Le facce

di limbranauta

Studioso di teologia. Come se la cosa avesse il minimo senso. “STUDIOSO DI TEOLOGIA”: come dire alchimista, come dire gladiatore. Faccende passate di moda, nella migliore delle ipotesi. Roba da medioevo. E le facce? Un giornale le riportava in prima pagina, tutte 115 o quante erano. Non un giornale italiano naturalmente. Noi non abbiamo lo stomaco di sopportare tanto tutto in una volta. Le facce, dunque. Lombroso avrebbe fatto un infarto, poveraccio. Nei parlamenti delle democrazie occidentali, come osservava uno sociologo americano, la percentuale di devianza criminaloide dei componenti è del 7%, due punti superiore a quella della popolazione comune. Così credo anche nella riunione dei santissimi e le loro facce, mio dio, le loro facce certificano questa mia supposizione. Guance arrossate da orge solitarie, occhietti vispi da pedofili in vacanza. Ghigni da Bacon, caricature leonardesche di sbagli di natura assurti a controllori delle anime e delle attività sessuali di un miliardo di persone. E fuori l’assembramento salmonare che applaude e canta, decerebrato, decorticato con cura. E fuori i giornalisti che da bravi avvoltoi sbranano un cadavere che questa volta saluta definendosi strumento imperfetto. Mai si è sentito un eufemismo tale, mai bocca umana ho pronunciato una così mostruosa eulogia.

 

20/04/2005

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