Foneboneologia Romanza

di limbranauta

La lingua sassone e angolosassone è lingua nata per la comunicazione
di stretta rilevanza accidentalistica tra i popoli nomadi del centro-nord d’Europa,
quelli che i latrini e prima ancora i greci chiamavano i barbari, oi barbaroi,
coloro che si tagliano facendosi la barba e perciò non se la fanno.
Lingua semplificata che doveva permettere lo scambio di informazioni limitate e basilari
tra etnie diverse; informazioni tipo “Lì cibo”, oppure anche “tu, cibo”.
Tra le prime testimonianze scarabocchiate su una tavoletta di manzo secco una frase che in germe coglie la sinteticità della futura lingua inglese, si tratta di una dichiarazione di guerra: ” Mi paco cuo ti”. I tempi dei verbi sono equivalenti al nostro presente e passato prossimo indicativo: così tra le forme verbali originarie troviamo “Magno” e “Gò magnà”, ma stranamente “Gò Dormio” e “Dormiria”
(un eccezionale condizionale, più unico che raro) mentre per dormire non esiste il presente (in quanto mentre dormo non sono presente). Dalla radice sanscrita GO, GA, che significa indifferentemente concavo
o convesso, in generale curvo, proviene il nucleo delle parole fondanti la lingua, descrittrici e creatrici di un mondo, che compaiono anche nella celebre
“Gobo, ti gà na magoga in ghebo”, frase di difficile interpretazione.

Annunci