STOP alla tecnologia

di limbranauta

Eric Brende, autore del libro “Meglio neanderthal”, spiega che non abbiamo bisogno della tecnologia. Grazie alle domande che Parzifal gli rivolge veniamo a scoprire un aspetto nascosto della vita degli amici dell’ambiente.

Pazifal: Lei è convinto che la tecnologia sia del tutto inutile.
Eric: E’ così. Ho costruito un canale di tegole che porta l’acqua fino alla cucina. Altro che pompe, altro che acquedotti. Durante l’ultima diluviata ho guardato tutti quei ciottoli che riempivano la cucina e la camera da letto. Arrivavano come dei missili, le assicuro. E le tegole hanno tenuto.
Par.: Non mi sembra un successo.
Eric: Dipende dai punti di vista. Preferisco i ciottoli in diretta alla registrazione del concorso di Miss Bocce e Merendero.
Par.: Ci ha partecipato anche mia cugina, Malimba.
Eric: E’ quella che è arrivata terza! Mai vista una coppia di cupole così, aveva…
Par.: Ma lei ha detto che non ha la televisione!
Eric: Ogni tanto andiamo al paese, io e mia moglie. Ho una Honda mille.
Par.: Ma la moto è tecnologia!
Eric: Per andare in pari tiro un rickshaw a Toronto nei fine settimana.
Par.: Fate a meno di tutte le comodità moderne, a quanto mi hanno detto.
Eric: Per la corrente elettrica ho costruito un mulino. Le pale sono di latta e le ho tagliate con le mie mani. (Eric mostra le mani. Il totale delle dita è sette).
Par.: Ha perso qualche dito per tagliare la latta.
Eric: No. Me li sono bruciati cercando di allacciare il cavo del mio trapano elettrico ai cavi dell’alta tensione. Mi sono arrampicato sui piloni e quando ho toccato il cavo ho sentito un grande fuzz. Mi sono bruciato i capelli e sbriciolati gli occhiali. In tasca avevo la carta di identità che è diventata una patatina fritta.
Par.: Come fate senza il frigo?
Eric: Se è per questo, come facciamo senza lavatrice? E senza lavastoviglie? Puzziamo e mangiamo le polpette con le mani, sulla tavola. Non possiamo cercare il pelo nell’uovo. Coltiviamo tutto senza pesticidi, quelli li mangiamo a parte. Porto i miei figli al megamercato, qualche volta. Gli mostro a cosa riduce il consumismo, mentre ci leviamo le piattole. Guardate quei poveracci con i loro carrelli pieni di roba! dico ai ragazzi e loro ridono. Quelli con i carrelli ci urlano dietro e ci tirano le lattine. Noi ciabattiamo via, inciampando sui nostri stracci.

Annunci