Meno ombre

di limbranauta

Vecchio: Poveraccio, dopotutto non era cattivo.
Vecchia: Beveva un po’ troppo. Ricordi quella volta che ha corteggiato quella donna in presenza di suo marito?
Vecchio: E’ stato fantastico: io… ecco signora… questa nave tutta piena di catorci… lei sembra ancora viva, anche se… vorrei fare un ballo con lei, mi contorco bene… ho bevuto un po’, sicuro… questo è suo marito? Mio dio, devo bere qualcos’altro… non posso metterle la mano qui? Ah, no, certo che no… cosa dice suo marito? Non si capisce bene, ha due dentiere… gli dica di tagliarsi i capelli, sono gialli… no, no, non intendevo offendere, però non può… insomma, non intendevo offendere sua moglie…
Vecchia: Ti ricordi che ceffone gli ha tirato il vecchio?
Vecchio: Ha fatto un bang che lo hanno sentito anche i delfini.
Vecchia: E’ tornato sobrio, il capitano, di colpo.
Vecchio: Però non era cattivo, davvero. Ti ricordi la visita che abbiamo fatto nella sala di comando? Ti ricordi che il timone gli si era incastrato nella cintura e lui girava come una trottola pestando tutte le volte la testa sul pavimento?
Vecchia: A proposito, qualche tempo fa mi hai detto che questa nave gira in tondo.
Vecchio: Non te n’eri accorta? Quando fanno la gara di tuffi dopo qualche ora passiamo di nuovo vicino al vecchio che si è tuffato. Alcune volte è annegato, si vede la schiena che galleggia e la testa sott’acqua. Altre volte è ancora vivo, sta nuotando e noi gli passiamo vicino.
Vecchia: E’ spaventoso, non me l’hai mai detto prima.
Vecchio: Perché avrei dovuto? Alcuni di loro gridano, quando gli passiamo vicino.
Vecchia: Cosa gridano?
Vecchio: Dipende. Si sbracciano, vogliono risalire a bordo, credo.
Vecchia: Vecchi rimbambiti. Risalire a bordo. Vecchi ringoglioniti.
Vecchio: Quando sono ancora vivi li saluto con la mano.
Vecchia: E loro cosa fanno?
Vecchio: Alcune volte ridono, altre piangono.

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