Nuovi miti (li) veneziani 3

di limbranauta

Lazlo Che, si legge c’è ma solo se è presente sennò non c’è. Appare solo durante la biennale vestito da trumò del 500, è campione di gomitate ai buffet e lo si riconosce facilmente dalle enormi tasche piene di crostini al salmone. Lazlo Che ed è ovunque, icona mona del presenzialismo tout court espone al padiglione auricolare ungherese modellini di aerei fatti di piadina al crudo, specializzato in Fokkyu Dr1 del Birrone Rosso.
Allo svernissage della Bianale la sua nota performance di strada, denominata “cago in calle ma purtroppo nelle braghe” ha riscosso consenso unanime di pubico e di critica.

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