L’immortalità secondo Aubrey

di limbranauta

Parzifal intervista Aubrey de Grey, il geriatra che ci promette vita eterna.

Parzifal: La sua è stata una vera rivoluzione nella ricerca gerontologica.
Aubrey: Basta rimpatriare i mitocondri e fare la punta ai cromosomi con questo (Aubrey apre un grande armadio e gli cade addosso un sacco di roba). Nessuno ci aveva pensato prima perché tutti studiano. Io invece invento le fregnacce e poi faccio esperimenti assurdi.
Par.: Allora la sua è tutta una montatura!
Aubrey: Ricevo nel mio studio tutte le ricerche mondiali nel campo della geriatria. Ci voleva qualcuno che sintetizzasse tutta quella roba. Butto tutto nel tritacarta senza averlo letto, naturalmente. Sono belli tutti quei nastrini di carta anche se qualche giorno fa mi sono preso dentro una mano. (Aubrey mostra a Parzifal un gancio alla fine del braccio).
Par.: Lei è un martire della scienza!
Aubrey: Adesso tutto quello che devo fare è far ricrescere la mano. Mi sono clonato e sono in frigo, è tutto pronto.
Par.: Cosa intende dire “sono in frigo”?
Aubrey: Il mio clone, no? E’ uno uguale a me però è in coma. Ci prendo i pezzi che mi servono e li attacco.
Par.: Ma questo dal punto di vista morale è spaventoso.
Aubrey: Perché? Lui, cioè io, è in coma dentro al frigo.
Par.: E’ terribile, non riesco a capire come possa accadere…
Aubrey: Non direbbe così se vedesse quante bottiglie di vodka ci sono al fresco assieme a lui. Quando si sveglia può farsi un vodka tonic e nel frigo c’è uno stereo che suona musica disco. C’è anche una ragazza in coma, con la gonnellina di banane. Se la spassano, quei due gelatoni.

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