L’uomo veloce

di limbranauta

Il sig.Tiddiai è un tizio che spacca il minuto. Presumibilmente questo è l’unico problema che si pone. Spaccare il maledetto minuto. Tanto per cominciare, il sig.Tiddiai, si sveglia presto alla mattina in apnea. Naturale. Fa una frugale colazione in piedi al buio e parte a lavorare in ufficio. Fin troppo ovvio. In questo istante, se è inverno, soffre la prima noiosa difficoltà. Far riscaldare il motore dell’auto nuova. Due balle, chiaro. Non sa cosa fare. Non sa cosa pensare. Fa fatica a trovare il ritmo del respiro. Non trova l’aria. Non riesce a dilatare i polmoni.

Non ostante si prenda ogni mattina in largo anticipo, il sig.Tiddiai ingaggia una furibonda lotta contro il tempo e gli ostacoli. Il nemico si apposta dappertutto e va eluso con ogni mezzo. Il tizio, qua, non ci ha un bel cazzo per la testa, però per i sorpassi a destra, le finte, le sgommate a semaforo rosso possiede una creatività rara che mi viene da piangere a pensare se la potesse sfruttare per il bene dell’umanità eccetera. Del lavoro non mi va nemmeno di starne a blaterare, anche perché qualcuno comincerà a contestare l’oggettività di ‘sto narrare. È un problema vostro. Si da il caso che io sia l’orologio del tizio e ho fondati motivi, oltrechè diverse prospettive. Com’è e come non è, Tiddiai mi tiene costantemente sotto controllo attraverso quelle sanguinolente retine impazzite. È evidente che non legge l’ora; è il movimento del minuto che lo tortura. È una famelica ansia di riempire il vuoto assordante del suo cranio. Non ha niente da dire. Non ha niente da pensare. Ha il fottuto terrore di fermarsi con sé stesso.

Vogliamo parlare delle sue manine? Di quei simpatici Paguri d’acqua dolce che devono afferrare continuamente qualcosa? Dal Lunedì al Venerdì, principalmente: ventiquattrore, tazze di caffè, volante,cambio, tastiera, telefonino, penna per scarabocchiare, stipite della porta, angolo della scrivania, tasti del fax, tasti, bottoni, interruttori, pulsanti e chiavi della macchina. Dal Sabato alla Domenica: volante, cambio, borse della spesa, carrello delle spese, passeggino, telefonino, telecomando della tivvù, telecomando del dvd, telecomando del decoder, telecomando dell’aria condizionata, bottiglia di Birra, bottiglia di Vino, bottiglia di Stravecchio e bottiglia della varechina (òps!).

Me ne sto così… Al suo sudato polso sinistro, a sbirciare di sottecchi la sua mascella guizzare troppo in fuori come assetato di pioggia. Ad…ad aspettare terrorizzato lo scatto furioso che mi rivolgerà… per spaccarmi tutto quanto il minuto per minuto….puer miunutou…ma…si dimuenticua…..di caricarmiu….lui…lui…cuorre….e iou. Mi fermoui.

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