Specchio convesso

di limbranauta

Sullo specchio convesso dell’incrocio
appaio, vestito di bianco.
Con il cappello di paglia
sembro un po’ frocio
ma è soltanto un abbaglio.
Dietro alla mia piccola figura
sullo specchio lucente
appare il cielo bruciante
dell’estate, blu reso opaco
dalla calura, pink gin
con un goccio di angostura.
Si affacciano anche gli spigoli
bianchi dei palazzi, sembrano razzi,
‘sti cazzi che non parto per le ferie,
che restino qua gli altri, i pazzi.

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