Il Cocktail di VENEDIKT VASIL’EVIC EROFEEV

di limbranauta

“loro,tutti e quattro,m’incenerivano con lo sguardo,per cui mi strinsi nelle spalle e tacqui sconsolato.

-lascialo perdere il tuo ivan Turgenev.parla senza tanti arzigogoli.l’abbiamo letto pure noi. Dicci, piuttosto:l’hai bevuta oggi la birra?

-sì che l’ho bevuta.

-e quanti boccali?

-due grandi e uno piccolo.

-bè allora alzati e cammina. Fa vedere a tutti noi che ci sei andato(al cesso). Non ci umiliare e non ci tormentare. Alzati e cammina.

Che altro mi restava da fare? Mi alzai e andai. Ma non per alleggerire me stesso. Per alleggerire loro. E quando tornai uno di loro mi disse: “con vedute così pudiche sarai solo e infelice in eterno”

Comunque le risatone me le faccio ancora una volta con i cocktail in voga :

“…passiamo ora al dulcis in fundo. Il serto delle fatiche è superiore a ogni ricompensa, ha detto il poeta. A farla breve ecco a voi il cocktail “trippa di cagna” , una bevanda che obnubila tutto. Più che d’una bevanda è di musica delle sfere che si tratta. Qual è la cosa più meravigliosa al mondo? La lotta per la liberazione dell’umanità. E ancor più meravigliosa? Ecco qua(prendete nota):

birra di ziguli                                                100g

shampoo “sadko-ospite di lusso”           30g

lozione antiforfora                                     70g

colla bf                                                       15g

olio dei freni                                               30g

insetticida                                                  30g

il tutto va lasciato per una settimana in infusione con tabacco da sigari,dopo di che si sreve in tavola…

a proposito, ho ricevuto delle lettere in cui i lettori oziosi mi consigliavano di procedere anche così: filtrare l’infuso attraverso un colabrodo. Cioè filtrare attraverso un colabrodo e andarsene a dormire…ma solo il diavolo sa che roba salta fuori in ‘sto modo: tutte ‘ste aggiunte e variazioni scaturiscono infatti dalla fiacchezza dell’immaginazione, dall’insufficiente svolazzar del pensiero. Ecco donde scaturiscono ‘ste insulse correzioni…

dunque, torniamo a noi: la “trippa di cagna” è servita in tavola. E’ un cocktail che va bevuto all’apparire della prima stella, a grandi sorsate. Dopo i primi due boccali il bevitore diventa così ispirato che se t’avvicini  e ti metti a sputargli in faccia da un metro di distanza per un’intera mezz’ora lui non ti dice nulla.”

 

VENEDIKT VASIL’EVIC EROFEEV:

“MOSCA-PETUSKI e altre opere” (Le Comete Feltrinelli)

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