Parzifal intervista Steve Reve, il Maciste più famoso della storia.

di limbranauta

Parzifal: Sono felice di incontrarla. Sono felice di conoscere di persona la vera icona del trash.
Maciste: Icona? Trash? Me ne vado. Mi avevano detto che lei era una persona intelligente. Per questo ho accettato l’intervista.
Par.: Mi scusi, mi è partito il colpo.
Maciste: Cerchi di non dire puttanate.
Part.: Mi scusi, davvero.
Maciste: Non si preoccupi.
Parzifal, imbarazzato: Cominciamo da capo. Lei ha iniziato la moda degli uomini muscolosi. Non si sente un po’ in colpa per questo?
Maciste: Perché dovrei? Avevo una famiglia, dovevo lavorare.
Par.: E’ stato, nel suo piccolo, un pioniere.
Maciste: Macché pioniere. Ho vissuto in mezzo alla cartapesta e al cartone per anni. Mi cadevano sulla testa massi di pochi grammi, sollevavo tronchi che pesavano mezzo chilo.
Par.: Però la gente la ammirava per la sua prestanza fisica.
Maciste: Può anche essere, ma questo non ha importanza. Ho vissuto per anni in un mondo falso fino al midollo. Un mondo completamente fasullo, dove i miei muscoli pieni d’acqua sembravano forti per davvero. Ho ingannato gli spettatori, in una maniera grottesca, primitiva. Se la bevevano perché non erano smaliziati.
Par.: Non è che le cose siano cambiate di molto. Fra cinquant’anni rideranno dei nostri trucchi cinematografici come noi ridiamo dei suoi.
Maciste: I trucchi migliorano ma il cartone rimane il cartone. Tutto è sempre stato di cartone. Tutto è di cartone, per sempre. Cartapesta, quinte. Cappotti senza niente dentro, niente riscaldato da un cappotto, otto per otto ma per foltuna che l’ho scontrato con il mio pungo, prima che si rispetti in posizione, propio mentre che il Cylope cercava l’acchiappo, ecco che ho smisurato il ganchio desto è l’ho abbiaccato proprio dietro l’orecco dove che cìè il punto g, dove che parti, insoma, quando che ti colpano.

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