Love Cargo Boat #35 (i miliardari)

di limbranauta

Vecchia: Straricchi, sempre. Riccastri, ogni volta. Non mi sono mai sporcata le mani con dei poveracci. Che affoghino nella loro merda, i poveri, non ne ho mai voluto sapere. Li sceglievo apposta per i soldi, tutto era facile vista la faccia che avevo e le tette che avevo. Bastava scegliere quello più ricco, questo era lo sforzo che dovevo fare. Pensavo di essere molto furba perché non guardavo la cosa dal loro punto di vista. Ero giovane e per questo posso essere perdonata, ma non ho mai cercato di capire quello che pensavano i ricconi. Li vedevo sbavare, i ricconi, mi guardavano le tette con gli occhi fuori dalla testa e mi facevano pena e un po’ schifo. Mi vergognavo ad approfittare così di loro. Spendevo i loro soldi, li sprecavo. Da quando sono in questa nave ho avuto modo di pensare. Non mi era mai capitato prima, ero troppo occupata a spendere più soldi potevo. Però da quando sono qui il mio cervello lavora anche quando non voglio. Ricordo il fiato alcolico dei ricconi quando mi palpavano, il loro sorriso. Non so, sono passati tanti anni. Non riesco a capire perché non mi mettevo a vomitare. Per i soldi, immagino. Era fastidioso quel loro trafficare con le mani tremanti, ansimavano e tutto finiva subito così rimanevo a guardare il miliardario che si addormentava soddisfatto. Sembrava normale quello che adesso sembra completamente sbagliato. Mi hanno pagata per tutta la vita, i ricconi. Hanno fatto quello che volevano dandomi dei soldi, la cosa più inutile per loro. Eccomi, la più furba, ecco a cosa penso adesso. La più stupida delle puttane che pensa, chi l’avrebbe mai detto.

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