Philip Dick e il futuro che è qui

di limbranauta

Lo aveva scritto a metà degli anni Cinquanta che la pubblicità ci avrebbe travolti diventando la colonna sonora della nostra vita, invadendo ogni interstizio, corrompendoci tanto da diventare il verbo che guida le folle. Il suo antieroe si lancia in fuga verso, o meglio dentro, un sole lontano, a bordo della sua nave spaziale dove, perseguitato ancora dai jingle cerebrali dai quali si libera solo a prezzo di un’esplosione che quasi lo uccide, guarda il fantasmagorico spettacolo della stella che ingrandisce nel quadro del finestrino, in un silenzio che vale da solo una vita.

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