Parzifal intervista il gruppo di Diablorock i “Megaton”

di limbranauta

Parzifal: Perché vi siete conciati così?
Risponde Botulino, la testa pensante del gruppo: Dbbbblll…..dblllllll…..bbbllll.
Par.: Certo non dev’essere facile parlare con un lucchetto sulla lingua. Proviamo con Ferramint, il chitarrista del gruppo. Che tipo di persone frequenta i vostri concerti?
Ferramint: I bikers con l’elmo nazista e le Harley. Quando arriva il momento di “Non mi sono fatto niente”, la nostra canzone più famosa, ci sparano con i bazooka e improvvisano una guerriglia.
Par.: Siete famosi per i tafferugli.
Risponde Ku Klux: Non so. Durante i concerti porto sempre quel testone di cartapesta e non vedo niente. Sento dei rumori, sembra qualcuno che aspira la minestra.
Par.: Come riesce a muoversi sul palco?
Ku Klux: Inciampo, sono più per terra che in piedi. Microsoft, lui sì che è una cavalletta.
Par.: Microsoft, un altro mito dei giovani. Dov’è che non lo vedo?
Ku Klux: E’ andato con la moto sotto allo schiacciasassi.
Par.: E’ morto?
Ku Klux: E chi lo sa?
Par.: Mi porta a fare un giro con la sua moto?
Ku Klux: C’è mia moglie incastrata dentro e poi non ho i pantaloni di pelle.
Par.: Ma ecco il batterista del gruppo, Bisnes Isbisnes.
Bisnes: Raccoglievo le lattine usate con il carrello del supermercato. Una volta che ne hai raccolte diecimila ti danno in regalo un Winnie the Pooh di gomma. Ho cominciato con il cartone. Sa, dormivo dentro a uno scatolone. Prima di entrare ci battevo sopra per far scappare i topi. Da lì è nata la mia passione per pestare. Mi ha visto il nostro manager, si è messo la tuta e la maschera e mi ha fatto tutto bianco con il DDT e poi mi ha dato un miliardo.
Par.: Questa triste storia è scritta sulle rughe del suo viso.
Bisnes: Se c’è scritto qualcosa sulla mia faccia è perché ho preso il sonno sopra ai timbri.

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