L’ora della luce

di limbranauta

Per un paio di giorni all’anno
quello di fronte con le sue finestre
mi riflette in salotto la luce del sole.
Si vergogna, il salotto, lo conosco bene.
Preferirebbe il buio di sempre.
Non sempre conviene, la luce brutale.
Si vedon le rughe, gli occhi cerchiati.
Seduto in divano lo guardo, il salotto.
Una donna elegante e distinta, davvero.
Un pochino sciupata, ad esser sincero.
Un pochino passé raccoglie il coraggio.
Tra poco il peggio sarà passato
e potremo tornare alla luce di sempre,
a quel mezzo tramonto, a quella penombra
che smorza il declino, che lima le rughe.
Torneremo a far finta di essere interi,
io e il salotto. Torneremo a far finta
che oggi sia ieri, che oggi sia ieri.

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