antimateria. Però gli crescono tanti capelli, anche per dentro, e questo è un comportamento tricologicamente recessivo. Di solito.
È parimenti senza dubbio un esemplare paradigmatico della fauna parlamentare, fatta di una ricca varietà di anelli di transizione tra il maiale e il cercopitecco cecco ( Cercopitecco cecco, mangi patatte), primo primate consenziente. Un ecosistema delicato, quello della barriera parlamentare, sistema parassita che succhia la vita senza uccidere gli ospiti.
Come sia diventato parlamentare senza saper parlamentare è un mistero peggio della campana di Hitler, però l’assenza dell’area del linguaggio lo rende prezioso in Nord Piorrea nell’interpretazione dei grugniti del super porchettato dittatore degli insaccati, King Kong Uh.
L’intervista è tuttora al vaglio di un team di decrittatori della NASA che stanno sviluppando un algoritmo speciale per cercopitecchi ciechi.

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