Stramazzo

di limbranauta

Stramazzo. Sulla strada la luce cade
come grandine. Le fronde dondolano.
Milioni di ombre di foglie sfasciano
la strada. La rompono in mille pezzi.

Cado morto come colpito da pietra
davanti a quei frammenti, ai colori.
Troppo, troppo per poterlo sopportare.
Il cortile del cervello ha ceduto.

Troppe cose, e la gente che cammina
è un’ulteriore confusione. Basta.
Cedo davanti alla complicazione
dell’autunno e crollo come morto.

Però, anche se non ci credo, cammino.
Continuo a camminare mentre tutti
i benedetti frammenti si mischiano
ed entrano gli araldi dell’inverno.

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