Il campanile

di limbranauta

Il lato nord del campanile
è un vecchio dissipato.
Per tutta la vita ha fumato, bevuto
e l’intonaco è quasi del tutto crollato.
E’ un dito giallo di nicotina.
Una brutta tosse di mattina,
troppi bicchieri e colpi d’aria
hanno diroccato la cella campanaria.
Il lato a mezzogiorno è un’altra cosa:
il sole lo ha cotto, mummificato.
Si è sempre risparmiato,
un vecchio cattivo, avaro e torvo
che mangia poco, ride meno,
gracchia come un corvo.
I due lati parlano male uno dell’altro.
Vecchio maiale, dice uno,
pensavi di essere scaltro?
Fuma e bevi arrivi male alla meta.
Guarda me! Ginnastica e dieta!
Almeno me la sono goduta,
risponde l’altro sarcastico,
per non spendere un soldo
facevi la carità con l’elastico.
Si sputerebbero, se potessero farlo,
si disprezzano a morte
ma l’orgoglio è più forte:
in silenzio continuano
a ignorarsi a vicenda.
In altre parole,
una brutta faccenda.

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