Love Cargo Boat #30 (la noia)

di limbranauta

Vecchio: Cosa stai scrivendo?
Vecchia: Niente di importante. E’ una specie di racconto.
Vecchio: Me lo leggi?
Vecchia: Sei sicuro che ne hai voglia?

Il vecchio ridacchia e la vecchia comincia a leggere:

Ci siamo sardegnati, prima un villame poi un paio e poi tre, tutto abusivo con scarico a mare. Ho ascoltato che si lamentava delle sua amanti. Tanto, chi se ne frega. Si naviga in un mare di gin tonic, di prima mattina. Sabato festa notturna con fuochi artificiali e chicca ti racconta che si è fatta il personal trainer. Un fisico, ma un fisico e poi mi ha chiesto dei soldi… seduti sulla poppa della yacht, il vento caldo che fa volare gli ombrelloni e i camerieri uno uguale all’altro… in clinica per disintossicarsi? Ma stai scherzando? Mi sto divertendo, ecco tutto… che clinica e clinica! Imbambolarsi con gli antidepressivi ti pare stupido? Ma nessuno ti ha chiesto niente, mio caro. Cosa vuoi saperne di depressione, ognuno ha il suo vizio. A me ad esempio non diverte per nulla giocare al casinò. A te siiii? Allora lascia a me le mie pastiglie e tienti la tua roulette. Il cocktail pastiglia-gin tonic ti fa sentire davvero sullo yacht. Altrimenti ti dimentichi di essere in barca e poi di notte, tutta quell’acqua nera. Ti viene voglia di tuffarti lì dentro e non venirne più fuori. Sai che risate se hanno tirato a bordo la scaletta e tu giri e giri attorno allo yacht gridando perché ti facciano risalire? Nessuno ti sente, è ovvio. Dopo una festa come quella tutti sono svenuti, lì sopra. E tu che giri e giri, gridi e poi la smetti perché il fiato sta per finire. Poi la smetti anche di girare attorno allo yacht e poi la smetti del tutto ma prima di affondare mandi a fare in culo quei quattro viziosi che stanno russando nelle loro camere piene di puzza di alcol.

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