Consorzio Facciamo Nuova Venezia

di limbranauta

La finanza si è accorta che c’era qualcosa di losco negli affari della Cricca Venezia Nuova, ha avuto finalmente sentore che forse i conti non erano del tutto trasparenti.

Lo ha capito da particolari marginali che sono lentamente emersi nella loro importanza: ad esempio che un sasso di quelli delle massicciate a mare costava circa il doppio del prezzo normale, o dal fatto che le fatture per i panini degli oparai impiegati dai sub-sub-subappaltatori, che mangiavano a Malamocco, provenivano da Panama; dal fatto anche che nel corso del decennio di lavori per il Mose (acronimo per “Mangiare Ogni Singolo Euro”) i costi sono stati costantemente aggiornati al rialzo fino al triplo del costo stimato.
Non ha poi convinto osservare che il Boscolozzo operava in stato di monopolio dei prezzi, anzi per meglio precisare non solo sceglieva gli appaltatori, che erano sempre lo stesso Conscioscio, ma valutava la congruenza delle proposte economiche che esso stesso si offriva in relazione al capitolato delle opere e dei prezzi che aveva sempre esso stesso preparato.
Insomma questo Zonzozzo che faceva la spesa , si cucinava e si mangiava la pappa ha insospettito i vertici dell’intellighenzia del controllo finanziario, un giorno mentre stavano discutendo della posizione politica e religiosa di Giordano Bruno rispetto a Venezia e Roma nella sala degli affreschi del palazzo sul canalazzo che occupano a grazzo essendo importazzi.
Da quel giorno di tre anni fa gli occhi dei controllori sono stati attentissimi e hanno registrato ogni singolo milione di euro rubato dal Consorbio Banda Bassozzia; milioni che ovviamente sono già stati accantonati in un grosso porcellino di terracotta depositato a casa di un cugino nel Malawi e perciò perduti per sempre per lo stato italiano.
Molto prima di tutto ciò la finanza si era anche accorta di una incongruità di 21 euri nei miei studi di settore, e presumo che dato questo scritto irriverente i miei 13mila dichiarati l’anno scorso saranno oggetto di attenta valutazione; fortunatamente il Boazzio, yot di 114 metri con treno ad alta velocità come tender, lo tengo in darsena a Rawalpindi ed è a nome del mio gatto, Cosmo.

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