La funzione dell’intellettuale.

di limbranauta

La funzione dell’intellettuale è quella di rimanere estraneo. Non invitato e amico di nessuno, l’intellettuale si aggira nella festa come un cane che mangia gli avanzi. Vive sotto alle tavole dove mangiano tutti. Ogni tanto esce di fuori e guarda gli altri ruttare, parlare del più e del meno. Li guarda sputare gli ossi delle olive. L’intellettuale non parla, abbaia. Si capisce quello che dice lo stesso, per come muove la coda. Appena gli metti il guinzaglio, il vero intellettuale muore, cade stecchito. Non riesco a respirare, dice, non riesco a respirare, ma quelli lo tengono stretto. Per questo il vero intellettuale vivente si nasconde in posti strani: sulle panchine dei parchi dove giocano a scacchi, negli autobus che portano alla fine della periferia. Il vero intellettuale latita, è assente. Scrive qualcosa, sempre e solo sulle porte dei bagni dei bar vuoti d’inverno.

Annunci